Dimenticate canute vecchiette che ricamano bavaglini e asciugamani per i nipotini! Scordate vecchini con le braccia conserte dietro la schiena che propongono visite guidate in passeggino ai nuovi cantieri della città!
Una nuova generazione di nonne e nonni sta avanzando: non temono correnti d’aria e sudore, non si spaventano davanti a un paio di scarpe da corsa: sono i nonni babyrunners!
L’importanza dell’attività fisica nella terza età
A parità di età, i sedentari sono fisicamente più vecchi e, soprattutto con l’avanzare dell’età, questo divario si fa sentire e si ripercuote anche sulla quotidianità. Scegliere di stare comodamente seduti in poltrona a guardare la TV invece di uscire anche solo per fare una camminata all’aria aperta, aumenta la velocità di invecchiamento: i telomeri - vale a dire quella sorta di cappuccio protettivo di DNA posto alle estremità dei nostri cromosomi -si accorciano sempre più con il passare degli anni, ma se si resta attivi si riesce a rallentare questo accorciamento e di conseguenza l’invecchiamento cellulare.
Naturalmente, non invecchiamo tutti allo stesso modo e le differenze diventano sempre più evidenti man mano che il tempo passa: c’è chi a 60-65 anni ne dimostra 50 e chi a 50 ne dimostra 70. E se in buona parte è merito della genetica, anche lo stile di vita che abbiamo scelto e portato avanti per tanti anni ha il suo peso.
Per cui non reggono le scuse del tipo “Sono fatto così, è la mia costituzione”. Bando ai fatalismi e alle facili auto-assoluzioni: in qualsiasi momento della nostra vita possiamo decidere di abbandonare per qualche ora la scrivania o il divano e rimetterci in moto.
A qualsiasi età, scegliamo di praticare un’attività fisica anche a bassa intensità che ci aiuti a mantenere il corpo in forma e la mente ricettiva e scattante: ne trarranno giovamento l’apparato cardiocircolatorio, quello muscolo-scheletrico, quello respiratorio ed anche il sistema nervoso, andando così a rallentarne usura e deterioramento dovuti al tempo che passa. In fondo, chi non conosce il detto “Mens sana in corpore sano”?
L’agio, la medicina, la tecnologia hanno permesso e permettono ai nostri nonni e ai nonni dei nostri figli di invecchiare molto più che in passato.
Ma questo è solo il punto di partenza, non può essere l’arrivo se poi gli anni in più vengono vissuti tra dottori, medicine, visite e letto. Proprio per questo, negli ultimi decenni si è sempre più affermata la consapevolezza che oltre ad aggiungere più anni alla vita, è necessario aggiungere più vita agli anni.
Nonni, nipoti e quel rapporto speciale
La nascita di un bimbo, almeno nella realtà italiana che noi conosciamo, comporta sconvolgimenti nella quotidianità di mamma e papà, come naturale e prevedibile, ma anche in quella dei nonni, e questo è un po’ meno scontato, o almeno non lo era fino a non molto tempo fa.
I costi degli asili nido, i posti disponibili limitati, l’impegno economico importante per garantirsi una tata/baby sitter affidabile, le malattie continue a cui va incontro un bimbo che fa vita di comunità, fanno si, unitamente alla ripresa della normale vita lavorativa di mamma e papà, che spesso e volentieri i nonni diventino una presenza costante nella vita dei bimbi, soprattutto molto piccoli.
In realtà, i nonni però non sono dei semplici rimpiazzi dei genitori, ma costruiscono con i nipoti una relazione speciale e preziosa. Tutti noi genitori vorremmo dedicarci più tempo e di maggior qualità con i nostri figli, e solo noi sappiamo quanti sensi di colpa si generano quotidianamente da queste nostre aspettative inattese.
I nonni partono da una posizione doppiamente avvantaggiata: hanno molto più tempo da dedicare ai nipoti e non hanno un ruolo rigidamente normativo nei loro confronti, per cui si possono permettere di vivere in maniera più complice e rilassata i momenti con i cuccioli di casa.
