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Una mamma stellare per il record di corsa con passeggino triplo

Posted bydottoressa Gabriella Regis - nutrizionista Babyrun on 10.14.18

Cosa può fare un’astronoma in California? Beh, ovvio: lavorare alla NASA e correre spingendo su un passeggino triplo i suoi tre gemelli!

Da Sunnyvale (California) la storia di una donna tosta e divertente, Ann Marie Cody, 37 anni, e del suo “Triple Viking Clan”, ovvero dei suoi 3 piccoli di 21 mesi, con cui ha stabilito, a marzo 2018, l’attuale record di corsa con passeggino triplo sulla distanza della maratona (4:06:33)!.

Un primato che ha in sé anche un po’ d’Europa. Infatti, Ann Marie è per metà di origini portoghesi, poiché, ai primi del Novecento, la famiglia di sua mamma è emigrata dal Portogallo agli USA; mentre suo marito, Tommy, si è trasferito negli States dalla Norvegia nel 2006. Ed ecco spiegato il perché dell’appellativo “Triple Viking Clan”.

Ah, giusto per la cronaca: la frequenza cardiaca di Ann Marie a riposo è di 32 bpm!

Ann Marie all’arrivo della Mt. Wilson Trail Race corsa a maggio 2018 in California, in cui, idealmente, ha portato con sé i suoi bimbi in stroller.

Ann Marie, sei una mamma tosta, quasi una sorta di “iron mom”: com’è cominciato tutto?

Sono un’atleta da tutta la vita: ho cominciato con la corsa campestre all’età di 12 anni, per poi passare al canottaggio e infine ai trail. Quando sono rimasta incinta dei miei 3 gemelli, nel 2016, mi stavo dedicando molto all’orienteering, o orientamento, una disciplina sportiva in cui si effettua un percorso predefinito usando solo una bussola e una cartina topografica (è abbastanza sconosciuta negli USA , ma è più diffusa in Europa). Sapevo che non sarei riuscita a continuare a praticare tale disciplina una volta nati i bimbi e, sinceramente, mi chiedevo come avrei potuto tenermi in forma.

A un mese dalla loro nascita, ho letto un articolo su un giornale che annunciava il record di corsa nella mezza maratona spingendo un passeggino triplo, stabilito da Suzy Goodwin del North Carolina. Per me, che non sapevo neanche dell’esistenza dei passeggini tripli, questa impresa è stata una vera rivelazione! E, naturalmente, l’idea ha cominciato a crescere nella mia testa. Il suo tempo di poco più di 2 ore sembrava fattibile, perciò mi sono detta che avrei cercato di tornare a correre dopo il parto provando a batterlo.

Raccontaci della tua gravidanza: hai continuato a praticare sport oppure no?

Una gravidanza tripla è difficile, i livelli degli ormoni sono molto alti, per cui non è stato sicuramente un periodo facile. Ma, rispetto ad altre mamme nella mia stessa condizione, sono stata bene e non ho avuto complicazioni se non alla fine. Durante il primo trimestre, ho continuato a correre fino alle 6 settimane, dopodiché le nausee erano troppo intense. Ho perso circa 9 kg e non avevo la forza quasi neanche per camminare.

Una volta entrata nel secondo trimestre, ho cominciato a sentirmi meglio, a mangiare di più ed ho anche ricominciato a corricchiare un po’. È durato circa un mese, perché poi è diventato troppo scomodo. Comunque, per gran parte della gravidanza, sono riuscita ad andare e tornare dal lavoro in bici (un percorso di 20 minuti). I dottori erano esterrefatti!

Tra la fine del secondo trimestre e l’inizio del terzo andavo a fare delle escursioni nei weekend. È stato un modo fantastico per poter stare all’aria aperta senza comunque sforzarmi troppo. Credo che mantenermi in esercizio abbia aiutato il mio corpo ad affrontare la gravidanza senza soffrire troppo: ero incinta di 3 bambini ma non ho mai avuto mal di schiena! Dopo il settimo mese, sono stata ricoverata in ospedale per via della pressione alta, una condizione molto comune nelle gravidanze triple. Sono rimasta in ospedale per una settimana finché i bimbi non sono nati e, grazie alla mia buona condizione fisica, mi hanno permesso di alzarmi dal letto e gironzolare (molto insolito per altre mamme nella mia situazione).

