Spiaggiarsi davanti alla Tv o uscire per una corsa, magari con il cucciolo di casa in passeggino? Questo è un dilemma che di sicuro non si è mai posta KaLea, mamma e stroller runner di 34 anni, di Nashville, Tennessee, che da ben 13 anni vive, tranquilla e serena, senza televisore.
KaLea Lehman è Executive Director presso un’organizzazione no profit che si occupa del benessere della famiglia e si descrive come una donna curiosa, entusiasta ed avventurosa, nonché mamma di Elise, 9 anni, Mia, 6 anni, Pip, 5 anni e Joshua, 2 anni. Naturalmente, è anche una convinta praticante dello stroller running, passione che coltiva da anni e che cerca di diffondere il più possibile anche attraverso il suo blog ed i suoi canali social.
KaLea, ci racconti di questo amore di lunga data che hai nei confronti del running?
Ho iniziato a correre sulle distanze di 1 e 2 miglia alle scuole medie, dove avevamo la nostra piccola squadra di atletica. Al College mi piaceva correre intorno al National Mall (a Washington, DC): lo trovavo entusiasmante.
Ma non ho iniziato a correre regolarmente fino a quando non mi sono sposata. Mio marito ed io abbiamo preso una Weimaraner (o bracco di Weimar) poco prima che lui partisse per la sua prima missione come militare. La nostra cagnolina aveva così tanta energia che io ho iniziato a camminare con lei, ma poi lei ha trasformato la camminata in una vera e propria corsa. Era davvero difficile starle dietro. Quindi, in realtà, è stato il nostro primo cane che ha consolidato l’amore per la corsa regolare. Credo che, a quel tempo, per i miei vicini fosse molto comico ma anche pietoso guardarmi mentre cercavo di gestire le uscite con il cane: fondamentalmente, cercavo solo di muovere le mie gambe il più velocemente possibile così da evitare di cadere faccia a terra… e questo per l’intera durata della “passeggiata”!
Hai cominciato subito con lo stroller running, dopo la nascita della prima figlia? Chi o che cosa ti ha ispirato?
In realtà ho cominciato a correre con il passeggino quando la nostra prima figlia aveva quasi 2 anni. Fino ad allora, non avevo né vivevo vicino ad amici che corressero, ed ho avuto non poche difficoltà ad aggirare l’ostacolo economico dovuto al fatto che i buoni passeggini da corsa sono parecchio cari.
Inoltre, a quei tempi, trattandosi del primo figlio, ero intimidita dai pediatri che consigliavano di aspettare almeno i sei mesi del bimbo prima di cominciare a correre con lui in passeggino. Onestamente, questo è ciò che mi ha impedito di comprare un passeggino da corsa fin dall’inizio.
Tuttavia, quando Elise aveva quasi 2 anni ho dovuto gestire un periodo parecchio stressante. Un’amica, Julie, mi ha dato il suo stroller a ruota fissa, molto semplice, che aveva acquistato in una garage sale e che non le serviva più. Poi, lei si è trasferita in città e mi ha incoraggiato ad andare a correre insieme, e così quello è diventato il nostro appuntamento fisso per ben 3 anni. Correvamo e chiacchieravamo tra di noi e poi lasciavamo i bimbi giocare tra di loro. Era stimolante e divertente, ed è diventato man mano un appuntamento sempre più importante visto che avevamo sempre più figli.
Hai 4 figli di età diverse, quindi sei passata dal passeggino da corsa singolo, al doppio, fino al triplo: come hai fatto ad adattarti a questa continua progressione?
Ho 3 bambine ed un bimbo. Elise aveva quasi 2 anni quando ho iniziato a correre con il passeggino. Come detto, il mio passeggino singolo aveva una ruota fissa ed era molto basico. Poco prima della nascita della mia seconda figlia, ho trovato un Bob doppio in vendita, ed ero entusiasta di poter correre con tutte e due le bambine. Mia aveva circa 6 settimane quando ho iniziato a correre con entrambe ed insieme abbiamo partecipato ad una corsa di 5 chilometri. Il Bob era un passeggino di qualità decisamente superiore, e Mia era così piccola che la transizione di peso da 1 a 2 bambini è stata facile. Ciò che apprezzo di più in un passeggino doppio è il maniglione più largo perché rende la corsa più naturale e controllata.
