Il mondo ormai la conosce come “super mamma”, o “mamma volante”, o come “la mamma più veloce del pianeta”. Eppure, Theresa Marie Pitts, 38 anni da Kalispell, Montana, USA, continua a stupirsi dell’entusiasmo e dell’ammirazione che la circondano. (CLICK HERE FOR THE ENGLISH VERSION)
Perché lei, casalinga, sposata con con Ryan Pitts, che lavora in medicina d’urgenza, e mamma di 8 figli, dai 17 anni ai 7 mesi di età, è forse la prima a non credere ancora all’impresa compiuta lo scorso 9 luglio, quando a Missoula, nel Montana, ha partecipato alla sua prima maratona spingendo un passeggino con a bordo i suoi 3 bimbi più piccoli: Evan di 4 anni, Anders di 2, e Avrielle (“Avi”) di appena 5 mesi. E ha tagliato il traguardo con lo straordinario tempo di 4 ore, 25 minuti e 37 secondi, stabilendo il record mondiale ed entrando di diritto nel Guinness World Record.
Un risultato eccezionale. Ottenuto, peraltro, appena due mesi dopo aver stabilito, con la medesima formazione (!) il record del mondo nella difficilissima Governor’s Cup half marathon (in South Carolina), completata in 2 ore, 1 minuto e 11 secondi: tempo che Theresa Marie e i suoi copiloti (come lei ama definirli) proveranno a battere proprio questa domenica, 17 settembre.
Anders, Evan e Avrielle (Avi): i tre “copiloti di Theresa Marie
Quella che Theresa Marie racconta è una storia emozionante, entusiasmante, commovente. Una storia, se vogliamo, molto americana: dai meravigliosi paesaggi dello stato del Montana che vi fanno da sfondo, alla retorica del sogno che per chiunque, quale che che esso sia, può diventare realtà.
Ma è anche una storia da cui ogni mamma, ogni donna, ogni essere umano può trarre ispirazione. Per imparare a vincere paure, a superare ostacoli, a dominare il timore di non farcela, a trovare risorse inesplorate e insospettate. In ultima analisi, a darsi un obiettivo. A perseguirlo con la testa e con il cuore prima ancora che con il corpo. Fino a scoprire che raggiungerlo non era poi impossibile.
È questo, più che ogni altro, il messaggio che Theresa vuole trasmettere. Con la sua vita quotidiana. Con le sue imprese sportive. E con l’eccezionale intervista rilasciata a Babyrun!
Theresa Marie, come ci si sente ad essere la mamma più veloce del mondo? Cosa provi a leggere il tuo nome nel Guinness World Record? Come è cambiata la tua vita?
Ho letto gli articoli oppure ho visto i servizi al telegiornale ed ho pensato tra me e me “Uao, che storia eccezionale! Ma chi è così matto da provare a fare una cosa del genere?” E poi ho realizzato “Oh… Sono io. Haha!” Rido perché credo che sia divertente e stupefacente al tempo stesso, e ancora non riesco a credere che noi ce l’abbiamo fatta!
E dico “noi” perché siamo una squadra! La mia piccola squadra e io ce l’abbiamo fatta insieme. E non ce l’avrei mai fatta senza il sostegno di tutta la mia famiglia!
Theresa Marie in spiaggia con la piccola Avrielle
Anche se adoro partecipare alle gare, non mi definisco una persona competitiva, il mio scopo non è mai quello di essere migliore di qualcun’altro. Ma provo sempre a sfidare me stessa e a migliorarmi. Quindi essere “la più veloce” in qualcosa o detenere un record non è la cosa che mi eccita. Essere in grado di condividere il mio amore per l’essere mamma e il mio messaggio di speranza, e sapere che la mia storia sta creando così tanta energia positiva è ciò che mi rende felice. Ciò che mi sorprende è vedere quanto lontano sia arrivato tutto questo. Il mio cuore scoppia di gioia sapendo che la mia storia è stata di ispirazione per così tanta altra gente.
Ho parlato con reporter provenienti da tutte le parti degli Stati Uniti, dal Sud America, dall’Europa (di persona, al telefono, via email); ci sono state un paio di offerte di piccole sponsorizzazioni; e tante persone che non conoscevo, soprattutto nei dintorni della mia città, che hanno riconosciuto me e i miei bambini vedendoci al telegiornale; ho avuto, finora, un ingaggio come speaker (e spero di averne molti altri!) ed ho conosciuto tanti altri amici da ogni parte del mondo!
