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Meson Aletti: guantoni, fango e… stroller running!

Posted bydottoressa Gabriella Regis - nutrizionista Babyrun on 06.27.18

Dagli sport estremi allo stroller running praticato con il figlioletto Samuel. Oggi conosciamo Simone (alias Meson!) Aletti preparatore atletico di Bologna e… neo-tesserato del Babyrun Team!

Personal trainer, coach per spartan SGX program, spartan race training, preparatore atletico per mudders, runners, obstacle racers e trail runners. Dove nasce la tua passione per gli sport “estremi”?

Nasce ormai 10 anni fa, quando ho capito che l’evoluzione verso “alte mete” nei confronti del mio primo sport, il mio primo amore, la disciplina sportiva con la quale tutto ebbe inizio nel lontano 1989/90, stava sistematicamente crollando… ma facciamo un passo indietro.

Mi sono diplomato presso un istituto tecnico con formazione per la ragioneria e la programmazione della contabilità al computer. Ma lo sport è sempre stata la mia grande passione e quindi ho intrapreso il percorso nel vecchio ordinamento Isef ed ho conseguito il diploma per i tre anni con diploma post-secondario.

Sportivamente parlando, nasco presso la pugilistica Tranvieri di Bologna (ecco il mio primo amore: il pugilato!!). All’epoca, quando finivo la scuola andavo a raccogliere “i prodotti di Madre Natura” presso i contadini della zona e, mentre lo aiutavo a trasportare frutta e verdura, un amico di mio nonno mi diceva sempre: “oh cinno, múvat con cal cassi lè!!! Ai vol d’la forza!!!!!! Muvet mó!!!” (che tradotto significa: “ehi ragazzino muoviti con quelle casse lì, ci vuole tanta forza, dai sbrigati!!!”). E mi consigliò il pugilato.

Iniziai ad informarmi, a leggere sul e di pugilato, ad allenarmi (l’inizio della carriera di Mike Tyson mi fu d’ispirazione!).

Da pugile non sono riuscito nell’intento professionistico ma mi sono ugualmente tolto le mie soddisfazioni. Nel tempo ho conseguito la formazione tecnica richiesta dalla federazione pugilistica italiana. Poi il tempo passa, inesorabile, e una mattina ti alzi, ti vesti, vai in palestra, ti alleni… e senti che tutto è cambiato, più faticoso, quasi fastidioso. Ecco, mi sono detto, è arrivato il momento di cambiare. Ed ho cercato nuovi stimoli, anche in giro per l’Europa. Nel frattempo, la formazione nel campo del fitness è continuata durante tutti questi anni anche al di fuori dell’Italia, proprio per capire, vedere, confrontare realtà diverse. Così ho scoperto le MUDRUN, le Obstacle race, le cosiddette gare nel fango.

Ma la sfida più bella e avvincente forse è arrivata solo poche settimane fa: una sorellina per il piccolo Samuel…

Direi di sì! Ho cambiato completamente l’impostazione della mia vita, del mio tempo, delle mie giornate in funzione della famiglia.

Con l’arrivo del primogenito ho capito che tutto stava cambiando e che la maternità può mettere al tappeto anche l’uomo più forte… figurati chi è alle prime armi! Ho avuto la sensazione che niente sarebbe stato più come prima e che da qui in avanti un piccolo “tiranno” avrebbe stravolto i ritmi di vita.

Come ho conciliato la vita sportiva con quella familiare? Non l’ho ancora fatto! Sto “solo” cercando di imparare a fare il papà.

Ovviamente ho dovuto ridurre i ritmi di allenamento personali, cercando però di non compromettere quelli dei miei clienti, e per ora va alla grande.

Con l’arrivo di Amelie mi sono detto: “Che bello è, oltre ad avere un piano B ora devo pensare anche ad un piano C quando il piano A fallisce!”.

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Fra qualche mese, anche la corsa con il passeggino diventerà più prestazionale, potendo spingere entrambi i tuoi cuccioli. Intanto, come e quando hai scoperto lo stroller running?

Partiamo dal presupposto che in questo momento io ed Anna (mia moglie) non riusciamo a conciliare contemporaneamente ed insieme tutti i nostri impegni, quindi, solitamente, io sono con Samuel e Anna con Amelie (giustamente, visto che la piccola ha solo 1 mese di vita!). Comunque, Anna è molto felice che io e Samuel condividiamo questi momenti, di svago per lui e di sport per me; quindi vede molto positivamente questa passione.

Meson con la moglie Anna, il figlio Samuel e la piccola Amelie ancora nella pancia della mamma

Mi sono imbattuto nello stroller running circa quattro anni fa, quando, per approfondire l’attività di formazione, ho iniziato a viaggiare per lavoro nel nord Europa.

Le prime uscite sono state molto emozionanti… Samuel si addormentava sempre!! Quindi, dopo le prime esperienze, ho dovuto inventare dei giochini che lo tenessero sveglio, affinché si godesse anche lui il paesaggio.

