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Stroller running: i 5 benefici per i neo-papà

Posted byGianluca on 04.23.17

Da protagonisti a comprimari. Vera o percepita che sia, è questa la parabola discendente che vivono molti neo-papà dopo l’arrivo di un bimbo.

Messi da parte da mogli/compagne; poco cercati dal neonato; soffocati da consigli e ammonimenti il più delle volte non richiesti da parte di nonni, zii, passanti; improvvisamente ingoffiti: sia nelle nuove incombenze, sia nei tentativi (più o meno maldestri) di attirare l’attenzione del piccolo. Sono gli ingredienti di una Sindrome da Calimero che si fa strada nell’animo del provetto papà fino a togliergli fiducia, autostima, perfino attaccamento al nuovo arrivato e alla sua mamma: un nucleo dal quale si sente, a ragione o a torto, escluso.

Formule magiche per invertire questa tendenza? Non ve ne sono. La neo-genitorialità è un campo minato, in cui l’esperienza personale conta perlomeno quanto i trattati di sociologia e le consulenze dagli psicoterapeuti!

Esistono, però, validissimi palliativi, in grado di migliorare sia il rapporto con il bimbo, sia le dinamiche di coppia. E lo stroller running (corsa con il passeggino) è uno di questi. Vediamo i 5 benefici di questa pratica sportiva.

  1. Benessere ed autostima

    Una camminata a passo veloce (stroller walking) con il piccolo in passeggino (nei suoi primi 6 mesi di vita) e poi una corsa (stroller running) a sequenze e ritmi progressivi quando il piccolo è un po’ cresciuto e governa meglio i movimenti della testa. Sono due facce della stessa medaglia che si chiama benessere, e che ha risvolti positivi sulla vita personale, relazionale e familiare del neo-papa: sia quello che già praticava sport prima della nascita del figlioletto, sia quello che conduceva una vita sedentaria.

    Uno degli aspetti più deprimenti per l’uomo improvvisamente trasformatosi in padre (!) è quello di sentirsi meno appetibile dal punto di vista sentimentale e sessuale agli occhi della compagna/moglie. L’errore comune in cui spesso si incorre è quello di imputare a se stessi, o (ancora peggio) al nuovo arrivato, il calo del desiderio della neo-mamma. Ci si sente trascurati, perfino evitati. E si fanno distorti voli pindarici sulle motivazioni di questo stato, senza tenere nella dovuta considerazione gli aspetti fisiologici, il carico di impegni e responsabilità da cui la donna si sente travolta, la stanchezza perenne, il tempo che non basta mai.

    Portare fuori il piccolo e camminare o correre con lui nel passeggino, presenta un duplice vantaggio. In primo luogo, offre alla mamma un po’ di tempo libero, per riposare o per dedicarsi alla cura della sua persona: regali preziosi, di cui vi sarà grata, anche perché si sentirà compresa in un momento delicato. In secondo luogo, migliorerà le vostre condizioni fisiche, e con esse l’autostima temporaneamente smarrita. Vi sentirete in forma, piacenti, desiderabili. E vivrete con maggiore fiducia e serenità il rapporto di coppia.

  2. Condivisione alternativa

    Se dopo la nascita del bimbo la mamma è a corto di tempo, anche il papà che vuole avere un ruolo attivo nelle dinamiche familiari non può certo trastullarsi, il che significa mettere per un po’ da parte passioni, interessi, hobbies e momenti personali di svago, a partire dalle uscite con gli amici.

    Nelle prime battute questo scenario non può che “terrorizzare”. Ci si sente come se si dovesse rinunciare ad una parte di sé: soffocati, ingabbiati… senza vie di scampo! Placato l’iniziale panico, tuttavia, si apre un bivio: deprimersi, oppure mettere a frutto le nuove possibilità che si profilano all’orizzonte. Coraggio! La vita non è finita, è semplicemente cambiata! Tutto sta a vincere la paura di tale cambiamento, evitando l’errore più comune: provare a piegare la nuova realtà alle vecchie abitudini.

    Posta una minima salvaguardia dei propri spazi (una birra una tantum con i marmittoni di un tempo non comprometterà la serenità di coppia, a patto che la mamma abbia analoghe opportunità!) ci sono tante attività alternative a quelle tradizionali che possono essere svolte alla presenza del bambino.

    Tra i vostri amici ci sono altri papà? L’uscita con i piccoli non deve avere necessariamente come destinazione finale il centro commerciale o i portici dello struscio. Si può raggiungere il parco più vicino e fare una camminata a passo veloce con i bimbi in passeggino.

    E con gli amici singles o comunque non ancora padri? Si può andare a correre insieme, chi con il passeggino, chi senza. Se non l’avete mai provata, vi posso assicurare che è una straordinaria esperienza di condivisione: si sta all’aria aperta, si scaricano tensioni e tossine e, a seconda del fiato che vi resta, ci si possono scambiare le classiche confidenze da bar pur non essendo seduti davanti ad un cocktail ghiacciato!

  3. Responsabilità

    Da papà di bimbi ormai più grandicelli, se c’è una cosa dei primi mesi dopo la nascita della mia prima figlia che ricordo con particolare angoscia, sono le uscite in solitaria. Un po’ come se sui battenti interni della porta di casa fosse affisso un immaginario cartello: “Lasciate ogni certezza voi che la varcate”.

    La scena è nota a molti, e si può descrivere più o meno così: mentre la mamma prepara il piccolo, per l’occasione stranamente e sospettatamente assopito, il neo-papà è fermo, paralizzato, davanti allo specchio, cimentandosi in una sorta di training autogeno: “Ce la posso fare, ce la posso fare”.

