Sono Beatrice Barbieri, personal trainer e testimonial del Babyrun Project. Ma oggi vi parlo soprattutto come mamma o, meglio, come RunningMama!
Chi mi conosce già, di persona o sul web, sa benissimo quanto io sostenga un’attività fisica svolta con costanza e, laddove sia possibile, praticata quotidianamente. Quindi, il primo consiglio che dò alle ragazze che hanno appena partorito e si rivolgono a me per tornare in forma, è quello di rimettersi immediatamente in movimento!
Neo mamme: perché fa bene fare attività fisica con il passeggino fin da subito
Prima domanda, sotto forma di opposizione, che mi rivolgono è: “Ma come, come faccio? Dove lascio il bambino? Non posso uscire a camminare!”
Ah no? Invece sì che si può, perché il bambino lo portiamo con noi, in passeggino. Io non riesco a vedere soluzione migliore, ovviamente a parte assoldare una baby-sitter che ci regali aria e momenti tutti nostri 😉 !
E’ la soluzione ideale perché:
- potremo continuare a fare il nostro sport del cuore come se nulla fosse cambiato. Ciò renderà il passaggio da donna a donna-mamma meno drastico: ci sentiremo libere e non “costrette” dal piccolo;
- condivideremo uno dei nostri hobby con il nostro bimbo. Questo ci farà stare innanzitutto più serene, perché lo abbiamo sott’occhio e sappiamo che, soprattutto durante i primi mesi, è dura lasciarlo con tranquillità totale in mani che non siano le nostre. Permette, inoltre, la creazione di un legame ancora più stretto tra noi e il piccolo proprio grazie alla condivisione di un nostro momento speciale. Vi assicuro che ora mio figlio si sente onorato di poter stare con “la mamma campiona”, come la chiama lui!;
- fa bene a lui. Prendere aria, uscire, stare al sole, o comunque all’aperto, gli permette di assimilare meglio la vitamina D, che sappiamo essere fondamentale per la crescita e per la mineralizzazione delle ossa. In più gli consente di conoscere il mondo esterno per gradi, e di sentirsi a suo agio ovunque;
- possiamo ritornare alla nostra forma fisica pre gravidanza o ritrovarne una nuova fin da subito e senza togliere nulla a nessuno;
- ultimo ma non meno importante: fare attività col passeggino richiede più energia. Sì, avete capito: “si consuma di più”! Spingendo il passeggino facciamo uno sforzo maggiore rispetto a quando viaggiamo da sole, e lo si può utilizzare in molti modi anche per eseguire esercizi di tonificazione. Inoltre, può fungere da carrello trasportatore degli eventuali attrezzi che adoperiamo per fare esercizi (elastico, kettlebell, tappetino…)
Autunno: tempo di castagne, funghi e… corse e passeggiate con il passeggino
Quindi che rimane da fare prima di mettere tuta, scarpette ed uscire? Già: dobbiamo superare lo scoglio AUTUNNO!
L’autunno porta con sé giornate fredde e corte, la nebbia, la pioggerellina… tutte caratteristiche che tendono a trattenerci in casa.
Abbiamo paura che il piccolo si possa ammalare, senta freddo, si annoi.
Temiamo di metterlo in pericolo o di esporlo ad una situazione che, secondo la mentalità comune, dovremmo evitare, “perché se c’è freddo o piove si sta a casa!”
In realtà, uscire e trascorrere tempo fuori casa fa bene come già anticipato sopra, sia a noi sia al bebè.
È davvero salutare. Stare all’aria aperta ci rende meno vulnerabili ai virus, perché rafforza il sistema immunitario. Ma non solo: maggiore sarà il tempo che i bimbi trascorreranno all’aperto, minore sarà quello che trascorreranno in luoghi chiusi, cosicché diminuiranno le probabilità di esporli ad agenti infettivi propri dell’inquinamento domestico. Ricordo che anche noi mamme e le nostre case ne siamo portatori, non solo gli asili!
Come vestire il bambino per le uscite autunnali in passeggino
Vediamo quali accortezze approntare per proteggere da freddo e situazioni meteo varie ed eventuali il bambino che rimane fermo nel passeggino.
Innanzitutto, è consigliabile mettere al piccolo il berretto: per evitare otiti, ma anche e soprattutto perché il corpo disperde calore principalmente dalla testa. Quindi: testa coperta, corpo caldo.
Stessa cosa vale per le mani e per i piedi, seconda fonte di dispersione del calore. Basterà portare con noi un bel paio di guantini da mettergli in caso di manine fredde e coprire i piedi con un paio di calze, magari in lana merinos che isola molto.
Sarebbe meglio vestire il piccolo a strati per evitare che possa avere troppo caldo. Consiglio di partire mettendogli solo una maglietta termica oppure in lana a contatto con la pelle e una felpina sopra. Difficilmente avrà freddo, tanto più se, oltretutto, lo copriamo con un panno caldo oppure lo infiliamo nel sacco-coperta da passeggino.
Basterà portare con noi un pile o un piumino 100 gr, e in caso di freddo maggiore starà caldissimo!
Ah, le gambe…! Vanno bene anche i pantaloni del pigiamino. Questi arti non soffrono molto il freddo.
Io, ad esempio, metto a mio figlio le maglie termiche da montagna, il cappellino in cotone, i guanti termici, pantaloni della tuta e calze da sci. Lo copro, facendo un bel sacco, con un panno in pile, al quale, se c’è aria fredda, aggiungo una delle mie giacche da running anti vento e termoregolata. Vi assicuro che non ha mai avuto freddo!
Se invece dovesse piovere, basterà aggiungere una cerata con finestra traspirante e non prenderà nemmeno una goccia! In quel caso suggerisco di non coprirlo troppo perché la cerata farà “effetto serra” e potrebbe davvero stare nell’umido e avere caldo.
Affrontiamo l’ultimo problema: il buio
Sia alla mattina presto che già dalla seconda parte del pomeriggio, in autunno fa buio e magari sono gli unici momenti in cui potremmo uscire a correre col passeggino.
Che fare? È rischioso?
Dipende!
Se il nostro percorso comprende parchi e ciclabili o zone del centro città a traffico limitato, possiamo stare più tranquille!
Dotiamo il passeggino di catarifrangenti e luce frontale anteriore.
Se il bimbo sta sveglio con noi, inseriamo nel passeggiano accanto a lui una luce da notte a batterie e mettiamo sulla nostra testa una luce frontale così da essere visibili, poter vedere perfettamente il percorso e poter controllare meglio il bimbo.
Ma se piange? Cantiamo, diamogli il ciuccio, accendiamo il vivavoce del telefono con le musiche per bambini… o lasciamo che pianga spiegandogli che questo è il tempo per la mamma, e subito dopo ci sarà il tempo anche per le coccole, magari raccontandogli che cosa faremo insieme!
Un’altra cosa che piaceva a mio figlio sin da neonato era che gli elencassi e gli descrivessi tutto ciò che incontravamo. E gli è servito per diventare un ottimo osservatore.
Quale migliore stagione, se non l’autunno con i suoi caldi colori, le foglie da osservare e che scricchiolano sotto alle ruote mentre passiamo, per insegnarli ad osservare e a godere della natura e del mondo che lo circonda?
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