Pip è nata 13 mesi dopo Mia, e passare al passeggino triplo è stato invece un salto notevole. Spingere un passeggino triplo coinvolge muscoli diversi e richiede un impegno del core decisamente più elevato. È un altro tipo di corsa rispetto a quella con il passeggino doppio, proprio come la differenza che passa tra il correre spingendo un passeggino doppio e l’andare a correre da soli. Dovendo spingere qualcosa di così largo e pesante bisogna aggiustare la postura… e anche trovare luoghi buoni e sicuri per correre è più complicato. Sicuramente, correre con il passeggino triplo mi ha permesso di ri-guadagnare e rafforzare il mio core, nonché di imparare a controllare la respirazione e diventare più consapevole della corretta postura che va tenuta durante la corsa.
Il passeggino triplo che uso (un Baby Jogger) è incredibilmente stabile e resistente, ed utilizzarlo per correre è stato stimolante e mi ha insegnato a essere molto flessibile nella vita. Inoltre, mi ha permesso di uscire con tutti i miei figli e di avere una vita molto attiva.
Ripenso a tutti i passeggini, il numero e le differenti età dei bambini attraverso cui siamo passati, ed anche alle diverse località in cui abbiamo vissuto (i miei obiettivi costanti sono sempre stati quelli di uscire, esplorare con i miei figli, fare amicizia e fare esercizio fisico). Tutto ciò suona estremamente vasto alle orecchie di coloro che si concentrano “solo” sul ritmo o sulla distanza della corsa, ma penso che siano proprio questi i motivi per cui ho adorato ogni momento delle mie uscite di stroller running nonché ogni singolo passeggino usato. Il mio obiettivo era di rimanere in salute e di farlo in compagnia dei miei figli. Questo ha dato forma alle mie abitudini di corsa e le ha rese davvero diverse.
La nostra storia è in continua evoluzione, ma mi rifiuto di farmi “inscatolare” dalle dimensioni della nostra famiglia o dal mio amore per la corsa. Semplicemente noi ci adattiamo. Ad esempio, l’anno scorso alcuni miei amici hanno iniziato a uscire per dei trail. Così a volte non prendevo il passeggino per le uscite, ma mettevo Joshua dentro il marsupio Ergo e andavo a correre con lui e gli amici. Correvamo lungo dei sentieri e, visto che lui stava sulla mia schiena, andavamo tutti più lentamente, ma andava bene così. Lui cercava i luccichii della rugiada sugli alberi, quelli sull’acqua e il giorno dopo, vi assicuro, sentivo decisamente la corsa fatta nelle mie gambe.
Il 21 ottobre 2017 hai corso, con il passeggino triplo, la Go Commando half-marathon, tentando di conquistare il Guinness World Record: com’è andata?
Il mio tentativo di battere il Guinness World Record è stata un’esperienza sorprendentemente commovente. Era da circa 5 anni che correvo abitualmente con il passeggino triplo. Dopo che Suzy Goodwin ha stabilito il record, mi sono resa conto che potevo farlo anch’io. Il record di Suzy aveva anche uno scopo benefico a favore di un Reparto di Terapia Intensiva Neonatale. Ero abbastanza ignara dell’effetto emotivo che veder correre una mamma spingendo un passeggino triplo, specialmente con bambini più grandi, potesse avere sulle altre persone.
Il giorno della mia gara ho corso spingendo circa 155 libbre (circa 70 kg, ndr), sommando il peso dei miei 3 bambini più piccoli a quello del passeggino. Il supporto del direttore di gara e della comunità locale è stato incredibile. Non mi aspettavo che tutti fossero così entusiasti. È stata un’esperienza incredibilmente carica di emozione per me, dall’inizio alla fine. Fino al giorno della gara, pensavo principalmente a ciò che i bambini ed io stavamo per fare. Ma ero abbastanza inconsapevole di quanto tutto ciò sarebbe stato commovente per così tante persone al di fuori di noi.
Per la gara, avevo un team di 4 persone che correva con me. Sono stati amici e compagni di squadra incredibili che si sono preoccupati affinché io fossi in linea e seguissi tutti i requisiti richiesti dal comitato per il Guinness World Record. L’esperienza di correre con loro è stata incredibilmente commovente e motivante! Le colline e le frequenti svolte sul terreno mi hanno costretta a cambiare alcune abitudini di corsa. Questo mi ha sorpreso. Per esempio, ero abituata a non avere difficoltà a prendere la mia bottiglia d’acqua, ma durante quella corsa dovevo tenere entrambe le mani salde sul maniglione del passeggino per via delle continue svolte e dei saliscendi. I miei figli sono grandicelli, per cui ho dovuto cambiare anche il mio modo di affrontare le curve. I percorsi fatti abitualmente fino ad allora con il passeggino triplo erano tutti abbastanza dritti, per cui questo è stato sicuramente un aspetto di quella mezza maratona che mi ha preso alla sprovvista.