A parte questo, la mia vita non è cambiata molto. Le mie giornate sono ancora piene di tutte le sfide e le gioie tipiche di una mamma!
Com’era, invece, la tua vita prima di iniziare a praticare sport?
Viviamo a Kalispell, in Montana (USA), una città relativamente piccola e tranquilla, vicino alle montagne e a scenari mozzafiato. Abbiamo 4 stagioni distinte. Qui è molto bello e pulito. Ed è un posto fantastico dove crescere una famiglia e divertirsi all’aria aperta.
Io sono molto giocosa di indole ed amo l’avventura, ma ho anche un lato rispettoso e spirituale. Ho sempre lottato per focalizzarmi su ciò che è importante, eliminando tutte le distrazioni superflue dalla mia vita. La mia fede e la mia famiglia sono sempre al primo posto. Il benessere dei miei figli ha la precedenza su tutto il resto.
Che cos’è che ti ha spinto ad iniziare a correre? Da mamma di tanti bimbi, come hai trovato tempo, energie e motivazioni?
Per sentirmi ben centrata ed avere la forza necessaria per essere una mamma e una moglie, devo ricordarmi di essere anche una persona ed ho bisogno di prendermi cura anche di me stessa. Nel 2013 stavo attraversando un periodo di depressione ed avevo bisogno di qualcosa di sano che mi aiutasse a rimettermi in carreggiata mentalmente, fisicamente e spiritualmente. Quindi ho cominciato a correre. Ha funzionato ed era proprio quello di cui avevo bisogno.
Amo correre. Amo stare in mezzo alla natura, esplorare e sperimentare la bellezza del mondo intorno a me a un livello più intimo. Amo come la corsa riesce a calmare la mia mente, avvicinarmi di più alla natura e a Dio, allontanarmi in modo sano e naturale dallo stress. Amo il senso di crescita, di avercela fatta che sento dopo aver lavorato sodo ed essere riuscita a raggiungere i miei traguardi.
E amo l’individualità della corsa, ma allo stesso tempo anche il senso di cameratismo e di tifo che sento da parte della comunità dei runner, visto che condividiamo lo stesso interesse.
Step successivo: la corsa con il passeggino. Quando hai iniziato a praticarla e perché?
Ho cominciato a portare i bimbi con me durante le corse perché ho visto quanto gli piacevano le nostre uscite insieme: era più facile che provare a cercare ogni volta una babysitter che li accudisse, e sapevo che loro avrebbero tratto beneficio anche dallo stare fuori, in mezzo alla natura, e respirare aria fresca.
Ho avuto le reazioni più disparate! Le persone si meravigliano sempre ed hanno sempre parole positive e di incoraggiamento quando mi vedono sfrecciare con il mio passeggino triplo. Spesso sento commenti del tipo “Vai mamma!” “Impressionante!” “Sei di ispirazione” “QUESTO sì che è un allenamento!” “Sei stupefacente!”
Ho anche sentito tanti dire, “Beh, ora non ho più scuse!” Questo è diventato il mio nuovo motto, e anche il modo di essere che spero di instillare nei miei figli: “Non ci sono scuse, posso fare cose difficili!” Di conseguenza, sostengo sempre i miei compagni che corrono con il passeggino e li incoraggio a non mollare!
Non c’è niente al mondo che riempia maggiormente il mio cuore di gioia che l’essere mamma. Adoro fare la mamma. E amo correre. Quindi riuscire a coniugare le due cose è la benedizione maggiore.
Raccontaci una tua uscita di stroller running.
Per me, l’unica cosa che può rendere ancora migliore una corsa, è riuscire a portare con me i miei figli! Quindi, a meno che fuori faccia troppo freddo o che i piccoli non siano dell’umore giusto per uscire a correre con il passeggino, mi alleno con i miei bimbi. Ho corso molte più miglia spingendo il passeggino che senza!
Servono pazienza e dedizione per far partecipare i bambini, perché talvolta può volerci un’ora per uscire prima di aver lavato, vestito, sfamato tutti, ed aver messo tutto l’occorrente per sfamarli e dissetarli nel passeggino, oltre a prendere i giochi per intrattenerli durante la corsa (come i fidget spinners e i sonaglietti, ma per la maratona ho incluso anche plastilina, bolle di sapone, e album da colorare) ed essere finalmente pronti ad uscire per la nostra corsa insieme.
