Questo mese, la nostra testimonial Giovanna Ventura, ci dà alcuni preziosi suggerimenti su come “ripigliarsi” dopo i bagordi delle festività natalizie, ma soprattutto ci guida ad individuare le strategie più efficaci per trovare l’attività fisica più adatta a noi.
Feste finite, si torna alla quotidianità
Quando finalmente, o purtroppo, sono finite le feste, si ritorna alla normalità.
Si riparte ovviamente da una condizione emotiva e fisica diversa rispetto a prima, perché si sono verificati dei fatti e ci sono state delle esperienze che hanno avuto un peso sia sulla tua percezione del mondo che sul tuo corpo.
Ad esempio, ti è mai successo di uscire da un periodo di vacanza, tornare al lavoro, e sentire una sorta di depressione che ti assale al solo pensiero di riprendere le stesse regole, gli stessi ritmi, la stessa routine che prima invece ti rendeva felice?
Tutto normale!
Le esperienze che hai fatto in un momento di maggiore libertà hanno acceso nuovi canali, ti hanno portato nuove sensazioni e nuove idee, alle quali non devi per forza rinunciare, ma che puoi cercare di integrare con la tua vita quotidiana.
Organizzazione non significa galera: al contrario, significa libertà!
Il tempo che devi dedicare ad inserire nella tua routine attività nuove, che hai scoperto di amare o di voler fare, sarà tempo prezioso che ti regalerà, lo ripeto, una libertà superiore!
Le persone che gestiscono in modo organizzato la loro vita sono persone che hanno una frequentazione maggiore del sentimento di felicità e di quello della gratitudine.
Pensando a questo ho creato uno strumento efficace, utile proprio a coloro che devono pianificare degli obiettivi di salute e benessere. Si chiama Plan With Brain ed è un’agenda con cui organizzare il tuo cammino di rinascita psicofisica: dai un’occhiata qui , potrebbe essere uno strumento prezioso per inaugurare il tuo 2018.
Se ho smesso di allenarmi, da dove ricomincio ?
Ci sono persone che hanno bisogno di rispettare il concetto di evasione che hanno collegato alle festività. Per queste persone, è molto importante sospendere tutto ciò che rappresenta un dovere. Tra queste cose potrebbe rientrare appunto l’allenamento!
Chi “si ferma” tende a rispettare i ritmi che ci sono dati dalla società e dai sistemi scolastici. Le vacanze di Natale iniziano intorno al 21 dicembre e finiscono il 6 gennaio: durante quel periodo è tassativamente proibito muovere un dito, se non è per sfogliare una rivista sul divano e afferrare il calice dei brindisi.
In questi casi non si può riprendere l’allenamento da dove lo si era lasciato il 21 dicembre, non tanto per le oggettive ragioni fisiche, quanto - importantissimo - per vere ragioni mentali. Per chi li sceglie, 15 giorni di totale astinenza dall’attività fisica sono probabilmente percepiti come un premio, di conseguenza ritornare a far movimento non può che essere percepito come una condanna!
La gradualità in questo caso risulta fondamentale per ripristinare lentamente delle abitudini costruttive, e magari coltivare con maggior costruttività il concetto di allenamento.
Fatti una domanda utile. Se per te questa pausa totale da ogni tipo di attività ha rappresentato una liberazione, è molto probabile che l’attività sportiva risulti come una auto-imposizione.
Finché non trasformerai un dovere rigido e pesante in qualcosa da vivere con leggerezza, autentica gioia e divertimento, curare la tua salute sarà sempre un peso.
Alcuni suggerimenti pratici per trovare e/o ritrovare la tua strada
1- Chiediti quali attività in cui sia necessario muovere e usare il corpo ti affascinano o piacciono. Ballare, camminare, correre, arrampicarsi, e così via. Focalizzati su qualcosa che ti dà gioia, trascura ogni pensiero legato al consumo calorico e al massimo beneficio decantato da esperti, non esperti, media. Il tuo solo pensiero deve essere: “Cosa mi procura una tale gioia da farmi continuare nel tempo su questa strada?”.
STRATEGIE EFFICACI:
- A molte persone piace il contatto con la natura. Se tu sei tra queste, camminare o correre all’aria aperta può costituire una soluzione ottima. L’uso intelligente di uno smartphone può aggiungere elementi di piacere. Molte mie clienti mi dicono di scoprire che l’ascolto di audiolibri le inebria al punto di dimenticare la fatica di ciò che fanno. E magari sono le stesse che inizialmente mi avevano detto “Di correre non se ne parla!!!”.
- Anche la creazione di playlist apposite, magari divise per stato umorale che vuoi richiamare, può essere un grande incentivo ad affrontare 30/60 minuti di attività cardiovascolare che diversamente ti sembrerebbe noiosa.