Anche la tua sfida al record aveva uno scopo benefico, ci illustri quale e perché la scelta è ricaduta proprio su quello?
La nostra raccolta fondi è stata la ragione per cui ho deciso di prendere parte a una mezza maratona, tentando di battere il Guinness World Record. Sei anni prima, abbiamo quasi perso nostra figlia Mia per un virus respiratorio chiamato RSV. È un virus comune, ma visto che era neonata questa infezione era particolarmente pericolosa per lei. L’ospedale pediatrico di Monroe Carrell Jr. a Vanderbilt ha salvato la vita di Mia e volevamo ringraziarli per il lavoro e per tutto ciò che l’ospedale ed il suo staff fanno quotidianamente per le persone. Tutti, al Vanderbilt Children, sono stati stupefacenti durante le 2 settimane in cui Mia è stata in ospedale.
All’inizio, ero davvero preoccupata all’idea di correre tentando di conquistare il Guinness, ma alcune donne del gruppo di mamme runners di cui faccio parte mi hanno incoraggiato. Kelly, la mia compagna d’avventura, correva persino mettendo i pesi nel suo passeggino (quando i suoi figli erano a scuola) per sostenermi in ogni fase dell’allenamento.
La tua squadra non si compone solo di te e dei tuoi 4 figli, ma ha un membro speciale: il vostro cane!
Haha, ebbene sì! Il nostro cane Champion è stato un compagno di corse con il passeggino fin da quando lo abbiamo preso come cucciolo. Un giorno, in Florida, è apparso al momento dell’uscita dalla scuola materna e aveva bisogno di una casa. Il mio bimbo più piccolo, Pip, non lo lasciava andare, così Champion è venuto a casa con noi e da allora ha continuato ad essere il fedele amico di Pip nelle nostre corse mattutine. A volte, tutti e 4 i miei figli e Champ corrono dentro il passeggino. Di solito, corre appollaiato sulla capottina anti-pioggia, anche se ora che è più grande si mette su una delle sedute dei bambini o in grembo a uno di loro o nel porta-oggetti al di sotto del passeggino.
Le nostre corse più divertenti con Champion le abbiamo fatte in Florida, soprattutto perché lì c’erano gare ogni fine settimana. Ogni weekend partecipavamo a una 5 km e poi prendevamo parte alla grande festa che ne seguiva. Una volta, a Largo, stavamo facendo la nostra corsa e lui si era accucciato nel porta-oggetti sotto il passeggino. Lungo tutto il percorso la gente non ha fatto che ridere e chiamarlo perché, ogni volta che con il passeggino triplo superavamo altri runners, lui si sporgeva dal di sotto. Il suo muso dolce e soffice era l’ultima cosa che vedevano mentre li superavamo e allora i runners cominciavano a ridere e facevano commenti divertenti. I bambini si sono divertiti un mondo!
E tuo marito? Anche lui si unisce qualche volta alla vostra divertente squadra?
Mio marito è nell’esercito e credo di poter dire che lui abbia fatto da catalizzatore nei confronti della mia passione per lo stroller running. Ci siamo trasferiti 7 volte (e presto diventeranno 8) in 13 anni, e diverse volte è stato lontano in missione. Ciò significa che, per la maggior parte del tempo, non poteva o non può venire a correre con noi. Quando è a casa ed esce a correre con noi, preferisco essere io a spingere il passeggino e di solito, ora, lui corre affiancando Elise, che ci segue mentre va in bici.
Ogni trasferimento influisce sulle mie abitudini e sui miei obiettivi di corsa. Non mi piace l’idea di non trascorrere del tempo in famiglia per via della mia passione per la corsa, e quindi i miei obiettivi in corsa cambiano molto. Mi considero una sorta di “corridore sociale”, il che significa che raramente presto attenzione al mio ritmo. Piuttosto, corro ad un ritmo che mi permetta di mantenere una buona conversazione, e, inoltre, mi piace davvero provare cose nuove.
