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Lo stroller running: come avvicinarsi traendone i massimi benefici

Posted byGabriella Regis on 02.08.18

Lo stroller running è una disciplina “simpatica”, alla portata di tutti? In questo articolo, la nostra esperta e fitness coach Giovanna Ventura, ci aiuta a capire perché, aldilà delle apparenze, la corsa con il passeggino è un’attività fisica impegnativa. Seguite i suoi preziosi consigli e saprete come approcciarla, per far sì che il vostro entusiasmo iniziale di provetti stroller runners sia proficuo e non scemi subito dopo la prima uscita.

La trasformazione e l’adattamento complesso: riformulare le regole del benessere

L’arrivo di un bambino stravolge ogni equilibrio. In particolare riduce drasticamente il tempo a propria disposizione, in ogni ambito. Tra questi ambiti c’è anche quello della salute e del benessere, che sono correlati all’attività fisica.

Molte mamme e papà, che non avevano mai avuto inclinazioni sportive, così come molte mamme e papà che erano sportivi provetti, si ritrovano a dover cercare delle soluzioni alternative per coniugare le esigenze della prole con le proprie.

Chi aveva avuto una vita lungamente sedentaria prima di diventare genitore, potrebbe ritrovarsi diversi kg di più addosso, a seguito della gravidanza o anche soltanto dello stress collegato a questo importante cambiamento.

I papà di fatto non sono incinti, ma partecipano al 100% della trasformazione di tutta la famiglia: rivolgersi al cibo come fonte di gratificazione è comune a tanti esseri umani, ed è un attimo ritrovarsi pance esuberanti ed esami del sangue allarmanti.

Lo stesso dicasi per la mamma, che vive in prima persona una trasformazione anche fisica! Questa trasformazione è vissuta con maggiore sensibilità, forse, da chi invece ha sempre avuto attenzione alla propria salute e alla propria forma fisica, ma proprio per questa ragione subentra una serie di interrogativi, che rischiano di essere inquietanti.

“E adesso come faccio? Se non ho nemmeno il tempo per dormire, come me lo ritaglio il tempo per allenarmi e tenermi in forma?”

Per questa ragione è molto comune che si cerchino soluzioni che coniugano le esigenze dei neoarrivati con le possibilità dei genitori. Una soluzione che svetta tra le altre è proprio quella di utilizzare i momenti di svago legati al passeggino come finestra perfetta per l’attività fisica.

In questo contesto si colloca lo stroller running, la corsa con il passeggino.

Gioele a 8 mesi: dopo mesi di rodaggio solo con la mamma, mamma e papà hanno iniziato a correre insieme a lui 🙂

Lo stroller running: le caratteristiche che devi conoscere e rispettare

Per chi non lo conosce, e non l’ha mai praticato, dare un’occhiata superficiale allo stroller running può ingannare. Per questo ti consiglio di guardare QUESTO VIDEO.

Si vedono dinamiche motorie del tutto identiche, apparentemente, a quelle della corsa; si vede la presenza del passeggino che trasporta il bimbo, una sorta di sicurezza a cui ancorarsi mentre si fa fatica.

E invece, quella sicurezza c’è, ma c’è anche un carico in più, ci sono anche degli schemi motori molto differenti, ci sono delle situazioni di affaticamento completamente nuove.

Vediamo insieme quali sono le principali ragioni per cui lo stroller running può demotivare un neofita o chiunque lo approcci senza l’adeguato rispetto e la giusta preparazione.

  • La corsa libera prevede il reiterarsi dello schema crociato che caratterizza anche la deambulazione. All’avanzare di una gamba corrisponde l’avanzare del braccio opposto. Questa modalità di movimento appartiene al nostro quotidiano, ma non ne siamo consapevoli. La presenza del passeggino impedisce questo gesto, del tutto o in parte. Per guidare il passeggino è necessario sostenerlo con entrambe le mani o almeno con una. Questo significa rompere la modalità spontanea descritta sopra.