2- Cerca all’interno della tua cerchia di amici qualcuno che sia spontaneamente sportivo e che abbia voglia di condividere con te il suo tempo libero. Manifesta apertamente la tua intenzione di trovare un’attività che tu non viva come un dovere e chiedigli di poter provare a fare con lei o con lui lo sport che pratica con regolarità.
STRATEGIE EFFICACI:
- ATTENZIONE: ho detto che devi cercare qualcuno che abbia entrambi i requisiti: essere uno “sportivo naturale” e amare la compagnia di altri. Per cui, per evitare da subito autosabotaggi, evita di contattare l’amico IronMan che fa 4 ore al giorno di allenamento in solitaria: una parte di te sa già che ti direbbe di no e con imbarazzo. Il nostro cervello è furbissimo e spesso ci guida a scegliere situazioni che inconsciamente sappiamo non potersi sviluppare per confermare la nostra convinzione di “non poter fare”, “ non saper fare” e quindi “continuare a non fare”. Smaschera questa attitudine alla costruzione di ostacoli ora, e procedi dritto verso il tuo obiettivo. Trova qualcuno che fa cose abbordabili per un principiante e che ha piacere a condividerle con gli altri!
- Se hai un amico super atletico da cui puoi imparare qualcosa, pensa cosa lui o lei può imparare da te e proponi uno scambio. Imparare a fare squat in cambio di imparare a giocare a scacchi o a cucinare torte elaborate, ad esempio. Lo scambio avrà un bellissimo ruolo rafforzativo nella vostra amicizia e la condivisione alimenterà la motivazione al miglioramento reciproco.
Io e il mio compagno ci siamo scambiati competenze e motivati a vicenda diverse volte. Lui è un eccellente artista marziale e mi ha insegnato a usare i bastoni lunghi e gli arnis, bastoni corti che si fanno roteare e che richiedono molta concentrazione e coordinazione. Io gli ho insegnato a fare stacchi e squat.
Avere competenze diverse a livelli di abilità molto diversi ci ha aiutato a trovare uno scopo ulteriore nei nostri allenamenti.
3- Rivaluta obiettivi che hai scelto in passato. La ragione per cui percepisci questo senso di oppressione legato allo sport potrebbe derivare da obiettivi non realistici o non calibrati rispetto al tuo stile di vita. Per capirci, se stai seguendo gli allenamenti come se tu fossi un professionista di body building che si prepara per le gare, e si allena due volte al giorno 6 giorni su 7, è probabile che questo senso di oppressione di cui parliamo sia più che giustificato! Tu hai anche una vita professionale da sostenere, il tuo lavoro non è allenarti e gareggiare: hai una famiglia, altre attività che non ti permettono di svolgere con il dovuto riposo alle spalle workout intensivi ed esclusivi oggetto di focus. Potrà esserti di grande aiuto questo articolo: è stato scritto proprio per permettere di approfondire il concetto di analisi su se stessi e sulle proprie azioni, per formulare obiettivi più adeguati.
STRATEGIE EFFICACI:
- il fatto che in un momento della tua vita tu possa riuscire a tenere un ritmo non significa che tu lo possa adottare come standard immodificabile. Io per alcuni periodi mi dò come obiettivo allenarmi 5 volte a settimana, dove i miei allenamenti includono 3 workout intensi con pesi o altri sovraccarichi e 2 di mobilità e/o cardio. In altri periodi devo realisticamente scendere a 3 allenamenti a settimana, magari perché sono più impegnata per l’uscita di un libro che ha scadenze incalzanti da rispettare o perché il mio piccolo si ammala spesso.
- Se ti ritrovi a dover diminuire il numero di allenamenti settimanali, ragiona per priorità: il tuo focus devi essere tu, con i tuoi bisogni profondi. Fare fatica perché il consumo di calorie è importante o scegliere di privilegiare i workout che sono più duri perché così avrai la coscienza a posto potrebbe essere una scelta sbagliata. Se sei in una fase della tua vita in cui hai bisogno di svago e la concentrazione è scarsa, fare pesi pesanti significherà non avere le risorse per ottimizzare quel tipo di sollecitazione. Ricorda che l’infortunio è figlio dello scarso ascolto delle esigenze. Una settimana di esclusivo lavoro di mobilità, o di riposo assoluto, non distruggeranno il risultato di una vita disciplinata, mentre un momento di disattenzione può danneggiare seriamente la tua schiena o le tue ginocchia.
Ora sai che riprendere non significa per forza “ritornare in miniera a spalare carbone”.
Fa che la tua ripresa sia l’acquisizione di abitudini piacevoli e durature, affinché durante il tuo prossimo Natale non ci siano “interruzioni da evasione”.
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