Da sei mesi a questa parte, la pattuglia romagnola degli stroller runners si è arricchita di una nuova praticante: la 34enne ragioniera di Massa Lombarda (RA) Alina Losurdo, che il prossimo 11 novembre 2018, forte della sua esperienza da ultrarunner e triatleta, correrà con la piccola Vittoria in passeggino i 42 km della Maratona di Ravenna.
Un’impresa, la sua, resa ancora più straordinaria dalle poche uscite fatte finora con lo stroller, e da un recupero post partum particolarmente complicato, che l’ha tenuta per più di 3 mesi lontana dalle corse.
Nella sua eccezionale storia, tutto il suo amore per la figlioletta, per lo sport e… per gli animali! In particolare i dalmata: da sempre suoi fedeli compagni d’allenamento!
Alina, oggi corri anche la tua figlioletta in passeggino, ma in realtà i tuoi primi compagni di allenamento avevano 4 zampe, non è vero?
Sì. Facciamo un salto indietro nel tempo. Io ho iniziato a correre nel 2006 per perdere qualche chilo in eccesso, dato che nel 2003 avevo abbandonato il ciclismo per trasferirmi dalla Puglia in Romagna e mi poi mi ero un po’ lasciata andare agli eccessi alimentari… A dire il vero non sapevo cucinare: avevo solo 19 anni!
Comunque, prima di allora, il mio unico approccio al podismo era stato con qualche corsetta ai giochi della gioventù mentre frequentavo Ragioneria, niente di più. Rimesse le scarpette da running ai piedi, ho quindi cominciato con qualche uscita di jogging, accompagnata dai miei due cani dalmata: Siria (che mi segue tutt’oggi nei miei allenamenti) e la sua mamma Diana, che purtroppo, proprio pochi mesi fa, e appena 11 giorni dopo la nascita di Vittoria, è passata a miglior vita all’età di 16 anni.
Inizialmente correvo con entrambe - Siria e Diana - distanze corte, non oltre i 5 km, ed era già un vero piacere. Poi Diana è invecchiata, siamo in rimaste io e Siria, e lei si è rivelata un animale da corsa di lunga distanza (il dalmata è una razza iperattiva e molto resistente) accompagnandomi in allenamento e in diverse maratone, fin quando qualcuno non ha urlato al maltrattamento smuovendo anche la Fidal e minacciandomi perfino di denuncia.
Poco male: le nostre corse continuano, con il consueto buon senso, anche senza pettorale. Io e mio marito abbiamo una fortissima passione per gli animali in genere, non abbiamo solo dalmata ma anche altri cani non di razza e diversi gatti, tutti recuperati dalla strada e alcuni portatori di handicap: è una famiglia numerosa, che richiede molte attenzioni!
Torniamo al running: poco per volta è diventato una passione, le distanze sono aumentate, i percorsi si sono fatti sempre più impegnativi…
Anche questa volta occorre fare una premessa. Dopo aver imparato a nuotare, nel 2005, un paio di anni dopo ho voluto riprendere in mano la bici che era stata completamente abbandonata in cantina dal trasferimento in Romagna. L’ho fatto soprattutto per iniziare a cimentarmi con il triathlon, che mi aveva affascinato fin dall’esordio come disciplina olimpica nel 2000. Un piccolo stop per un problema al ginocchio provocato da un incidente in moto, e poi, nel 2009, una volta recuperato dall’infortunio ho ripreso in mano tutto per non fermarmi più.
Per quanto riguarda il podismo, ho gareggiato praticamente su tutte le distanze possibili: dai 5000 metri ai 100km. All’inizio l’idea di una maratona mi affascinava soprattutto come preparazione per poter poi esordire come Ironman, cosa che poi ho fatto a Venezia, nel 2016, dopo aver corso più di 60 maratone e ultramaratone; il tutto senza mai rinunciare, nel periodo estivo, alle gare di triathlon: dagli sprint alla distanza del mezzo Iron.
Per il prossimo anno ho diversi progetti, tra corsa e triathlon, sempre se il mio fisico seguirà la testa! Ma una cosa è certa: ora che sono diventata mamma, le mie uscite podistiche, accompagnate da Vittoria in passeggino e Siria che ci corre accanto, hanno un valore diverso.
Intanto, nei primi mesi dopo la nascita di Vittoria, hai dovuto fare i conti con una ripresa post-partum non particolarmente agevole…
Ho avuto una gravidanza regolare senza dolori fino alla 33esima settimana, quando ho avuto il primo ricovero per coliche renali provocate dal posizionamento della piccola. Ma ho sempre continuato a corricchiare e poi a camminare nei limiti del possibile. Penso di aver smesso alla 38esima settimana, su indicazione dell’ostetrica.
