Una gravidanza più delicata di altre. E l’indole sportiva della futura mamma da coniugare - necessariamente - con la sua voglia fortissima di mettere al mondo il bimbo tanto atteso.
Qualche mese fa vi avevamo presentato Elisabetta Primavera, istruttrice di passeggino workout ad Orvieto e dintorni, che ci aveva confidato il suo grande desiderio di poter lei stessa vivere, un giorno, la gioia di fare sport con il/la proprio/a cucciolo/a. Una speranza che, dopo un primo tentativo, fallito, di fecondazione eterologa (a Barcellona, il 14 aprile 2018) sta ora, invece, per concretizzarsi, grazie al secondo tentativo, di giugno 2018, questa volta andato a buon fine!
Ebbene sì: Elisabetta è in attesa di un futuro (o una futura) babyrunner! E ha deciso di condividere con tutti noi il racconto di questi mesi di gravidanza, in cui continuerà - compatibilmente con le indicazioni mediche e con la salute sua e del piccolo/a - a praticare sport e a tenersi in allenamento. In attesa di diventare anche lei, il prossimo anno, una stroller runner della famiglia Babyrun!
Quella che segue è la prima puntata del diario della gravidanza sportiva di Elisabetta.
Corsa e baby stroller nell’attesa della chiamata
“Ciao ragazzi di Babyrun,
eravamo rimasti ad aprile 2018 che ero in attesa di realizzare il mio grande sogno, visto che il primo tentativo non era andato a buon fine.
A metà aprile sono tornata subito a lavorare, a correre e a concentrarmi il più possibile sulla mia grande passione: le mamme, i bambini e il baby stroller. Le mie giornate in loro compagnia sono volate e questo mi ha dato il modo di non pensare più a quello che era stato ma solo a quello che sarebbe stato, ovvero alla telefonata, tanto attesa, da Barcellona!
Finalmente, il 26 aprile (2018, ndr.), verso le 10.30, vedo comparire sul mio cellulare il numero della clinica: il mio volto si illumina di gioia quando la dottoressa Pozzobon mi chiede se siamo pronti per una “nuova avventura”, ed io non esito a risponderle di SI!
Inizio nuovamente la cura ormonale, i giorni volano, fino a quando, a ridosso della partenza, l’ansia comincia a salire pensando ai valori degli ormoni che dovranno essere esatti per poter effettivamente partire alla volta di Barcellona e ritentare. Per fortuna gli esiti non deludono le aspettative e allora… SI PARTE!!
Il giorno più lungo
Il primo giugno, accompagnata da mia cugina, arrivo a Castelldefels (Barcellona) e, da quel momento e fino alle 12 del 2 giugno (quando dovrò entrare in clinica), il tempo di dilata ed è come se vivessi una giornata di 48 ore! Per stemperare lo stress dell’attesa, una volta arrivate in albergo ci mettiamo il costume e ci catapultiamo in spiaggia, mentre di sera ci godiamo un po’ la città.
Il giorno dopo, sveglia alle 6,00 e via di running! Comincio a correre lungo il Canale Olimpico ed arrivo fino al porto di Castelldefels, macinando 12 km senza neanche rendermene conto. Sono felice e speranzosa: corro, corro, e so che quella di oggi è la mia ultima possibilità e non può fallire.
Quando rientro in hotel mi regalo una mega doccia prima e una mega colazione dopo… basteranno a placare la mega strizza che sta arrivando?!?!
In metro, mi chiudo in un silenzio assoluto che, arrivata in clinica, si trasforma nel panico più totale: ho il terrore di rivivere la scena di un mese prima! Improvvisamente, però, appena sento l’infermiera che mi dice: “Ben arrivata Elisabetta, la facciamo accomodare subito nella sua stanza!” il mio umore cambia, l’emozione sale tantissimo, mi sento fuori di testa, anzi, direi quasi in stato confusionale, come se 41 anni della mia vita mi passassero davanti…
Le Sante beta decretano: incintissima!
Tutto ok, transfer avvenuto, ho un piccolo puntino nella mia pancia… e sono stra-felice!
PRIMO STEP: andato!
Il giorno dopo rientro ad Orvieto dove, dopo qualche giorno di riposo, riprendo a lavorare con le mie mamme e a studiare, in attesa di fare le analisi per il dosaggio della beta HCG (o “SANTE BETA”, come le chiamo io!) che mi diranno se il mio puntino ha deciso di rimanere con me.
Per far trascorrere velocemente questi 10 giorni di attesa mi sono iscritta a due nuovi corsi preparandone a mia volta di individuali e di collettivi.
Il 16 giugno arriva il responso delle “Sante beta”: “OTTIMO, INCINTISSIMA”! Io non riesco a crederci, mio marito non riesce a crederci: una gioia grande, immensa, ci assale.
SECONDO STEP: andato!
Ripeto il dosaggio a distanza di qualche giorno e tutto ok!