Correre col passeggino ha schemi motori diversi dalla corsa libera (visione posteriore a sinistra; visione frontale a destra)

  • Il passeggino ha le ruote, scivola, per così dire, sul terreno su cui è posizionato, ma si tratta, in ogni caso, di un carico aggiuntivo che va spinto avanti. Questo significa che al carico del proprio corpo che si sposta orizzontalmente nello spazio va aggiunto quello di un corpo inerte da spingere; corpo inerte che risente in maniera significativa delle variazioni del terreno, delle variazioni di pendenza, e anche della nostra postura, particolare molto significativo.
  • Gli arti superiori, che sono sempre e comunque coinvolti in qualunque tipo di attività che abbia come motore principale gli arti inferiori, in questo caso sono doppiamente sollecitati, e sono sollecitati in una maniera molto diversa da quella che coinvolge gli arti inferiori. Si tratta di una modalità prevalentemente statica, che per questo richiede un tipo di allenamento specifico.

Le tre caratteristiche principali appena elencate ti fanno già capire che correre con il passeggino non è la sgambata che immaginavi.

Tutti coloro che dal divano passano alla corsa con il passeggino hanno esiti simili e infausti:

  • Dopo la prima uscita sono massacrati, esattamente come lo sarebbero anche se fossero andati a correre basta, ma in aggiunta ai tipici dolori muscolari, legati principalmente alle gambe, c’è anche una serie di disagi non ben definibili legati al collo, alla schiena, alle braccia e alle anche. Ottima “ragione” per pensare che si tratti di qualcosa da evitare e da non ripetere.
  • La corsa col passeggino richiede anche un mezzo adeguato. Utilizzare un passeggino non sportivo non è un sacrilegio, ma rappresenta sicuramente un disagio per chi lo guida, e anche per chi è a bordo: la mancanza di adeguata ammortizzazione non è sicuramente un toccasana.
  • A proposito del bambino, a seconda dell’età, del carattere, dell’ambiente e della temperatura che riguarderanno il momento dell’uscita, insieme alla durata, le sue reazioni potrebbero essere molteplici, e soprattutto potrebbero essere poco piacevoli. Pianti, capricci, manifestazioni di insofferenza sono un ennesimo forte deterrente a continuare questa attività.

Come avvicinarsi allo stroller running con dei criteri operativi validi?

Come in tutte le cose, il fai da te è una soluzione che comporta vantaggi presunti, ma svantaggi certi.

Ciascuno di noi, in particolare se si parla di universo familiare, è un mondo a sé. Per questa ragione nello stroller running più che in altri ambiti sarebbe il caso di consultare un tecnico di settore: un fitness coach che abbia anche competenze legate all’ambito educativo, per capire come intraprendere questa attività e portarla ad un livello sicuro di ottimizzazione del tempo e anche dei risultati.

Il caso vuole che io abbia proprio queste competenze, ed è per questo che ti posso aiutare con una piccola “tabella di marcia”, che potrai eventualmente adattare al tuo contesto, ma i cui punti fermi hanno grande valore. Eccoli.

  • Se segui lo sport o lo pratichi, il concetto di preparazione atletica non ti è lontano. Ebbene, anche in questo caso qualcosina va fatta! Guarda questi video, UNO, DUE E TRE, e avrai già ottime idee da cui partire. Ci sono suggerimenti importanti legati agli esercizi con cui allenare la postura, e alle dinamiche motorie da creare per preparare adeguatamente le sessioni dei singoli allenamenti.

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  • Prima di partire con la corsa, fai dei test di uscita portando il tuo bimbo a camminare sui terreni e sui tragitti che hai intenzione di utilizzare. Devono essere tragitti in cui il mezzo a tua disposizione, preferibilmente passeggino sportivo, ti permetta di fargli vivere un’esperienza piacevole ed evitare continui scossoni. Alcuni esempi di luoghi indicati? Tragitti sterrati ma non sassosi, strade asfaltate e non frequentate, preferibilmente interne a parchi, o realtà non cittadine.

