Un altro triatleta “prestato” alla corsa con il passeggino. Un altro superpapà ad arricchire la pattuglia degli stroller runners romani! È il 41enne campione di Ironman Leonardo Beccarisi: l’antilope salentina (come è soprannominato per le sue origini leccesi), che di tanto in tanto si trasforma in canguro, tagliando, con il figlioletto Pierluigi in passeggino, i traguardi di tutte le half marathon e maratone che riesce ad “incastrare” nei serratissimi ritmi di preparazione agonistica.
Prima podista, poi triatleta, ora anche stroller runner: ci racconti quest’evoluzione sportiva?
Nella mia vita, lo sport, l’amore e la famiglia si sono sempre incrociati legandosi a doppio filo. Io sono originario di Lecce, mentre mia moglie Federica è di Roma. Avendo amici runners in comune, ci siamo conosciuti durante le corse podistiche in giro per l’Italia, arrivando poi a sposarci e a concepire nostro figlio.
Nel frattempo, io da podista ormai stanco delle solite corse, mi ero già avvicinato al triathlon. Prima ho fatto esperienza sulle distanze corte, come sprint (750 metri di nuoto, 20 km di bici e 5 km di corsa) e olimpici (1.500 m di nuoto, 40 km in bicicletta e 10 km di corsa); poi mi sono innamorato della longdistance: il famoso (o famigerato!) Ironman, che prevede 3,86 km di nuoto + 180 km di bici + 42 km di corsa. Ne ho portati a termine 11, piazzandomi, nella stagione 2018 ormai chiusa, come 1° italiano nella mia categoria al Mondiale.
Quando è nato Pierluigi, “coinvolgere anche lui nella corsa è stato del tutto automatico. A pochi mesi di vita, l’ho portato con me alla “nostra” prima 21 km, e da allora è stato un susseguirsi di eventi, tra mezze e maratone. In realtà, avendo corso d’istinto spingendo il passeggino, non sapevo neanche che quest’attività si chiamasse stroller running, né che intorno ad essa gravitasse uno splendido movimento, che invece ho avuto il piacere di conoscere di recente sui social e sul web!
Quanto c’è del triatleta quando corri con il passeggino?
Penso ci sia molta caparbietà e voglia di dimostrare alla gente che se si vuole una cosa e se ci si pone un obiettivo, con il sacrificio e con la dedizione ci si arriva sempre!
Io e Pierluigi corriamo con un comunissimo passeggino Chicco, che spingo senza problemi con la mano destra, correndo sul fianco sinistro del bambino, con un’andatura media dei 4’50”/km. Ovviamente a me viene tutto molto semplice perché sono sempre molto allenato. Ma con più calma, con i passi e i tempi giusti, chiunque può praticare questa disciplina.
Quanti chilometri hai già percorso con il tuo bimbo in passeggino?
In realtà non riesco quasi mai ad allenarmi con Pierluigi in passeggino, perché durante l’anno sono troppo impegnato a preparare la stagione di gare Ironman sparse per il mondo, dato che normalmente, salvo complicazioni, partecipo a 3-4 Ironman l’anno. Ma non appena si presenta una gara podistica alla quale posso partecipare con il passeggino, parto insieme a lui e via!
Più gare che allenamenti di stroller running, quindi: quanti traguardi hai già tagliato con tuo figlio in passeggino?
Fino ad ora ho partecipato a 3 mezze maratone e ad una maratona: quella di Roma. Ricordo ancora la prima half marathon con Pierluigi in passeggino. Eravamo in provincia di Lecce ed era fine ottobre. La gente mi prese per matto, per un genitore irresponsabile a portare con sé il figlio così piccolo con quel freddo. Ma io ero serenissimo e lui dormiva alla grande, ben coperto con il telo in plastica che lo schermava completamente.
Nei podisti che ho incrociato, invece, ho riscontrato grande ammirazione, il che mi ha fatto piacere, perché portare di corsa il proprio figlio in passeggino è una cosa normalissima, ed è ora di scardinare questi blocchi mentali.
Quanta strada credi che debba ancora percorrere lo stroller running in Italia per non essere più guardato con stupore e diffidenza?
Ritengo che si debba continuare a promuovere questo movimento, perché c’è ancora tanto pregiudizio che forse frena soprattutto le donne dal praticare questa disciplina.
La nascita di un bimbo non deve arrestare la nostra passione per il running, anzi la deve arricchire. La condivisione di quest’esperienza con lui è stupenda, unisce ancora di più il genitore al figlio, ci aiuta a disintossicarci dai problemi della vita. Correre è libertà!
Intanto, la pattuglia romana degli stroller runners cresce di giorno in giorno: hai in programma di organizzare qualche uscita o di partecipare con loro a qualche gara?
Mi ha fatto molto piacere sapere che a Roma ci sono diversi podisti che corrono con il passeggino. Da parte mia, devo riuscire a incastrare il tutto con la preparazione agonistica per il 2019: anno molto importante per me, perché spero di raggiungere il punteggio per realizzare il sogno di tutti i triatleti: partecipare alla finale mondiale Ironman a Kona alle Hawaii!
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