TERZO STEP: andato!
A due settimane dall’impianto cominciano le prime trasformazioni del mio corpo: seno gigante e dolente, pancetta subito evidente. Insomma, comincio a prendere le sembianze di una donna gravida.
Un mese di riposo forzato per preservare il dono più prezioso
Dopo 4 settimane relativamente tranquille, arrivano delle perdite: potete immaginare la paura?! Di corsa al pronto soccorso dove, nell’attesa della visita, tentano di rassicurarmi dicendo che è normale, che può accadere. Certo, tutto vero, ma finché non lo vedo io muoio dentro! Poi, finalmente l’ecografia: lui sta benone, sacco vitellino regolare, il cuoricino batte e possiamo tornare a casa più tranquilli.
Purtroppo questo non resta l’unico episodio e i viaggi continui al pronto soccorso durano fino alla settima settimana. Poi, per fortuna, da lì comincio a sentirmi meglio, e quindi riprendo le mie camminate la mattina e le lezioni con le mie mamme.
Ma, ancora una volta, è solo una calma apparente. Un mercoledì di luglio entro nel terzo mese. Quel giorno sono felicissima: mi sento benissimo, quindi vado a camminare, faccio una lezione privata e vado in piscina a fare una nuotata. Proprio al rientro dalla piscina, nel pomeriggio, comincio ad accusare dolori al basso ventre e, di nuovo, ho delle perdite.
“Ecco ci siamo!”, penso. E corro al pronto soccorso. In Ginecologia mi fanno l’ecografia e mi comunicano che lui sta bene, ma che c’è un distaccamento di 2,5 cm delle due membrane. “Torni a casa, continui la cura e stia a riposo“. Ma la mia preoccupazione è troppo grande per cui chiedo di restare ricoverata fino a quando il tutto non si sarà rimarginato. E così resto in ospedale 5 giorni.
Tornata a casa, mi sento in perfetta forma (nausee a parte!!), ma questo ennesimo stop mi rende pienamente cosciente del fatto che mi devo mettere assolutamente a riposo. Non è facile da accettare: per le donne che, come me, sono abituate a muoversi perché il movimento è energia, salute, oltre che benessere estetico, è veramente arduo restare ferme.
E nonostante ciò, il pensiero che è sorto naturale in me è stato: “Betta, non sei più sola, sei con lui/lei e devi assolutamente rispettarlo più di te stessa!” e quindi interrompo tutte le mie attività per un mese o poco più ed aspetto di entrare nel quarto mese, dedicando tutto il mio tempo a “noi”, senza alcuna interferenza.
In vacanza con il pancione al Lago di Levico
Verso la metà del terzo mese, comincio ad accusare un forte indolenzimento della catena posteriore delle mie gambe, tanto da non riuscire né a dormire né a trovare una posizione che dia sollievo. Il ginecologo, allora, mi suggerisce di cominciare a camminare e a nuotare gradualmente. Così, ogni mattina, pian piano, faccio le mie camminate in compagnia del mio/a bestiolino/a e sto, stiamo da Dio!
Arriva il 13 agosto: sono entrata da pochissimi giorni nel tanto atteso quarto mese e oggi sono programmate l’ecografia e la traslucenza. Queste settimane sono trascorse così lente, tra la preoccupazione e l’ansia di vederlo e di sapere che sì, sta bene! Ma quando si accende lo schermo dell’ecografo, i miei occhi, i nostri occhi si illuminano: non è più un fagiolino, ma un piccolo embrioncino, con una testa, un pancino, manine, piedini… e agitato come la mamma! Il suo cuoricino batte forte, le sue gambine sono talmente strette che non riusciamo a vedere il sesso, ma non importa: l’importante è che sia tutto regolare e che lui stia bene!
Con il cuore più leggero, possiamo partire per la nostra vacanza al Lago di Levico. Per me è una tappa fissa: ogni agosto mi reco qui dove posso dedicarmi a me, alle mie corse, alle mie giornate. Quest’anno, però, c’è una grande novità e così le mie corse si sono trasformate in sane camminate in compagnia della mia “panzona”. Qui è tutto così familiare ed è naturale cominciare a fantasticare su come sarà ritornarci la prossima estate con lui/lei (per me è un lui da sempre) e con il nostro passeggino da running per passeggiate sportive e - perché no? - per i primi approcci con la corsa!
Dopo tanti mesi passati sulle montagne russe, finalmente la nostra vacanza trascorre nella tranquillità più totale, e ci godiamo la natura, il buon cibo e la compagnia dei miei familiari”.
Dopo un inizio carico di aspettative, paure e speranze, la gravidanza tanto desiderata di Elisabetta prosegue serena. La nostra futura mamma, attiva e sportiva, ci racconterà mese per mese le trasformazioni di corpo e mente durante questi ultimo periodo che precede l’arrivo del suo pupetto, condividendo con noi racconti e sensazioni.
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