Alcuni esempi di tragitti che seguo abitualmente (da sinistra a destra): strada asfaltata raramente frequentata; corridoi dei campi di grano; corridoi dei vigneti

  • Se il tuo bimbo gradisce questa modalità, lo scoprirai osservandolo. Fai un’attenta osservazione delle sue reazioni e dei suoi tempi di tolleranza alla permanenza nel passeggino. Quelli saranno i tuoi punti di riferimento per le tue uscite. Ad esempio, quando era più piccolo, mio figlio amava il passeggino per addormentarsi, ma lo detestava per passeggiare. Di conseguenza, i momenti in cui potevo andare a correre con lui erano sempre collocati negli orari della sua nanna. Ora che ha passato i tre anni, adora passeggiare e in particolare correre in ogni momento, la negoziazione per le uscite avviene al contrario, sono io che mi devo promettere di andare a correre in precisi momenti perché altrimenti dovremmo andarci di continuo!

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  • Stabilito il suo tempo massimo di tolleranza, stabilisci la tua scaletta di progressione. La condizione di un neofita fuori forma è ovviamente diversa da quella di uno sportivo allenato. Tienilo come punto di riferimento importante!
  • Indipendentemente da quello che fai, come sportivo, di livello amatoriale o di livello professionistico, ricorda un principio cardine dello sport che si chiama specificità dello sport. Se anche sei un fenomeno nel giocare a calcio, un fenomeno sugli sci, uno sportivo di potenza che può scaraventare 130 kg sopra la testa col sorriso, lo sforzo specifico che ti sarà richiesto da questa attività sarà appunto specifico. I sistemi energetici e gli schemi motori attivati, associati ai tempi precisi di permanenza in un certo tipo di posizione, appartengono solo ed esclusivamente a questa attività. Tienine conto e non stupirti del fatto che le prime volte tu possa sentirti una foca, assolutamente inadeguato e assolutamente decondizionato, indipendentemente dal vissuto di livello sportivo alto che hai di te.

Corsa con il passeggino: le prime uscite e l’eventuale progressione

Siccome stiamo parlando di un’attività fisica che comporta anche la presenza di un bambino, la parola d’ordine sarà imprevisto. Organizzati con flessibilità, pensando a tutto ciò che ti può servire per cambiare programma, ridimensionare le tue aspettative, ed eventualmente affrontare con serenità un totale cambio di programma che preveda anche il rientro alla base prima di aver potuto effettuare qualsiasi tipo di allenamento.

Allenamento abbandonato: Gioele aveva voglia di gattonare

Fissato questo in alto, come cardine di qualunque altro ragionamento, agisci adattando a te, e solo a te, i parametri con cui seguire una progressione. Per questa ragione è fondamentale essere seguiti individualmente da qualcuno che prepari per te, sulla base delle tue esigenze, e di quelle del tuo nucleo, una tabella di lavoro e di adattamento alla tua realtà, fisica e familiare.

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Ti fornisco un esempio del tutto generico di tabella di progressione da cui prendere spunto.

Quante volte allenarsi in una settimana?

Relativamente alle tue possibilità, in generale ti posso dire che conosco una quantità importante di runners che si riescono ad allenare una sola volta la settimana, e alcuni di loro sono riusciti nonostante questo a portare a termine con successo intere maratone. Messo da parte questo caso estremo, l’ideale per avere uno stimolo condizionante sarebbe un minimo di 2, meglio ancora 3, uscite settimanali.

Quanto deve durare ogni singola sessione?

Ricordandoti tutto quello che è stato detto sopra in relazione a te e al bambino, 20 minuti sono già accettati come allenamento valido e proficuo.

Quanto veloci bisogna andare?

Non bisogna andare veloci, ma bisogna rispettare le proprie caratteristiche e i propri ritmi.

La velocità può diventare un buon parametro per valutare i tuoi progressi nel tempo. Se il tragitto che fai è sempre il medesimo ad esempio, un obiettivo intelligente per migliorare sia le tue capacità cardiovascolari che la tua tenuta nella corsa può essere quello di abbassare progressivamente il tempo di percorrenza.

Che obiettivi darsi?

Al primo posto quello di stare bene e divertirsi. Se subentrano obiettivi agonistici cambia nettamente la mentalità con cui ragionare, ma a questo è meglio dedicare un altro articolo! 😉

Ecco, tu e la tua famiglia siete pronti per affrontare una nuova entusiasmante attività.

Venite a scoprire che ci si può allenare e divertire, ritrovando la salute con buon senso ed organizzazione!

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Category: Running&Walking, Tutorial Tags: Attività con bambini, correre con passeggino, mamma, papà, passeggino da corsa, stroller running

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