Ai miei piccoli piace anche scendere dal passeggino e correre al mio fianco, glielo faccio fare verso la fine delle nostre sedute di corsa. Talvolta i miei figli più grandi ci seguono in bicicletta, e quindi si forma questa lunga carovana di bimbi che si snoda lungo la via. È bellissimo!
E dal punto di vista tecnico? Che cosa prevedono le tue sedute di corsa con il passeggino?
Mediamente corro tra le 4 e le 13.5 miglia (6.5 e 21.7 km), ma non spingo mai oltre i miei figli. Quando mio figlio di 4 anni comincia a dire “Mamma, questa strada è veramente lunga”, è il mio punto di riferimento per sapere che è ora di girare e ritornare a casa! Ridiamo, cianciamo e ci divertiamo. Spesso ci fermiamo in uno dei parchi che ci sono nelle vicinanze per giocare (cross-training 😉 ). Insieme ci divertiamo un sacco!
Preferisco allenarmi seguendo l’istinto più che una tabella rigida o un piano di allenamento con poca o nulla flessibilità. Se sento di farcela a correre un po’ di più o più veloce, lo faccio. Se i bimbi proprio non hanno voglia di uscire a correre con il passeggino, beh, quello è il mio giorno di riposo. Comunque anch’io nelle mie uscite prevedo sessioni tipiche di un buon programma di allenamento come tempo run (un fondo medio-veloce, ndr), corse su lunghe distanze, allenamenti di velocità o su terreni collinari, allenamenti per potenziare la forza (spesso per questi uso i miei figli come pesi o resistenze!)
Quand’è che la passione è diventata anche sfida e competizione?
Per molto tempo avrei voluto correre una maratona, ma ero sempre incinta o allattavo o non in gran forma. Quindi alla fine mi sono detta “Basta scuse, ora lo voglio fare”, ed ho cominciato a lavorarci. Non ho più permesso a scuse e paura di fallire di bloccarmi, ed ho cominciato a fare i passi necessari (letteralmente) per prepararmi alla maratona. Ho visto che l’unico modo in cui avrei potuto allenarmi in maniera proficua era portando con me i bambini, e così ho fatto.
Continuando ad allenarmi ho aumentato la forza, la resistenza e la velocità. In una precedente occasione, avevo corso spingendo i miei due figli più piccoli in un passeggino doppio per 5 km ed avevo fatto un grande tempo. Ho pensato che sarebbe stato divertente portarli con me durante la mia prima maratona, anche perché loro erano stati con me durante tutta la mia avventura podistica. Sarebbe stata un’avventura! E amo la natura simbolica della sfida, perché avrei corso per tutte quelle miglia ed avrei tagliato il traguardo insieme, con i miei bambini.
Come ho detto ad altri reporters “Mi alleno con i miei bambini, loro sono stati con me sui sentieri accidentati e su quelli lisci; durante le salite e durante le discese, quindi quando ho deciso che mi sarei lanciata nella sfida della maratona, mi sono chiesta ‘Come posso lasciarli fuori proprio al culmine dei miei sforzi?’ Li voglio lì con me anche quando taglierò il traguardo!”
Poi qualcuno ha detto che avrei potuto stabilire un record grazie alle mie abilità. Ho visto anche al telegiornale che una donna aveva battuto il record per essere stata la più veloce a correre una mezza maratona spingendo il passeggino con un bambino dentro. Quindi ho pensato “Perché non con 3 bambini!?” E da qui è nata l’idea di competere per il Guinness World Record!
In verità, prima della maratona hai già stabilito un record sulla mezza maratona. Ti ha dato lo stimolo per battere il record sulla distanza doppia?
Fin dall’inizio il mio obiettivo è stato correre la maratona, quindi ho inserito la mezza maratona come un passo intermedio nel mio piano di allenamento. Come parte della preparazione, ho anche insegnato alla mia piccolina, che allatto al seno, a bere dal biberon, così che potesse mangiare durante la gara, ed ho fatto in modo che il momento della nanna dei piccoli coincidesse con il periodo della corsa. Ed ha funzionato!