I primi anni correvo solo per uscire ed incontrare i miei compagni di running. Poi, ho cercato qualcuno che avesse obiettivi simili ai miei e con cui correre su percorsi adatti ad un passeggino triplo. Questo è ancora ciò che faccio, con la differenza che mi appoggio ai gruppi di mamme runners per trovare i compagni di corsa più adatti alle mie esigenze. Al momento, questi gruppi sono ancora pochi (Moms Run This Town o MRTT, SLAM, iStroll, Stroller Warriors), sono tutti un po’ diversi tra di loro e variano da città a città. Si tratta ancora di una novità, di una fantastica novità! Attualmente, corro con Moms Run This Town perché sono flessibili e spesso i loro orari e luoghi di incontro sono quelli che meglio si adattano alle esigenze della mia famiglia. Personalmente, non mi piace correre con il passeggino sul ciglio di una strada o in mezzo all’erba, quindi questo aspetto spesso influisce su come o quando scelgo di andare a correre.
Qual è il ricordo più bello che hai finora come runner, con o senza passeggino?
Si tratta di due gare a cui abbiamo preso parte: una 10 miglia corsa a Block Island con il passeggino e una staffetta sulla distanza di un miglio, corsa in Florida, da sola.
La 10 miglia di Block Island 10 è stata divertente perché c’era tutta la nostra famiglia, incluso mio marito. Lui era oltreoceano quando io ho tentato di battere il Guinness World Record, in attesa di notizie su come fosse andato ma impossibilitato ad essere lì presente. Il nostro obiettivo a Block Island era vedere l’isola: tutti ci avevano assicurato che fosse una cosa imperdibile, assolutamente da fare. Così ho pensato che non poteva esserci modo migliore di esplorarla se non con bella corsa tutti insieme! Mio marito mi ha accompagnato lungo tutto il percorso e quello è il ricordo più intenso che ho della corsa!
Il percorso prevedeva 10 miglia di colline, saliscendi continui e ardui da affrontare, e per raggiungere il punto di partenza della corsa abbiamo dovuto prendere una macchina, una barca e un autobus (a nessuno dei quali mi era venuto in mente di pensare fino al mattino stesso della gara). Mio marito si è fatto carico di correre con il passeggino lungo tutte le discese, che erano decisamente più impegnative delle salite. Il peso del passeggino triplo con a bordo i 3 bimbi supera il mio stesso peso e per tenerli serviva molta più forza e un controllo maggiore di quello che io potessi avere.
Lo spirito che ha animato quella corsa è stato di puro divertimento e gioia, su e giù per le colline, e il nostro obiettivo era semplicemente quello di completare il percorso e, al contempo, vedere l’isola. Abbiamo chiuso la corsa con un buon tempo, ma per noi si è trattato solo di divertirci insieme. Inutile dire che è stata una vera e propria avventura.
Anche la gara di un miglio corsa in Florida è un ricordo fantastico, ma per ragioni totalmente diverse. Era una gara sprint che ho fatto da sola, dove correvo un miglio all’interno di una staffetta di 14 miglia. Solo al liceo mi era capitato di correre una gara di un miglio, e al tempo correvo, in rappresentanza della mia squadra, per il titolo dell’atleta più veloce, nella sezione femminile. La gara sprint in Florida resterà per sempre un ricordo unico perché ho corso un miglio in 5:58 (circa 4’10” al km, ndr) e, a livello individuale, sono stata la più veloce della staffetta.
E il peggiore ricordo, invece?
Ah, tutte le mie esperienze di corsa negative sono legate al caldo. Ho avuto pochi colpi di calore, ma la mia peggiore esperienza durante la corsa è stata a Tampa, in Florida, ed è stata una delle rare volte in cui ero uscita a correre senza i miei figli. Non avevo mai avuto problemi con il caldo prima e, fisicamente, non mi ero mai sentita così in forma come in quel periodo. Sono partita per una corsa veloce di 10 miglia, ma sono uscita verso ora di pranzo, e proprio quel giorno era stata diramata un’allerta caldo per Tampa.
Non avevo né l’acqua né il telefono perché non ero uscita con il passeggino. Ho percorso 3 miglia e ho iniziato a vedere tanti puntini neri. Mi ci è voluto un minuto per riuscire a trovare un edificio in cui cercare riparo dal caldo, ma in realtà entrare non mi ha aiutato a riprendermi. Non appena sono uscita di nuovo sotto il sole, lo stesso malessere è tornato e mi sono un po’ fatta prendere dal panico perché lì non c’era ombra.