Ann Marie e il Triple Viking Clan prima della partenza della Silicon Valley Half Marathon. Credits: L. McNeil

Poi, quando i tuoi bambini sono nati hai cominciato a correre con loro…

In realtà, durante i primi due mesi di vita dei miei bambini, ero troppo spossata e provata per fare qualsiasi cosa se non camminare. Ero diventata molto anemica e mi ci sono volute due settimane anche solo per riuscire a stare in piedi per un po’.

Quando 3 bambini crescono in te per mesi, i muscoli ed i legamenti si rilasciano, e le articolazioni diventano più mobili di quanto dovrebbero. Questo mi ha portato ad avere forti dolori a livello della pelvi. Il mio medico mi aveva detto che potevo provare a correre dopo 6 settimane dal parto, ma faceva troppo male. Il dolore è durato per un paio di mesi, quindi ho cominciato un percorso di fisioterapia. Ci sono voluti 6 mesi prima che potessi ricominciare a correre senza sentire dolore. Ero seccata di non potermi allenare ma allo stesso tempo ero anche molto concentrata sulla fantastica, nuova esperienza di avere 3 nuovi membri in famiglia. Ho capito che avrei potuto mantenere alta la motivazione dedicandomi alla ricerca di un passeggino sportivo triplo (sono veramente difficili da trovare!) e pianificando l’inizio degli allenamenti con i bimbi, una volta che loro fossero stati in grado di stare seduti.

Nel frattempo, abbiamo utilizzato un passeggino doppio (non adatto alla corsa) e abbiamo notato quanto i bambini si rilassassero quando si usciva per fare un giro (il terzo stava nel marsupio). Stare fuori all’aria fresca, sentendo le vibrazioni delle ruote del passeggino, li calmava. Verso il loro quinto mese d’età sono riuscita finalmente a trovare un passeggino triplo per correre. Ho conosciuto online una donna che viveva a Los Angeles che ne possedeva uno ed era intenzionata a vendermelo. C’era solo un “piccolo” problema: questi passeggini sono troppo ingombranti per poter essere spediti. Fortuna ha voluto che mio marito dovesse andare proprio in zona ad aprile 2017, per partecipare ad un evento di ricerca e soccorso (è il suo hobby). Quindi io ho badato da sola ai nostri 3 bimbi per un weekend mentre lui è andato lì ed ha portato a casa il nostro amato stroller. Scherziamo sempre sul fatto che ha guidato per più di 1500 km solo per un passeggino, ma ne è valsa la pena!

Appena lo usiamo i bimbi si rilassano, si sdraiano e si addormentano. Facciamo dei percorsi nelle vicinanze di casa. Visto che abbiamo sperimentato quanto sia dura far addormentare allo stesso tempo 3 bambini dentro casa, il passeggino da corsa è diventata la nostra soluzione preferita per l’ora del pisolino,o comunque un’ottima soluzione da adottare quando qualcuno di loro ha bisogno di tranquillizzarsi.

Ann Marie spinge il passeggino triplo con a bordo i suoi 3 gemelli al nono miglio della Modesto Marathon 2018. Credits: T. Ingulfsen

Dopo circa un anno di lontananza dagli eventi podistici, sono riuscita a correre la mia prima gara spingendo il passeggino a giugno 2017, ed è stato divertentissimo! Siamo andati sulla costa ed abbiamo trovato un percorso asfaltato lungo l’oceano. Ricordo di aver fatto 10 km quel giorno e che i bambini hanno fatto il loro bel pisolino mentre io respiravo l’aria di mare. Tante persone, incrociandoci, ci hanno fatto degli apprezzamenti e questo è stato molto incoraggiante.

Le tue gare con il passeggino hanno anche un fine benefico, ce lo puoi raccontare?

I miei bambini sono rimasti per 3 settimane, dopo la nascita, nell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale (NICU) dell’ospedale locale, che ha avuto gran cura di loro. Avere un bimbo prematuro è un’esperienza estremamente snervante (figuriamoci 3!). Nell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale si sussegue ogni sorta di allarme spaventoso per qualsiasi aspetto della salute: dalla capacità respiratoria, all’alimentazione, alla frequenza cardiaca, e naturalmente, a questo di aggiunge il dolore di dover guardare tuo figlio stare dentro l’incubatrice invece di poterlo tenere tutto il tempo tra le tue braccia.