Ma come la vivono? Alcuni nonni appartengono alla generazione falcidiata dalla terribile accoppiata “Corrente d’aria assassina” più “Mai-correre-sennò-sudi-e-muori”! m
Ma è anche vero che altri nonni fanno parte di quella generazione parallela che ha vissuto buona parte della vita andando a pesca, raccogliendo funghi, coltivando un orto o un giardino, ovvero all’aria aperta, a stretto contatto con la natura. Quindi, l’augurio è che questi nonni insegnino lo stesso amore per la vita all’aria aperta anche ai nipoti e che, anzi, la vivacità e l’energia perenne dei piccoli li contagi e li spinga a rimettersi in moto, per il bene di entrambe le generazioni.
La corsa con il passeggino per nonni e nipoti
Tante sono le attività che possono essere svolte dagli anziani per mantenersi in forma: andare in bicicletta, camminare, praticare una corsa leggera, nuotare, ma anche ballare e fare giardinaggio. Quasi tutte possono prevedere (a diverso livello e con diversa intensità anche a seconda delle condizioni di salute dei nonni) la compagnia dei nipotini… beh, magari escludiamo solo andare a ballare il liscio con la nipotina/il nipotino, eh!
Quando il nipote è piccolino, sicuramente, tutti i nonni sperimentano, prima o poi, le lunghe passeggiate fatte per addormentare l’insonne creatura. E allora perché non decidere di portarlo a spasso aumentando un po’ l’andatura cosicché non solo il piccolo ne tragga beneficio, ma anche la salute del nonno?
Step successivo, ma riservato solo a chi già è allenato, andare a correre con il nipotino in passeggino. Chi l’ha detto che solo la mamma o il papà possano condividere la passione per il podismo con il pargoletto. Provate ad assistere a una qualsiasi manifestazione podistica e vedrete che un sacco di partecipanti sono over 65 e tra loro ci saranno sicuramente anche dei nonni sportivi.
Non a caso, noi stessi, negli anni, abbiamo potuto apprezzare tra i partecipanti a Babyrun anche i nonni, e non solo in qualità di supporter ma talvolta anche di veri e propri runner! E non si sono limitati alle retrovie, anzi!
L’incredibile storia di nonna Mary Jo e del suo nipotino Lil David
E se andiamo aldilà dell’oceano troviamo una nonna che non ha niente da invidiare a corridori con meno primavere. Un giorno, infatti, ci siamo imbattuti in questo post “scritto ” da Lil David, pargoletto a stelle e strisce che racconta come la sua nonna Mary Jo lo porti spesso a correre con sé, lei a piedi e lui nel passeggino, con sua gran gioia e divertimento.
Beh, nonna Mary Jo, non è proprio la solita vecchietta che si incontra girato l’angolo: ha corso 2 maratone, alcune mezze maratone e tantissime gare di distanza inferiore. E che sarà mai stata prima, un’atleta?! No, fino a qualche anno fa era una signora che, come lei stessa racconta, è arrivata ad essere più larga che alta, ma invece di passare alla taglia successiva dei jeans, ha deciso di cominciare a perdere peso correndo, per se stessa e per la sua salute.
Alla fine ha perso una quindicina di chili e ora, attraverso il suo blog, sprona tutti a uscire e correre, in maniera semplice, entusiasta e familiare!
Foto tratta dal blog di Mary Jo http://www.runandsmile.com/running-tips/3-reasons-to-not-post-this-sunday-and-race-jitters/
Ora siete avvisati, futuri genitori: se, inaspettatamente, vi verrà recapitato a casa un pacco, dono dei nonni per il nascituro, e non conterrà 17 modelli diversi di canotte di lana e tutine di ciniglia, bensì un jogging stroller con i fiocchi, vi dovrete porre una sola domanda: vi avranno fatto un regalo o si saranno fatti un regalo?!
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