L’abbraccio con i bimbi al traguardo della Governor’s Cup Half Marathon
La mezza maratona Governor’s Cup è una corsa in collina con diverse miglia su ghiaia e in mezzo allo sporco il che rende questa gara particolarmente dura soprattutto perché io spingevo quasi una settantina di chili tra passeggino, bambini e rifornimenti vari necessari per tutte quelle miglia.
Nonostante ciò, con la famiglia, gli amici e gli spettatori che tifavano per noi, ho tagliato il traguardo in 2:01:11, battendo il record precedente. Anche questo record ora è stato ufficializzato e ne sono la detentrice mondiale! Il tempo ottenuto è stato molto incoraggiante, perché mi ha dimostrato che avevo la possibilità di battere il tempo di qualifica per stabilire un nuovo record mondiale per la maratona, che è di 4:30:00.
Medaglie e un podio virtuale per il Pitts Team!
Veniamo al giorno della gara che resterà nella storia: come l’hai vissuta?
Esattamente come facevo in allenamento, ho riempito il passeggino di cibo, bevande, biberon e ciucci, diversi tipi di giochi per intrattenere i bambini e pannolini. Io e i miei bambini abbiamo parlato un sacco di che cosa avrebbero visto e vissuto fino ad arrivare a quella che loro chiamavano “The Big Race”, “La Grande Gara”, quindi il giorno della gara non ci sono state sorprese e loro erano molto rilassati e a loro agio in quella situazione.
Quella è stata la mia prima maratona. Non avevo idea di cosa aspettarmi. C’erano così tante variabili fuori dal mio controllo e così tante cose che potevano andare male, ma ho scelto di essere positiva e di focalizzarmi su ciò che poteva andare bene.
Ero pronta ad andare là fuori, fare del mio meglio e divertirmi con l’avventura che avevo davanti. L’ho affrontata come se semplicemente stessi visitando la campagna con i miei bambini durante una bella mattinata estiva. Ho immaginato che fosse meglio che starsene seduti in casa a guardare video su YouTube 😉 .
La preparazione del passeggino prima della partenza della “Grande Gara”
Oltre agli amici più stretti ed alla famiglia, c’erano così tante persone ad incitare me e la mia piccola squadra! Lungo tutto il percorso corridori, volontari, spettatori e organizzatori della corsa hanno fatto il tifo e ci hanno regalato tante parole di incoraggiamento.
Tutti si sono divertiti molto con i miei piccoli copiloti. Dopo la gara, è stato divertente scoprire che tanti sostenitori hanno seguito la mia corsa attraverso la app apposita che segnalava i tempi e i passaggi durante la gara (Competitive Timing’s racing app). Siamo stati sommersi da incitamenti, battute del cinque, parole di incoraggiamento e tifo positivo; mi sono sentita molto amata.
Le mie energie e la mia strategia di corsa hanno funzionato proprio come avevo pianificato e tutto è andato bene lungo la parte scenica della corsa, ed ho macinato miglia. Mi sono fermata una volta intorno al miglio numero 6 per allacciare mio figlio di 2 anni, e poi un’altra volta intorno al miglio numero 8 per far fare il ruttino e coccolare la mia piccola di 5 mesi. Dopo questo, tutti e tre i bambini si sono appisolati e sono rimasti addormentati.
La difficoltà della sfida ha cominciato a farsi sentire intorno al miglio numero 16, quando ho cominciato ad accusare la fatica. E poi mi sono scontrata con un muro intorno al miglio 20. Lì ho notato che i pacers delle 4:30:00 (chi tiene il ritmo per concludere la gara con quel tempo, ndr) mi avevano superato, ed ho pensato “Oh no, qui devi raccogliere le tue ultime forze perché ti stanno superando!” Non so come, ho attinto a qualche scorta segreta di energia che non sapevo di avere ed ho continuato a spingere.
Ho visto che anche un altro corridore aveva cominciato a patire durante le ultime miglia della gara e stava combattendo con tutte le sue forze per finire sotto le 4 ore e 30 minuti, proprio come me. Quindi gli ho detto “Dai. Stai con me. Ci aiuteremo l’un l’altro.” Più lo incoraggiavo e lo aiutavo a continuare, più mi sentivo forte io.