Cerco di andare a correre con lui almeno una volta alla settimana, sempre nei weekend e adesso, con la bella stagione, abbiamo preso l’abitudine di andarci anche all’asilo.

Anche lo stroller running, come alcune delle attività che pratichi e promuovi, è ancora una disciplina di nicchia. In cosa differisce l’Italia da altre nazioni che conosci dal punto di vista sportivo?

In Italia la cultura sportiva è rimasta un po’ indietro: il calcio prima di tutto e tutto il resto è marginale.

Nel Nord Europa, dove lo sport viene praticato da genitori e figli insieme fin da piccolini, non è insolito vedere papà o mamme correre spingendo un passeggino e nessuno si stupisce. Mentre, quando io vado a correre con Samuel al parco, qui la gente ancora mi guarda perplessa.

Però, anche grazie al Babyrun Team, del quale sei entrato a far parte, lo stroller running si sta diffondendo pure qui in Italia, supportato da un numero crescente di manifestazioni. Tu, ad esempio, hai partecipato a Strabologna, insieme a un’altra amica e testimonial di Babyrun, Giovanna Ventura…

Partiamo con il dire che sono molto felice e molto orgoglioso di essere entrato a far parte di questo movimento e di questo splendido team!!

Con Giovanna Ventura, una colonna portante del Fitness italiano, anche lei di Bologna, abbiamo partecipato alla Strabologna dello scorso maggio, optando per il percorso di 7,5 km. È stata un’esperienza veramente, veramente fantastica. Sinceramente, all’inizio ero un po’ scettico perché non sapevo come avrebbe reagito Samuel a quell’orda di persone (parliamo di circa 15/18.000 iscritti) camminanti e cavalcanti! E poi, Bologna non è Los Angeles, il percorso si districava all’interno del centro cittadino quindi, il più delle volte, ci si trovava a formare degli imbuti pazzeschi…

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Ma, senza neanche troppa meraviglia, Samuel ha reagito da vero… lord! dopo esattamente 1 km di corsa (in realtà il più delle volte abbiamo camminato veloce alla Nordic walking) ha dato un’ultima sbirciatina a destra e una a sinistra, si è coricato e si è messo a dormire fino all’arrivo… e pure oltre, in realtà 🙂 🙂 🙂

Lungo il percorso, io e Giovanna siamo stati accompagnati dalle “ zie”, Barbara e Letizia, due splendide persone, solari e disponibili, sempre pronte ad aiutarti. Eh sì, perché quando si corre spingendo il passeggino non si riesce a stare “nudi e crudi”, a viaggiare leggeri: c’è sempre bisogno di uno zaino tattico, a portata di mano, ed i chili da trasportare, oltre al marmocchio, diventano tanti! Mica per niente si chiamano anche allenamenti funzionali! Grazie ZIE!!

Essendo sportivo da sempre, tu considererai l’attività fisica come uno dei tasselli importanti per l’educazione dei tuoi figli e quindi la condivisione delle tue uscite di stroller running saranno già un primo modo di trasmettere loro la passione per la vita attiva, all’aria aperta…

In tutti questi anni ho cercato di concentrarmi su quello che era necessario fare per contribuire al meglio al training delle persone che si rivolgevano a me: programmi, performance, piani di dimagrimento, comunicazione efficace, gestione del tempo tra lavoro e allenamenti, atteggiamento mentale positivo, linguaggi del corpo e così via. Fare il personal trainer ed il preparatore atletico, o allenatore, non è solo un servizio di tutoring, ed io ho sempre cercato di farlo al meglio.

Naturalmente l’esperienza gioca un ruolo fondamentale nel percorso professionale di tutte le persone che lavorano e, proprio grazie all’esperienza accumulata in tanti anni, ho compreso che sono le abitudini i principali nemici dell’evoluzione personale. Vedo tante persone fare sempre le stesse cose, frequentare più o meno gli stessi luoghi e le stesse persone, più o meno negli stessi orari, e quando questa quotidianità coinvolge anche cattive abitudini, queste sono più difficili da scardinare.

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È vero che le nostre routine e le piccole abitudini sono necessarie a portare avanti parte delle nostre giornate, e, per certi versi, è inevitabile che sia così. Ma il concetto che cerco di inculcare nella mente dei miei figli, semplice ed indelebile, è quello di cercare di evitare di cadere in quelle piccole abitudini, che sarebbero evitabilissime, e che, se ripetute, tendono a ridurre enormemente la nostra elasticità e flessibilità mentale.

Il cambiamento è movimento. E questo sarà un punto importantissimo che toccheremo da settembre in poi in un corso che personalmente effettuerò in palestra, dove faremo allenare genitori e figli insieme.

Stay tuned!

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Category: Personaggio del mese Tags: Attività con bambini, correre con passeggino, fitness, papà, stroller running, vita all'aria aperta

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