Ma nonostante tutto, noi siamo stati fortunati perché l’ospedale era molto vicino a casa e potevamo andarci ogni volta che volevamo. Alcune famiglie devono fronteggiare problemi di salute molto più seri dei nostri e se non vivono vicino all’ospedale, sono costrette a viaggiare ogni giorno per km e km o trovare un’altra sistemazione, più vicina ai loro figli. Questo può rappresentare un carico economico, oltre che emotivo, non indifferente. Quindi ho voluto fare qualcosa per aiutare queste altre famiglie, per accrescere la consapevolezza nei confronti della loro causa.

A novembre 2017 è arrivato il tuo record del mondo di corsa sulla mezza maratona spingendo un passeggino triplo. Quali ricordi hai di quel giorno di gloria?

Quella è stata la mia prima mezza maratona, ed ero al contempo eccitata e nervosa. C’erano così tante cose che potevano andare storte: il tempo poteva essere pessimo, io potevo ammalarmi (ho trascorso tutto il mese di settembre di quell’anno raffreddata), o i bimbi potevano non essere dell’umore giusto. Fortunatamente, niente di tutto ciò è accaduto. Forse, la difficoltà maggiore è stata che mio marito è dovuto andare fuori città quel weekend per una conferenza e non c’era per darmi una mano. Ho quindi dovuto chiedere supporto ad alcuni amici per accompagnarci a Fresno (California). Sono stata a casa da sola con i bimbi per diversi giorni prima della gara, e non è stato affatto semplice preparare tutti i bagagli, stiparli in macchina, poi andare fino a Fresno (che dista 3 ore di macchina da casa nostra), tutto da sola. Ma ce l’ho fatta e questo mi ha reso molto orgogliosa di me stessa, forse persino più che tagliare il traguardo della mezza maratona!

Mezza maratona di Fresno 2017: Ann Marie sta correndo tra il quarto ed il quinto miglio del percorso. Credits: C. Giacometti

Nel frattempo, ho raccolto dei soldi ed ho annunciato a tanti amici ed ai membri della mia famiglia che ero intenzionata a battere il record del mondo: una cosa che non era affatto certa, dal momento che non avevo neanche mai corso quella distanza! Ho pianificato la gara avendo come obbiettivo quello di battere il tempo di 2:01 di Suzy Goodwin o di Theresa Marie Pitts. Ma nelle settimane immediatamente precedenti la mia gara, il Guinness ha approvato il record di 1:54 di un’altra donna e poi quello di 1:51 di KaLea Lehman! Non ero più così sicura di riuscire a battere il record.

Quindi, il primo ricordo che ho di quella gara è di quando ho visto di essere riuscita a finire le prime miglia con il tempo che avevo programmato, ed ho così capito che tutto stava procedendo al meglio e mi sono sentita immensamente sollevata! Era una fredda mattina d’autunno, e mi sono divertita a sorridere a tutti gli spettatori ed al contempo ho goduto dei colori meravigliosi degli alberi lungo il percorso. La combinazione tra l’orario (era mattina presto) e il dondolio del passeggino ha fatto addormentare i miei piccoli. Al tempo avevano solo 11 mesi, quindi credo che si siano rilassati tutto il tempo e che non si ricordino niente. La gara era parecchio lontana da casa, quindi non conoscevo nessuno lì. Nonostante questo, gli spettatori sono stati così calorosi con noi, ci hanno incoraggiato lungo tutto il percorso. Avevo due pacers che mi facevano da testimoni per la validazione del tentativo di stabilire il record ed anche loro mi hanno offerto un grande supporto morale dandomi i tempi degli intermezzi e incoraggiandomi.

Il ricordo più forte è forse quello di quando, effettuata la penultima curva sul tracciato della mezza maratona, ho guardato il mio orologio ed ho capito che stavo per battere il record senza alcun problema. È stato a quel punto che mi sono finalmente rilassata e mi sono potuta godere il pubblico e la musica che stavano mandando. Stavo facendo un video che mi serviva come prova per il Guinness World Record e ancora ora mi piace tornare a quel momento e rivedermelo.

Il primo Guinness World Record di Ann Marie Cody, ottenuto alla mezza maratona di Fresno 2017

Nel corso dei mesi, il record è rimbalzato tra te ed altre due mamme: come hai vissuto questi innumerevoli passaggi di mano?