Il parto, invece, è stato un vero incubo, durato quasi 24 ore, con un post partum altrettanto doloroso e difficoltoso, durante il quale tutti i pensieri - sportivi e non solo - andavano scomparendo perché andare in bici era doloroso, la corsa era precoce e quando provavo era ogni volta come un nuovo un parto. La mia fortuna è stato il nuoto: unica disciplina che non mi provocava dolore.
Finalmente, dal quarto mese, tanti dolori sono quasi spariti e pian piano ho ripreso possesso del mio corpo, della mia testa e senza allenamento e senza pretese il 23 settembre 2018 ho fatto un triathlon olimpico a Cervia. Pareva una vera follia, ma ora posso dire che muscoli e testa hanno buona memoria!
Come mai hai deciso di coinvolgere anche tua figlia nella corsa? Ci pensavi già prima della sua nascita o l’idea è sopraggiunta dopo?
Ho ripreso a correre con Vittoria per un solo motivo: fare sport insieme all’aria aperta tutte le volte che sia possibile.
Per via del mio lavoro, viviamo già 9 ore al giorno separate, però è vero che non conta la quantità ma la qualità del tempo trascorso insieme. Spero di infonderle la mia passione per l’attività fisica e non voglio che a distanza di tempo possa vedere lo sport come un motivo in più di distacco da me. So che potrebbe accadere: “l’egoismo” di un triatleta può fare molti danni. Quindi, conscia di questo aspetto, sto cercando fin da subito di evitarlo!
Quanto a correre con mia figlia, era un sogno fin da prima che nascesse: ho sempre guardato con ammirazione i miei amici che già lo facevano, e sapevo che prima o poi avrei avuto anch’io questa fortuna.
Per iniziare ho preso uno stroller già testato da un nonno runner, una spesa irrisoria per partire con un’attività che non sapevo se a Vittoria potesse far piacere.
A quali gare avete già preso parte correndo con il passeggino? Come le affronta Vittoria?
Il 21 ottobre, dopo solo 5 uscite insieme abbiamo preso parte al Giro dei Tre Monti di Imola percorrendo i 15.5 km della non competitiva. Ho scelto quest’evento perché si svolge su colline che conosco molto bene: ho consumato km di scarpe su quelle strade! Partendo libere, non abbiamo intralciato i runner competitivi; peraltro è una gara che richiama migliaia di persone, e data la difficoltà del percorso collinare non ho voluto attaccare il pettorale, in quanto il tempo massimo è molto selettivo.
Da parte di organizzazioni e podisti ho notato molta apertura mentale verso lo stroller running: nessuna critica ma, anzi, tanta ammirazione. Poi ci sarà sempre chi si lamenta, chi storce il naso, ci sono abituata. Correndo con la mia dalmata Siria spesso e volentieri mi sono imbattuta in critiche e giudizi non piacevoli. Ma per me conta il risultato: Siria corre con me e si diverte davvero tanto. Ora con lo stroller stiamo cercando un equilibrio per correre insieme con l’attrezzatura giusta: è un po’ complicato ma non demordiamo.
Intanto, Vittoria mentre corriamo si rilassa e dorme per tutto il tempo; è una bimba molto socievole e serena. Così è tutto più facile.
Prossima tappa: Maratona di Ravenna dell’11 novembre. Come vi state preparando a correre questa impegnativa distanza tu e Vittoria?
Nessuna preparazione specifica per correre la Maratona di Ravenna insieme. Sono abituata alle difficoltà: So che correre con lo stroller non è facile, ma lo facciamo già un po’ ovunque. Qui a Massa Lombarda abbiamo molte strutture per far sport, e approfittiamo della pista di ciclismo da 600 metri per qualche ripetuta.
L’importante, piuttosto, sarà pensare a tutte le possibili esigenze di Vittoria, dal cambio pannolino alla pappa. La scelta di Ravenna non è un caso, so che posso appoggiarmi a bar/ristoranti del luogo. Inoltre lo stroller ha abbastanza spazio per portare con noi tutto quanto ci potrebbe essere utile.
Aldilà della tua esperienza personale, quali prospettive vedi per lo stroller running in Italia?
La mia esperienza in questa nuova avventura è ancora pari a zero, ma per ora, come dicevo, non ho notato chiusura bensì entusiasmo e accoglienza da parte delle organizzazioni di gara nei confronti di noi genitori che fatichiamo il quadruplo pur di non separarci dai nostri figli! Speriamo continui così!
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