Neo-mamme che abbiano spirito ed energie per cimentarsi in una mezza maratona da correre con il passeggino ne abbiamo? Of course! C’è la nostra tosta Mamma Sportiva che ci racconta come lei e Petra si stanno preparando alla prossima Brescia Art Marathon dell’11 marzo.
Correrò una mezza maratona con il passeggino: la mia preparazione
Di solito l’anno inizia con i buoni propositi. Ecco, il mio è iniziato alla grande e il buon proposito, o meglio, sogno da realizzare, è quello di correre una mezza maratona con Petra nel passeggino.
La gara che ho scelto è quella della mia città, la BAM, Brescia Art Marathon, che quest’anno si terrà domenica 11 marzo e alla quale partecipo da anni e che non ho perso nemmeno lo scorso anno quando, al settimo mese di gravidanza, ho partecipato alla marcia dei 10 Km, o Easy Ten.
Per me vuol dire tantissimo. Correre una mezza maratona con Petra è una sfida, è la MIA SFIDA. Per tre ragioni.
- Prima di tutto sigillerà la simbiosi che abbiamo creato, a nostro modo, io e mia figlia quando usciamo per i miei allenamenti.
- In secondo luogo, siccome 21,097 km non sono proprio pochi, soprattutto quando si spinge un passeggino, rappresentano una prova di forza (di volontà, soprattutto) per me. E a me piacciono queste prove di forza.
- In terzo luogo e, come dicono oltre manica, last but not least, è un po’ come strizzare l’occhiolino a tutti quei puristi che vorrebbero bruciare vivi noi stroller runner, un po’ come se fossimo la reincarnazione di Giovanna d’Arco!
Ma bando alle ciance e andiamo al nocciolo di questo post.
Come mi sto allenando?
O, meglio, come preparo una mezza maratona da correre con il passeggino?
Gli aspetti da tenere in conto sono i più svariati. Questo perché non c’è solo l’allenamento fisico ma anche il fatto di correre con il passeggino e, quindi, il doveroso e primario pensiero a mia figlia.
Quindi, come la metto? Ecco come mi sono organizzata, tra allenamenti, orari di Petra, alimentazione e il resto della mia vita 😀
Quanto ci si mette a correre una mezza maratona? Dipende dalla velocità. Risposta ovvia.
Il mio obiettivo è di chiuderla di 1 ora e 50 minuti, poco di più rispetto alla mia ultima performance prima della gravidanza… Lo so, è un obiettivo ambizioso, ma se non lo fosse non sarebbe abbastanza “spronante” per me.
Per arrivare al mio obiettivo, mi serve una tabella d’allenamento, di quelle fatte bene.
Il che significa farla con la testa e basandosi sugli aspetti principali e contestuali:
- il mio passo medio quando corro (con il passeggino, ovvio)
- quanti allenamenti posso fare
- quanto posso far durare un allenamento (dato che dipende dalle esigenze di Petra)
- avere dei corretti tempi di recupero tra un allenamento e l’altro
- in quale orario della giornata mi alleno (anche e soprattutto in base alle necessità di Petra)
Passo 1: come allenarsi per correre una mezza maratona col passeggino?
Mi sono rivolta ad una preparatrice atletica. Perché? Ti starai chiedendo. Potevo prepararmi anche da sola, certo, sarei stata in grado di farlo e l’ho sempre fatto. Il punto è che un parere esterno, di una professionista a maggior ragione, non solo mi aiuta a qualificare la mia missione, ma mi fa stare anche più serena.
Sara, questo è il nome della mia allenatrice, è una professionista dell’atletica leggera, nonché un’amica e Guida Blind Runner (per i ragazzi non vedenti e ipovedenti) con me a Corrixbrescia.