In quel momento non ero tanto focalizzata sul tempo quanto sul continuare ad andare avanti più che potevo, quindi quando ho girato l’angolo sul rettilineo finale ed ho visto il mio tempo non ci potevo credere. Sono stata invasa da sentimenti di eccitazione, sollievo, gioia e incredulità quando ho tagliato il traguardo con il tempo ufficiale di 4:25:37 ed ho abbracciato forte i miei tre piccoli e li ho baciati mentre gli mettevano le medaglie intorno al collo.
Missoula Marathon, l’arrivo di Theresa Marie Pitts (Photo credit Gameface Media Bruce Muhlbradt)
Corpo, cuore, mente: quale di questi tre fattori è predominante nel porsi un obiettivo e nel riuscire a raggiungerlo?
Il record c’è e rimane. Ma chi mi conosce sa che voglio sempre ottenere il meglio dai doni che mi sono stati dati. La mia ultima sfida è quella di essere capace di condividere ciò che ho imparato sul superare le avversità, raggiungere e mantenere la salute e la felicità, trionfare sui nostri demoni, e trasformare le nostre debolezze nelle nostre vere forze.
Qualunque sia il tuo obiettivo, comincia il tuo cammino in modo semplice. Stabilisci dove sei e poi fai un po’ di più. Semplicemente fai oggi un po’ più di quello che hai fatto ieri. I traguardi più grandi si raggiungono dopo tanti piccoli e semplici passi.
Anticipa gli ostacoli. Non lasciare che ti fermino. Scalali, aggirali, passagli sotto, o passagli dentro completamente. E continua ad andare avanti. Sono parte del viaggio e della sfida, e, in ultima analisi, ci rendono più forti.
Proprio come dobbiamo allenarci per sviluppare la forza muscolare, allo stesso modo dobbiamo lavorare per sviluppare la nostra forza mentale. Non arriva gratuitamente. Richiede tempo e sforzo e pratica. Lo possiamo fare se usciamo fuori dalla nostra comfort zone. E facendo cose che ci fanno sforzare e che magari ci fanno anche un po’ paura.
Ogni volta che affrontiamo sfide mentali, fisiche o spirituali, secondo me possiamo superare ogni ostacolo e raggiungere il nostro pieno potenziale quando stabiliamo degli obiettivi per noi stessi e poi cominciamo a muoverci verso questi obiettivi un passo alla volta.
Quando arriviamo ad un punto tale per cui pensiamo di aver raggiunto i nostri limiti e non possiamo più andare oltre, in realtà abbiamo fatto solo una frazione di ciò che siamo veramente in grado di fare.
Quindi sforziamoci e continuiamo a raggiungerli!
Con Babyrun vogliamo promuovere in Italia la pratica dello stroller running. Tu quale messaggio ti senti di trasmettere ai tuoi figli e ai genitori in generale?
Correre con il passeggino coinvolge meccaniche diverse del corpo rispetto alla corsa in solitaria e può essere più difficoltoso, soprattutto all’inizio. Ma, come per ogni cosa, più si pratica più diventa naturale e semplice.
Un ovvio vantaggio che dà è la possibilità di trascorrere del tempo di qualità con i nostri figli quando usciamo per andare a correre con loro. Ci permette di mostrargli un modo di vivere sano e felice, mentre noi alleniamo i nostri corpi e viaggiamo insieme immersi nella natura, nell’aria fresca e all’aperto. Mi piace dire “La mia famiglia si rinsalda e questo mi rende forte!”.
Ho corso queste gare per celebrare la vita e la maternità, e per fornire ai miei figli un esempio di resilienza sia fisica sia mentale. È una vera gioia sapere che la mia storia ha avuto un effetto non solo sulla vita dei miei figli ma che è stata di speranza e di ispirazione per tante altre persone e che ha incoraggiato altre persone a uscire là fuori e creare una bella fine alle loro storie personali.
Ci hai detto che ti piacerebbe, un giorno, partecipare a Babyrun Stroller Race! Ti prendiamo in parola! Intanto avresti voglia di mandare un saluto al pubblico di Babyrun e a tutti quelli che praticano stroller running in Italia?
Haha! Mi piacerebbe veramente fare questa esperienza. Abbiamo un sacco di bocche da sfamare quindi non possiamo permetterci di sostenere i costi da soli. Ma, hey, se Babyrun vuole far volare me ed i miei copiloti fin lì, saremo felici di esserci 😉 !!!
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