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Alessia: Asics FrontRunner e… Babyrun stroller runner!

Posted byGianluca Palladino - Babyrun Project on 01.11.19

Il nuovo anno ha portato in dono al Babyrun Stroller Running Team by Pronto Pannolino una nuova “tesserata doc”: Alessia Sergon, 38 anni, triestina attualmente abitante a Cesena per esigenze lavorative del compagno Francesco.

Insegnante di educazione fisica, social media strategist, Asics FrontRunner, nonché già podista con i colori delle Women in Run, sezione di Cesena, Alessia è una neo-mamma attiva, creativa, sportiva: insomma, con tutte le migliori credenziali per integrarsi alla grande fin da subito nella squadra nazionale di corsa con il passeggino, e contribuire a diffondere questa disciplina che lei stessa non vede l’ora di iniziare a praticare. Già, perché la sua figlioletta Anna non ha ancora tre mesi (li compirà il 18 gennaio), e ne servirà, dunque, ancora qualcuno prima di poter essere scarrozzata senza rischi sui più bei circuiti podistici italiani e stranieri. Giusto il tempo di conoscere meglio questa straordinaria neo-stroller runner e la sua famiglia!

Passione, formazione, attività lavorativa: Alessia, non si può dire che lo sport sia una componente marginale della tua vita…

Lo sport è la mia vita, e la mia vita è fatta di sport. In famiglia non stiamo mai fermi, anche se con attività diverse (mio fratello è insegnante di ballo, mamma corre e balla, papà corre e gioca a tennis). Fin da piccola ho sempre praticato diversi sport finché ho scelto la pallacanestro che, all’età di 18 anni, mi ha portata oltre che a giocare anche ad insegnare minibasket. Da qui la mia decisione di iscrivermi a Scienze Motorie: non solo mi piaceva insegnare lo sport ai bambini, ma mi riusciva così naturale che non potevo lasciare perdere questa “dote”.

Con Scienze Motorie ho iniziato a girare l’Italia per allenare: dalla Toscana - che ho sempre nel cuore - al Veneto. In quest’ultima regione mi sono fermata diversi anni dividendomi tra minibasket, scuola e la mia società di organizzazione eventi sportivi.

Ho avuto a che fare con grandi campioni dello sport, e la loro presenza sui social era ben organizzata: lo doveva essere anche la loro immagine attraverso gli eventi sportivi. Per questo mi sono specializzata, prima con una laurea magistrale in management sportivo e poi con un master in digital communication.

Come in tutte le cose mi piace sperimentare le mie idee su me stessa prima che sui miei clienti, e i miei canali social network (Fb: Alessia Sergon - ig: @Lalerunner) rispecchiano la persona che sono, senza troppi ricami. Quella che vedete online, quella sono.

Tra i miei studi dei canali social entrava la dinamica con cui Asics promuoveva il suo brand, e cioè tramite gli Asics FrontRunner. Ho iniziato a seguirli tutti: da quelli italiani a quelli stranieri, ed io mi sentivo proprio come loro: dinamica, piena di energia e con tanta voglia di correre. Eh già, perché l’amore per la corsa è nato in seguito, “da grande”. Una sorta di vizio di famiglia: mio papà fa tantissime maratone durante l’anno, e mia mamma lo segue. Quindi dalle prime corse con loro (la corsa di Natale, la mezza maratona di Trieste) è scaturita una passione vera e propria in cui ho trascinato anche il mio compagno. Sportivissimo anche lui, ma di correre sulle lunghe distanze all’inizio non ne voleva sapere. Ho così mandato la candidatura per diventare un Asics FrontRunner, e ricordo ancora il messaggio e l’esplosione di felicità nel leggere che ero stata selezionata. Sono orgogliosa di rappresentare un brand come Asics, e di far parte di un team di persone incredibili.

Poi, nella tua vita di corsa sono arrivati, nell’ordine, un trasferimento e una bimba, e hai dovuto un po’ modificare i tuoi ritmi…

Eh sì. Prima ci siamo spostati a Cesena per esigenze lavorative di Francesco, il mio cmpagno. Poi, è nata la piccola Anna, e quindi attualmente la mia attività è quasi completamente svolta a livello digitale: mi manca tantissimo insegnare a scuola. Però collaboro ancora con il Jam Camp, che d’estate tocca quasi le 2500 presenze di bambini e ragazzini amanti dello sport.

Io e Francesco - seppur in ambiti diversi - viviamo di sport, dal lavoro alle nostre prime passioni. Anna è arrivata proprio mentre stavo preparando la Milano Marathon con gli allenamenti di Julia Jones e il programma solo donne di My Marathon. Ho corso con lei i primi 5km della maratona, poi ci siamo fermate dato che ero già incinta al 4°mese. Ma la soddisfazione di chiedere la medaglia per la culla è stata enorme.

Abbiamo poi smesso di correre nella 7km di Trieste a maggio. E non vediamo l’ora di ricominciare.

Con due genitori come voi, l’imprinting della piccola Anna non può che essere sportivo…

Sicuramente Anna crescerà in mezzo alle scarpe da ginnastica, agli orologi con il gps e alle t-shirt tecniche! A parte gli scherzi, siamo fortemente convinti che oggigiorno un bambino che cresce nello sport sia un bambino che potrà avere più opportunità nella vita. I valori che lo sport trasmette sono dei pilastri per la vita di una persona.