Alla fine di ogni allenamento le riporto le mie sensazioni. Come sto, come mi sento, come mi è sembrato l’allenamento. Questo va ben oltre i dati e i numeri delle statistiche che può trovare guardando le mie attività in Strava o su Garmin Connect (app che utilizziamo per condividere i miei risultati). Il suo supporto per me è fondamentale. Ed è un altro dei motivi per cui ho sentito il bisogno di averla al mio fianco.
Se piove esco? No. Lo ritengo stupido, inutile e pericoloso. La scarsa aderenza al terreno di scarpe da corsa e ruote del passeggino non mi farebbero stare tranquilla. Non serve fare gli eroi. Basta sostituire l’allenamento con qualche esercizio di potenziamento a casa, oppure con i rulli, o la cyclette, o con un allenamento aerobico indoor qualunque, per intenderci.
Considerando che correre col passeggino, poi, non significa usare solo le gambe ma utilizzare tutti i muscoli, braccia e core (busto-addome) compresi, alterno alle uscite allenamenti di potenziamento di braccia e addominali. Questi workout li eseguo, a seconda della giornata e delle condizioni meteo, sia col passeggino durante le mie passeggiate, sia in casa, con Petra in marsupio o meno.
Stabilito che non volessi tirarmi il collo con tre allenamenti settimanali, ho preferito spalmare le mie fatiche su quattro uscite. Esco il lunedì, il mercoledì, il venerdì e la domenica. Tutto il resto della mia vita, in questo periodo, è organizzato intorno agli allenamenti. Lavoro fino alle 10, poi corro, poi mangio e mi ributto nel lavoro.
Hai sgranato gli occhi? Ti faccio presente una cosa: tu non porti fuori tutti i giorni il tuo bambino per una passeggiata? Per fargli fare la nanna? Ecco, anche io… solo che io lo faccio di corsa! Ed è qui che arriviamo al cuore della mia organizzazione.
Passo 2: organizzare le mie uscite
La mia priorità è Petra. Lei deve stare bene, allora starò bene anche io. Devo crearle una condizione di tranquillità, allora io potrò allenarmi senza problemi, potrò concentrarmi su quello che è il mio corpo, le mie sensazioni, buttandole un occhio, parlando con lei, cantandole una canzoncina. La sua buona disponibilità è fondamentale per me.
Così l’orario d’allenamento va a coincidere con il suo orario del pisolino del mattino. Se la domanda è: ma lei che fa mentre corri? La risposta è: dorme!
Dorme per il 90% del tempo dell’uscita, anche quando sto fuori 2 ore. Il movimento del passeggino la culla, tant’è vero che quando mi fermo per i recuperi o ne approfitto per scattare una foto, lei, infastidita, mi redarguisce subito. Riprendo a correre e lei si riaddormenta.
Si parte in un orario compreso tra le 10 e le 11 a seconda della distanza che la mia tabella d’allenamento prevede.
Questo orario è perfetto anche per me perché:
- mi permette di correre con lo stomaco svuotato dalla colazione (che faccio tra le 7 e le 7.30 del mattino), ma non completamente a digiuno dalla notte (cosa che io non amo fare - la corsa a digiuno al mattino, intendo)
- ci permette di sfruttare le ore più calde della giornata, con il sole nella posizione migliore per non venire accecate (odio correre con gli occhiali)
- ci permette di tornare giusto in tempo per il pranzo, così da non saltare o sballare i pasti (né miei né di Petra)
Correre alle 16, per ora, è ancora infattibile per via delle ore di luce. Il sole tramonta verso le 17.30 e per me è insufficiente. Nonostante io sia accessoriata di luce frontale (bianca) e di luce posteriore (rossa) esattamente come le biciclette, e abbia pure la pila frontale (quella da mettere in testa), sinceramente non posso correre all’imbrunire o con il buio, perché Petra ha paura. Si spaventa per i giochi luce/ombra dei lampioni. In più fa freddo e, nonostante sia ben coperta, non mi pare il caso.