    Ma già davanti all’ascensore, le sicurezze si dissolvono, per liquefarsi non appena varcato il portoncino condominiale. “E se si mette a piangere che faccio?”. “E se lo devo cambiare dove vado?”. E via con una serie di preghiere finalizzate non ad assolvere bene il proprio compito, ma a rientrare indenne, senza aver dovuto assolvere alcun compito!

    Bene: abituarsi ad uscire con il piccolo in passeggino, a fare con lui/lei lunghe camminate, e poi magari più o meno brevi sedute di stroller running, esplorando percorsi nuovi ma tenendo sempre presenti i 10 consigli fondamentali, aiuta a vincere tutti questi timori. Si impara a dominare una situazione che metteva illogicamente paura. Si acquisisce consapevolezza del proprio ruolo di papà, e dunque non di comprimario, ma di protagonista e punto di riferimento del bambino fin dalla sua più tenera età. Si comprende che con un bimbo piccolo gli imprevisti non sono l’eccezione, ma la regola; e si scopre di poter anche essere indipendenti nel porvi rimedio.

  4. Il superpapà

    E qui entrano in gioco le due anime del neo-papà. Da un lato quella giocosa, del bimbo (parzialmente) cresciuto che deve improvvisamente prendersi cura del bimbo totalmente dipendente. E dall’altro lato quella sborona: dell’uomo che deve affermare le proprie doti di forza, di coraggio, di estro: un mix tra Mc Gyver, Chuck Norris e Mrs Doubtfire.

    Screditato dai nonni, che ovviamente possono vantare un’esperienza pluridecennale per quanto talvolta anacronistica; smerluzzato dalla vicina di casa o dalla massaia al supermercato, pronta a snocciolare massime sull’abbigliamento del piccolo, sulle ragioni del suo pianto, sul modo corretto di educarlo (!); quotidianamente tacciato di irresponsabilità o di superficialità dalla mamma, il neo-papà vede spesso frustrato, in un tempo, lo status di uomo e il ruolo di genitore.
    Il suo modo di giocare con il piccolo è sovente maldestro, ostentatamente orientato ai suoi vecchi punti di forza, che lo fanno esibire in sconsigliatissimi lanci in aria o “vola vola” dell’indifeso pargolo. Le sue prese di posizione in materia di alimentazione, vestiario, ritmi del sonno, presunti capricci, sono in molti casi più finalizzate a difendere - pur legittimamente - una posizione, che ispirate a tecniche comprovate o al benessere del piccolo e dell’intera famiglia.

    Ebbene, ancora una volta, lo stroller walking e lo stroller running non sono la panacea di ogni male, però aiutano.


    Rappresentano un momento relazionale esclusivo tra il papà e il bimbo. Danno la gratificazione che garantisce ogni raggiungimento di un obiettivo, come può essere quello del taglio di un traguardo o del completamento di una tabella di allenamento. Assecondano quel pizzico di competizione con gli altri uomini/papà, all’insegna del “Guarda un po’ cosa faccio io con il mio bambino!” E fanno rientrare a casa il papà con la sensazione di aver compiuto una piccola, grande impresa, magari fotografata o filmata, così che anche il figlioletto, una volta cresciuto, possa apprezzarla!

  5. Approccio allo sport

    Infine, l’eterno dilemma: come conciliare la nascita di un figlio con uno stile di vita sano e gratificante? E’ una delle prime domande che si pone il neo-papà da sempre amante dello sport, e ora alle prese con una sequenza di incombenze, impegni, scadenze, nonché con una stanchezza da notti insonni che mettono seriamente a repentaglio il prosieguo dell’attività fisica. Ma è un quesito che passa per la mente anche del papà sedentario: quello che ha sempre rimandato l’approccio con qualsivoglia sport non fosse da televisione o da playstation, e che ora trova una scusante in più per sfuggire a tute, scarpette e canotte.

    Nel primo caso, lo stroller walking e lo stroller running sono un compromesso ideale: pur con programmi ad hoc, si può continuare ad allenarsi senza, al contempo, trascurare il piccolo.
    Nel secondo caso, invece, queste due attività possono fungere da viatico per una futura, più intensa, pratica sportiva. Il piacere ed il benessere che si sperimentano nello spingere a ritmo più o meno sostenuto il bimbo in passeggino, hanno già fatto scoprire a un numero elevatissimo di papà in tutto il mondo il piacere dell’attività fisica, che poi non dovrà necessariamente essere quella podistica, ma potrà declinarsi nelle forme più adatte alle proprie passioni e attitudini.

    In questo senso, lo stroller running è un primo banco di prova. Non necessariamente contribuirà a creare o a consolidare una nuova generazione di papà sportivi. Ma, facendo loro praticare per qualche minuto un’attività di movimento, divertente e a bassa intensità, getterà un piccolo sasso nel grande stagno delle loro potenzialità. Da scoprire, e da esprimere in compagnia dei loro bambini.

E se per credere, avete, giustamente, prima bisogno di provare, allora non resta che iscrivervi al Babyrun Stroller Running Team. Che di neo-papà (e neo-mamme) che corrano con il passeggino e promuovano in tutta Italia questa disciplina ce n’è già più di quanti non pensiate. Ma, ancora meno di quanti ce ne sia bisogno!

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Category: News&Curiosità, Running&Walking, Tutorial Tags: corsa con passeggino, papà, stroller running, stroller walking

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