Fino a poco più di 10 anni fa, se qualcuno avesse detto che, un giorno non troppo lontano, la Scarpa d’Oro di Vigevano sarebbe stata aperta anche ai podisti con il passeggino, probabilmente lo avrebbero preso per matto. Invece, il prossimo 17 marzo 2019, sulla griglia di partenza dell’evento pavese potranno regolarmente presentarsi anche gli stroller runners (CLICCA QUI PER INFO E ISCRIZIONI).
I tempi, anche nel podismo, cambiano. Nuove tendenze si fanno strada, e perfino i format più prestigiosi e consolidati, ad un certo punto, si trovano di fronte a un bivio: restare uguali a se stessi ed avviarsi inesorabilmente verso il tramonto; oppure puntare in maniera lungimirante sul rinnovamento.
Dal 2006, la famiglia Merlo ha scelto questa seconda strada, dopo aver portato in scena per ben 27 anni uno degli appuntamenti podistici più affascinanti del panorama italiano: quella Scarpa d’Oro Internazionale nata nel 1980 per offrire al mitico Sebastian Coe una gara di 7 km a inizio aprile per prepararsi alla Cinque Mulini; e diventata, edizione dopo edizione, passerella per i tanti grandi nomi del mezzofondo italiano e mondiale che ne hanno arricchito il palmares: da Steve Ovett ad Alberto Cova, da Robert De Castella a Gelindo Bordin, da Stefano Mei a Genny di Napoli, a Francesco Panetta a Paul Tergat.
Sebastian Coe festeggia in piazza Ducale la sua seconda vittoria alla Scarpa d’Oro nel 1983 - foto tratta da: https://scarpadoro.it
Oggi, la Scarpa d’Oro di Vigevano è di nuovo un appuntamento clou del calendario podistico italiano, ma con un altro format e su altre distanze: la half marathon, varata proprio nel 2006; la corsa in rosa e la stracittadina - entrambe di 5 km -; e l’ultima nata, la 10 km non competitiva. Tutte con un valore aggiunto: l’apertura ai podisti con il passeggino. E forse, non è un caso. Se da una parte, infatti, lo stroller running sta progressivamente crescendo in tutta Italia anche sulla scia dell’immagine veicolata dal Babyrun Team, dall’altra, responsabile organizzativa della nuova Scarpa d’Oro è Manuela Merlo, 42 anni, libera professionista nel settore della comunicazione sportiva, mamma di Sofia, 3 anni, e… stroller runner!
Manuela Merlo, il nome della tua famiglia è legato indissolubilmente a quello di un evento che ha fatto la storia del podismo italiano: la Scarpa d’Oro di Vigevano. Vuoi raccontare ai più giovani che cos’è stata questa manifestazione?
I grandi appassionati di atletica leggera ricorderanno bene il tradizionale appuntamento del sabato pomeriggio di Pasqua su Rai2 con la Scarpa d’Oro Internazionale di Vigevano, in onda sempre in diretta all’interno di “Sabato Sport”.
Questa gara, nata nel 1980, è riuscita a portare a Vigevano davvero i migliori milers dell’epoca: da Sebastian Coe (la gara è nata proprio per far correre Coe che era alla ricerca di una gara nella prima settimana di aprile) a Steve Ovett e Robert De Castella; e poi i migliori azzurri del tempo, quali Gelindo Bordin, Alberto Cova, Francesco Panetta, Genny Di Napoli, Salvatore Antibo e un giovanissimo Stefano Baldini, solo per fare alcuni nomi!
Stefano Mei ed Alberto Cova all’edizione 1986 della Scarpa d’Oro di Vigevano
Poi, nel 2006, la manifestazione ha cambiato format…
Ritengo che anche negli eventi esista un ciclo vitale e bisogna trovarsi pronti e preparati ad invertire la rotta e a trovare nuove strade quando ti accorgi che l’entusiasmo si sta esaurendo. È successo così con la Scarpa d’Oro: da un lato la crisi del mezzofondo italiano e dall’altro la crescita esponenziale della “maratona mania” ci ha portato a trasformare la kermesse in una mezza maratona aperta a tutti.
Nuovo step nel 2011, quando l’evento si è aperto anche ai podisti più amatoriali…
La nascita di questa mezza maratona ha stimolato nei vigevanesi la voglia di correre, e così abbiamo aggiunto le distanze più corte, proprio per avvicinare gradualmente il grande pubblico al running, ma soprattutto all’attività fisica come strumento di benessere.
Quest’anno, un’altra novità a misura di famiglia: la Scarpa d’Oro apre anche agli stroller runners su tutte le distanze. In che direzione va questa decisione?
È da diversi anni che desidero vedere al via della Scarpa d’Oro mamme e papà con i passeggini e devo ammettere con soddisfazione che negli ultimi anni sono aumentati. Non a caso premiamo i genitori più sprint. Così, quando ho conosciuto l’esistenza della vostra realtà, non ho esitato ad invitarvi.
D’altra parte sei tu stessa una stroller runner: quando hai iniziato ad avvicinarti a questa disciplina?
Non posso proprio definirmi un stroller runner perché le mie uscite si contano sulle dita di una mano. Però, appena posso, cerco di portare volentieri Sofia a correre con me in campagna. Ammetto che spingere un passeggino richiede un bello sforzo, ma il risultato è sempre molto divertente per entrambe.
Da mamma sportiva, ma anche da organizzatrice di un importante evento podistico, che futuro vedi per lo stroller running in Italia?
Sinceramente mi auguro che sempre più genitori coinvolgano i loro piccoli nelle corse e camminate perché questo tipo di attività giova ad entrambi e anche perché è un primo passo per avvicinare i bambini allo sport, stare all’aria aperta e sviluppare un contatto con la natura.
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