Amo molto tutti i tipi di sfida, ma ad essere onesti sono molto più competitiva con me stessa che nei confronti degli altri runners! Quindi, quando ho terminato la mia prima mezza maratona (con il passeggino, nientemeno) ed ho sentito di avere ancora energia nelle gambe, ho pensato che sarei potuta andare anche più veloce. Stavo già pensando di provare a correre una maratona (vedi sotto), quindi ho cominciato a coltivare questo pensiero.

Nel frattempo è arrivato l’inverno e tutta la famiglia era costantemente raffreddata o malata. Appena uno guariva, un altro si ammalava. Questo è ciò che succede ai bimbi il primo anno di asilo nido. Ma le poche volte che stavo bene e che potevo uscire a correre, era grandioso stare fuori all’aria aperta! Il passeggino era un ottimo mezzo per far calmare i piccoli e fargli fare il riposino (non facevano più il pisolino nei loro lettini), quindi correre era diventata una via di fuga dal duro lavoro della routine quotidiana. Non che corressi continuamente, piuttosto cercavo di riposarmi molto.

Usavo il pensiero delle corse future per motivarmi e distrarmi dai momenti difficili che vivevo dovendo accudire 3 gemelli. Quindi non è che stessi inseguendo alcun titolo in particolare, ma piuttosto cercavo di sopravvivere all’inverno cercando di mantenermi in salute e restando in forma! Una volta corsa la maratona (vedi i dettagli più sotto), la primavera, con le sue temperature più miti, era in procinto di arrivare e finalmente potevo scorgere la luce al fondo del tunnel.

L’arrivo in volata di Ann Marie con il passeggino triplo al traguardo della Silicon Valley Half Marathon. Credits: C. Sobeck

La settimana successiva alla mia maratona, qualcuno mi disse che il mio record nella mezza maratona era stato battuto e questo mi ha intrigato. Il pensiero di “Potrei fare meglio?” cominciava di nuovo a frullarmi nella testa. Nonostante i bambini fossero cresciuti e pesassero di più, ero convinta di potercela fare di nuovo. E fortuna ha voluto che ci fosse una nuova mezza maratona a metà aprile, questa volta a San Jose, a soli 15 minuti di macchina da casa! Essendo molto competitiva con me stessa, non potevo resistere alla possibilità di provare a battere il mio stesso tempo (anche se Ashlee Eskelsen era stata più veloce di me, il suo tempo non era ancora stato omologato dal Guinness). E, oltretutto, correndo vicino a casa stavolta potevo invitare tutti gli amici a venire a tifare per noi! A differenza di Fresno e Modesto, abbiamo così avuto tante persone che ci conoscevano che tifavano per noi lungo il percorso. E questa volta mio marito poteva venire con noi. Alla fine ho corso al massimo “senza lasciare neanche un goccio di benzina nel serbatoio”, e questa è stata una grande soddisfazione.

Ho corso tutte le mie gare in California, mentre le altre mamme da record che corrono con il passeggino hanno corso in altri stati degli USA. Quindi non ci siamo mai incontrate di persona e non abbiamo mai corso insieme - anche se ho conosciuto Theresa Marie, Suzy, e KaLea online e le ho trovate persone fantastiche. Ho sempre sentito di correre contro me stessa per raggiungere un tempo specifico, e questo mi eccita molto.

Alla fine, il mio ultimo record nella mezza maratona (1:46:10, che non è ancora stato approvato a causa di un problema sulla certificazione della corsa) è stato battuto da Cynthia Lauren Arnold, che è chiaramente una runner più veloce. Ma sono comunque felice perché so di aver corso al massimo durante la mia gara, e questo è ciò che conta per me. Al momento sono focalizzata su alcuni obiettivi personali, come correre una maratona da sola, senza il passeggino. L’obiettivo è quello di tornare a Fresno a novembre 2018 per farlo. Questa volta i bambini saranno lì a tifare per me all’arrivo.

Com’è stato diventare anche la detentrice del record di corsa con il passeggino triplo nella maratona?