La variabile “freddo” è anche quella che, oltre alla questione del dover correre a digiuno, non mi fa uscire al mattino presto. Magari lo farò quest’estate, anzi, sicuramente sarà così, ma allora mi preoccuperò di apportare variazioni alla mia alimentazione serale, tanto da poter reggere (senza mal di testa e senza andare a bruciarmi i muscoli) un allenamento a digiuno la mattina dopo.
Passo 3: kit della sopravvivenza, per 2
Il “cosa mi porto” è un altro degli aspetti fondamentali.
Da quando sono mamma ho imparato che “prevenire l’imprevedibile” is the new non uscire mai a correre senza qualcosa da mangiare. Quando si tratta di stroller running, siamo ad un livello superiore.
In pratica, come dico nel video (vedi sopra o CLICCA QUI), ecco cosa porto per Petra e cosa porto per me.
Per Petra non mancano mai:
- kit cambio pannolino
- bavaglia
- guantini
- giochi
- parapioggia (che faccio in modo di non dover usare, ma non si sa mai)
- estensione capottina parasole
- cibo (la allatto ancora, per cui è sempre pronto, all’occorrenza)
Per me:
- spolverino a manica lunga per ripararmi da vento e freddo quando inizio il defaticamento (e se, disgraziatamente, dovesse piovere, almeno mi riparo)
- guanti e cappellino (soffro il freddo alle mani e l’aria nelle orecchie)
- telefono
- sportwatch
- fascia cardio
- borraccia con bevanda isotonica (idratarsi è FONDAMENTALE)
- gel per lo sport, a base di maltodestrine, aminoacidi e sali minerali che mi aiuta negli allenamenti lunghi (oltre i 13 km) a non andare in fase catabolizzante (cioè quando il corpo inizia ad andare a bruciare le riserve buone). Senza caffeina, of course, perché allatto. Il gel è un’ottima riserva di cibo, disponibile subito per il corpo, facilmente digeribile e a lento rilascio di nutrienti, perfetto per lo sport, insomma.
Passo 4: come si svolge un mio allenamento di corsa col passeggino
La primissima cosa che faccio quando sto per uscire è controllare che sia tutto ok: dai freni del passeggino al necessario per l’uscita.
Inizio poi con un po’ di stretching che comprenda tutte le parti del corpo.
Quando sono a posto, posso far partire la mia uscita monitorandola con il mio sport watch.
Come vedi dalla foto, non lo tengo al polso, ma legato al maniglione del passeggino. È molto più comodo e lo trovo più sicuro, visto che mi permette di non distogliere lo sguardo dalla strada e dal passeggino, cosa che invece avverrebbe se lo avessi al polso. Per il battito utilizzo una fascia cardio.
Termino sempre il mio allenamento con almeno un km di defaticamento al passo.
Per riallungare i muscoli un po’ “insaccati” dalla corsa, prima di andare a letto faccio una breve (anche solo 5 minuti) seduta di yoga o pilates, perfetti per andare a stretchare tutto il corpo e, in particolare, la catena cinetica posteriore delle gambe che tende ad accorciarsi con la corsa.
La corsa ha la straordinaria capacità di svuotarmi da ogni pensiero. È uno sport per la mente e il cuore, in ogni senso, oltre che per il corpo. Farlo con mia figlia mi dà una grande sensazione di totalità. Ora, non ti dico di correre anche tu una mezza, ma provare anche solo con qualche km è super fattibile.
Mi farai un po’ di tifo per la mia impresa? Seguimi sui social e sostienimi fino all’11 marzo!
Se ti è piaciuto questo articolo, potrebbero interessarti anche:
Dalle maratone alle tapasciate: ecco dove si può correre con il passeggino
Passeggini alla Milano Marathon? Sì, ma a numero chiuso
Stroller running, istruzioni per l’uso: cosa dice (e non dice) il regolamento Fidal
Fare sport con il passeggino: dal fitness alla corsa, prima c’è l’allenamento
Correre con il passeggino: 4 video tutorial per principianti
Leave a Reply