Viviamo in una società del tutto e subito, del tutto e facile e dell’apparire. Nello sport non è così: per ottenere devi fare, se fai parte di un team devi pensare a te stesso, ma anche agli altri e a cosa tu possa fare per gli altri. Lo sport ti insegna a lottare per qualcosa, ad essere organizzato, ma ti insegna anche a perdere, e che non sempre, anche se ti sei impegnato, puoi ottenere il massimo risultato.

È per questo che hai deciso di approcciarti allo stroller running?

Nelle varie corse a cui ho partecipato ogni tanto vedevo qualche mamma (o papà) correre con il passeggino, e ne ero affascinata, perché la condivisione in famiglia io so cosa significa. Mi sono detta: “non aspettare che Anna sia grande, informati prima su come ti puoi muovere e cosa puoi fare insieme a lei”. Così, in contemporanea allo stroller running che Anna potrà fare insieme a me dai suoi 6 mesi di vita in avanti, sto studiando la ginnastica con il marsupio, rigorosamente ergonomico. Sto leggendo e rileggendo articoli sul babywearing. In Italia siamo ancora “indietro” rispetto ad altri Paesi, ma credo fortemente all’importanza della fascia (o marsupio).

Che cosa ti ha spinto a tesserarti per il Babyrun Stroller Running Team?

Ho conosciuto il vostro team per la condivisione di alcuni post della famiglia Gambino. A Cesena sono conosciutissimi, li vedi sempre allenarsi con la piccola Zoe.

La corsa, seppur individuale, ha uno spirito di team invidiabile. Quando corro, non mi sento mai sola. E il pensiero che un domani io e Anna potremmo correre insieme una gara mi fa sorridere. Quindi, come non farle avere una squadra fin da subito? E voi siete la nostra squadra! Questo significa che ci muoveremo in gruppo, che condivideremo i nostri allenamenti, che potrò chiedere consigli a chi “è passato prima di me”.

Con quale spirito ti prepari alla prossima stagione di corse con il passeggino?

Tornerò ad allenarmi, con una programmazione, più o meno a partire da marzo, o meglio da quando inizierò lo svezzamento di Anna. Per adesso allattandola evito di fare allenamenti intensi, e poi abitando lontane dai nonni non è semplice per me lasciarla a qualcuno per andarmi ad allenare. Il passeggino divertirà lei, ma anche me, perché potrò allenarmi.

La preparazione alla prima gara che farò la seguirà Julia Jones, che stimo tantissimo come donna, mamma e allenatrice. Il suo modo di preparare una gara è quel che fa per me, mai “lunghi” lunghi, ma allenamenti con diverse intensità di ritmo che permettono ad una donna che ha poco tempo di riuscire ad organizzarsi.

Che gare ho in mente? Ero convintissima di fare la mezza maratona ad Eurodisney (lo scorso anno ero vestita da Trilli!) con Anna ed il suo papà, ma da Parigi mi dicono che non posso correre con il passeggino per motivi di sicurezza. In effetti, pensandoci lo scorso anno siamo entrati in griglia alle 6 di mattina dopo un’ora di controlli, i due parchi chiusi vengono aperti solo per la mezza maratona per poi aprire al pubblico quando i runners stanno per terminare, e si parla di 14 mila persone. Peccato davvero, perché avevo già in mente l’outfit da gara e quale personaggio rappresentare con Anna ed il mio compagno. Quindi sono pronta a guardare il calendario con voi del team Babyrun!

Cosa pensi che serva per far crescere lo stroller running in Italia? Ritieni che il tuo esempio e la tua attività social possano contribuire a diffondere questa disciplina?

Sicuramente la visibilità che possono dare i social network è importante. Nonostante ci siano diverse persone che corrono con il passeggino, in Italia siamo ancora “diffidenti” rispetto ad altri Paesi. Del resto, se in alcune gare è difficile trovare dei servizi adeguati per un runner adulto, figuriamoci per un runner con bambino. Per non parlare di “andare alle gare”.

Sono scesa con Anna, che aveva un mese e qualche giorno a Firenze, per la maratona. Non ho corso, ma ero lì con gli amici Frontrunner. Siamo scese da Cesena in treno con il nostro stroller. Io ho un Thule Urban Glide 2, ecco… per salire sul Freccia Rossa ho dovuto non solo chiuderlo, ma pure togliere le ruote. Avevo prenotato una carrozza premium con il primo posto in carrozza, dove è segnato il posto passeggino: secondo voi ci stava?

La domanda che mi sono fatta è stata, ma se un giorno vado ad una gara e non voglio prendere la macchina come faccio?

Sono convinta che più siamo, più servizi potremmo richiedere. Credo fortemente nel progetto Babyrun e sarò orgogliosa di far vedere come condividere una passione con i propri figli sia un’esperienza da vivere. E che a volte una corsa con il passeggino è meglio di una domenica al centro commerciale (dico a volte perché non tutti sono ancora pronti a leggere “è sempre meglio una corsa con il passeggino che una domenica al centro commerciale”)!

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Category: Personaggio del mese Tags: allattamento, allenamento, allenarsi in gravidanza, babyrun stroller running team, correre con passeggino, mamma con passeggino, una mamma di corsa a...

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