Mi piace ogni tipo di gara, per cui, finita la mia prima mezza maratona, stavo già pensando a correrne una intera. Pensavo che sarei riuscita a battere il record di Theresa Marie Pitts e che sarebbe stata un’altra grande esperienza per cimentarmi su una nuova distanza. Ho provato a partecipare con il passeggino a una maratona che si teneva a fine dicembre, ma alla fine non mi hanno dato l’ok. Quindi ho chiesto agli organizzatori della Maratona di Modesto (California) di poter prendere parte alla loro manifestazione a marzo 2018, e loro hanno acconsentito. Mi sono allenata per quella gara come se avessi dovuto partecipare ad una maratona a fine dicembre, quindi sono riuscita a fare delle uscite correndo con il passeggino fino a 14 miglia e da sola arrivando fino alle 20 miglia. Ma poi è arrivato l’inverno ed abbiamo cominciato ad ammalarci tutti. Ho informato gli organizzatori di Modesto che non sapevo se sarei riuscita a partecipare. Gennaio è arrivato e passato, e così febbraio. Mi sono ammalata: ho avuto mal di gola, l’influenza intestinale ed altri problemi di salute durati circa 7 settimane, per cui ho cominciato a perdere la forma fisica.

A meno di una settimana dalla maratona di Modesto, dovevo ancora iscrivermi alla gara. Avevo fatto una sola uscita di 16 miglia 6 settimane prima, e poi praticamente più niente. Non pensavo che ce l’avrei fatta, ma improvvisamente mi sono ripresa. Il mal di gola se n’è andato e le gambe erano belle riposate. Ho deciso che non avevo niente da perdere, quindi mi sono iscritta alla mia prima maratona! I bimbi avevano finito l’ultimo round di malattie assortite, dal momento che avevano terminato la cura antibiotica per via di un’otite. Quindi, con tutta la famiglia felice al completo, siamo andati a Modesto il 10 marzo 2018 e ci siamo sistemati in un hotel del posto con i lettini da campeggio. I bimbi l’hanno vissuta come un’avventura divertente perché potevano scorrazzare in un posto tutto nuovo (a Fresno gattonavano solo).

Ann Marie sorridente dopo aver tagliato il traguardo della Modesto Marathon, con il suo clan dormiente al completo!

Dal momento che era la mia prima maratona ed avevo sentito dai racconti di altri runner della grande difficoltà di superare gli ultimi km, avevo deciso di prendermela con calma. Senza contare che ero stata malata per così tanto che non mi sembrava saggio tentare di forzare. Ho pensato che avrei potuto tenere un’andatura tranquilla e riuscire comunque a battere il record di corsa con il passeggino triplo, ma comunque ho preferito non dire a nessuno del mio tentativo: è stata una sorta di segreto! Pertanto ero piuttosto rilassata e non ero così nervosa come quando ho corso per battere il record sulla mezza maratona. Il mio obiettivo era che i bimbi stessero bene e che fossero felici, dal momento che non sapevo come avrebbero tollerato restare nel passeggino per 4 ore.

L’11 marzo, di mattina presto, ci siamo presentati sulla linea di partenza che ancora albeggiava. Ero felice di come sentivo le mie gambe ed abbiamo viaggiato a velocità di crociera per un po’. Dopo circa un’ora, uno dei bimbi ha cominciato ad agitarsi, il che era strano (solitamente loro stanno tranquilli nel passeggino per 2 ore). Non sapevo cosa stesse succedendo e quindi ho valutato di abbandonare la gara. Mio marito era in bici al nostro fianco e trasportava cibo e altro materiale che ci poteva servire per i gemelli. Visto che era mattina presto, abbiamo pensato che il piccolo non avesse mangiato a sufficienza, quindi lui ha tirato fuori delle buste di cibo, me le ha sporte ed io le ho date ai bambini. Loro l’hanno molto apprezzato e si sono subito calmati! Ero così sollevata. Ah, naturalmente, poco dopo aver finito di mangiare, uno dei piccoli ha preso il contenitore del cibo e l’ha lanciato in mezzo alla strada così mi sono dovuta fermare a raccoglierlo. Ho così imparato che dovrei sempre legare i contenitori al passeggino in anticipo! Dopodiché si sono addormentati tutti e tre e tali sono rimasti fino alla fine della gara, senza neanche svegliarsi dopo aver tagliato il traguardo. Sono riuscita a focalizzarmi sulla mia corsa quando, verso le 14 miglia, le gambe hanno cominciato ad accusare la stanchezza. Era chiaro che non ero sufficientemente allenata per questa maratona (mi ero allenata su distanze troppo brevi), quindi sono stata felice di tagliare il traguardo con un tempo appena sopra le 4 ore.

So che ci sono altre mamme in grado di battere il mio tempo in maratona correndo con un passeggino triplo e so che io stessa avrei potuto correre più veloce se solo non fossi stata ammalata per così tanto tempo. Ma finora nessuno ha ancora tentato di batterlo, perciò sono felice di essere ancora io la detentrice del Guinness World Record.