Fortunatamente, un amico è passato di lì e mi ha dato un passaggio in macchina. Solo quando ho fatto rientro a casa ho capito di aver avuto un colpo di calore. Mi sono davvero spaventata e quell’esperienza mi ha fatto capire quanto sia importante avere coscienza di sé e del proprio corpo, indipendentemente dal livello della forma fisica. E anche quanto siano importanti le abitudini. Avevo intrapreso quella corsa senza pensare all’acqua, cambiando il percorso abituale, con il caldo e sotto il sole a picco. Queste erano tutte cose a cui pensavo ogni volta che uscivo con i mie figli, ma a cui non ho pensato ed ho dato per scontate quando si è trattato di uscire da sola. L’esperienza ha cambiato la mia prospettiva, e non solo a livello di corsa, ma mi ha reso cosciente che le abitudini sono importanti in tutti gli aspetti della vita.
Ann Marie Cody ci ha detto che lo stroller running è una tua grande passione: quali sono i principali insegnamenti che ti ha dato? Ti piace condividerla con gli altri genitori?
Si, sono appassionata di stroller running perché è incredibilmente costruttivo, dà una carica di energia alle famiglie ed è un ottimo modo per entrare in contatto con persone positive. È importante per le famiglie vedere, conoscere e sentirsi in grado vivere appieno esperienze con i propri figli, di qualsiasi età essi siano. In particolare, mi piace correre spingendo il passeggino triplo perché spesso vedo mamme correre spingendo due figli sul passeggino doppio, con il terzo bambino portato sulla schiena dentro il marsupio. Quando capita, mi fermano e mi chiedono dove e come ho acquistato il mio passeggino triplo, perché per loro sarebbe un aiuto incredibile.
Tutto sta alla mentalità di ciascuno di noi, nulla è impossibile, e credo che quando ci si sente bloccati, legati - soprattutto dai bambini e dal ruolo di genitore - quel pensiero influisca negativamente sul benessere. Si tratta di abitudini mentali difficili da cambiare, ma se i genitori hanno gli strumenti giusti, possono fare tante cose positive, che rafforzano o che educano o che semplicemente siano avventurose, per la famiglia.
Io ho iniziato con il passeggino sbagliato. Non ero sicura di riuscire ad andare a correre con i bambini, ed ho vissuto in prima persona tutte le difficoltà che incontra chi si approccia allo stroller running… ma ho trovato amici straordinari, sono passata a un passeggino doppio e poi ad uno triplo ed ho visto quanto lo stroller running abbia cambiato la vita della mia famiglia.
Detto questo, noi spesso sembriamo caotici. Ma, fintanto che si tratta di un caos felice, ho deciso di fare il possibile per tenermelo stretto. A volte le persone sono sopraffatte dalla vista del passeggino triplo pieno di bambini, mentre altre volte sono sopraffatti già solo alla vista del passeggino da corsa. Sapete cosa? Le persone vivono tutte in modo diverso, l’importante è solo trovare la sicurezza in ciò che è buono e funziona per te.
Dare energia positiva, sicurezza, alle famiglie, in particolar modo a quelle con bambini piccoli, è una cosa che mi ha appassionato così tanto che mi sono messa a pensare a come produrre un passeggino triplo che fosse anche economico. Non ci sono ancora arrivata, ma non ho ancora abbandonato l’idea.
Per promuovere lo stroller running, ho creato un sito web e una pagina Facebook. Il sito è www.runmamarun.us. Mentre sono su Facebook come @kandcrew e la pagina si chiama Run + Mama. Ho creato queste due pagine per sostenere la raccolta fondi per l’Ospedale pediatrico di Vanderbilt, associata alla mezza maratona che ho corso. Prima non avevo l’abitudine di rendere pubbliche le nostre avventure. Mi sono dovuta quindi applicare parecchio per ottenere materiale buono da pubblicare, come, ad esempio, immagini buone. Cerco di aggiornare abbastanza spesso la pagina Facebook, mentre, soprattutto a causa della mancanza di tempo, il sito l’ho trascurato una volta corsa la mezza maratona.
Comunque, noto che la gente apprezza nel vedere che si può vivere una vita attiva grazie ad un passeggino da corsa. Di conseguenza, cerco di pubblicare e continuare a incoraggiare le persone a farlo.
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