In California, dove tu vivi, oltre a correre e andare sugli skate, si corre anche con il passeggino in riva all’oceano?

Assolutamente! Esistono tanti percorsi asfaltati lungo la costa per chi vuole camminare, correre, andare in bici, sui roller blade, e sono perfetti anche per gli stroller perché sono pianeggianti! Direi che è abbastanza normale vedere gente che corre con il passeggino sia singolo sia doppio lungo il mare. Ma i passeggini tripli sono incredibilmente rari da vedere ovunque, quindi, quando mi capita di andare a correre su questi percorsi, le persone che incrociamo sono sempre piacevolmente stupite. Noi viviamo nell’entroterra quindi non siamo così vicini al mare, ma appena diventa troppo caldo correre qui in estate, ci spostiamo sulla costa, a circa 45 minuti di macchina. Lasciamo che i bimbi giochino al fresco e, appena arriva il momento del pisolino, salgono sul passeggino per una bella corsetta. Ho una foto che ci ritrae proprio con lo stroller su un percorso sterrato nella città di Half Moon Bay, in California, uno dei nostri posti preferiti.

Raramente, però, organizziamo delle uscite con altri genitori che corrono con il passeggino. È difficile trovare la quadra con gli impegni di tutti ed è praticamente impossibile correre affiancati. Quindi, perlopiù, corro da sola con i bimbi, e talvolta mio marito ci accompagna quando riesce. Spesso, correndo, incrocio altre famiglie, e per loro è molto divertente veder passare un passeggino triplo!

Qui sopra: il video che immortala gli ultimi metri percorsi da Ann Marie spingendo il passeggino triplo verso il traguardo della Silicon Valley Half Marathon 2018, dove ha stabilito il suo record più recente. Video by T. Karras

Come ti alleni con i tuoi 3 bimbi e cosa speri di trasmettere loro condividendo la passione per la corsa?

Lavoro a tempo pieno durante la settimana mentre i bimbi sono al nido, quindi non abbiamo tempo di uscire a correre con il passeggino se non nel weekend. Quindi, in settimana, mi alleno percorrendo il tragitto di andata e ritorno dal lavoro di corsa.

Nei fine settimana, solitamente porto i miei bambini a correre con il passeggino su una delle piste ciclabili qui nei dintorni, perché è il modo migliore per evitare il traffico. Il passeggino triplo è parecchio ingombrante per cui non è molto agevole correre sui marciapiedi, il che rende la corsa con lo stroller difficile su molti percorsi.

Solitamente programmiamo l’uscita di corsa con il passeggino in modo che coincida con l’ora del sonnellino dei piccoli. Il che fa sì che i bimbi si addormentino strada facendo o che comunque stiano seduti tranquilli a guardare il paesaggio. Andiamo ovunque, percorrendo tra le 4 e le 15 miglia. Sorprendentemente, i bimbi non hanno mai avuto bisogno di essere intrattenuti chissà quanto! Ultimamente, che sono diventati più grandicelli, si divertono a girarsi per sorridermi e salutarmi. Trovano molto divertente picchiettare con le loro dita sul retro della seduta e farsi afferrare le manine da me mentre corro. Comunque, in genere, se ne stanno seduti tranquilli per un bel po’ e praticamente non si lamentano mai! Mi dicono che sia una cosa insolita, per cui sento di essere fortunata ad avere dei bambini che amano così tanto correre con il passeggino. Spero di partecipare nuovamente a una gara insieme a loro, quando saranno più consapevoli di ciò che vuol dire e maggiormente in grado di divertirsi vedendo la gente che li saluta mentre sfrecciano. Stanno diventando sempre più pesanti, ma voglio continuare ad allenarmi con il passeggino così da poter gareggiare ancora con loro: penso che si divertirebbero un sacco!

Inoltre, voglio dimostrare ai miei bimbi che possiamo tutti quanti restare in forma ed in buona salute, e che possiamo farlo insieme! Credo che anche a loro piacerà correre; infatti, la piccolina è già così veloce a correre che è dura per le insegnanti acchiapparla quando prende un giocattolo al nido. Praticamente è sempre in moto perpetuo… tranne quando si fa le sue belle ronfate nel passeggino!

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Category: Personaggio del mese Tags: corsa con passeggino, mamma con passeggino, maratona, mezza maratona, stroller race, stroller running

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