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Attività fisica in gravidanza: la testimonianza di Valentina, neo mamma sportiva

Posted bydottoressa Gabriella Regis - nutrizionista Babyrun on 05.28.18

Poche settimane fa Giovanna Ventura, fitness coach che da 15 anni allena e segue anche donne incinte, ci ha raccontato come per 9 mesi abbia messo in pratica i consigli dati in precedenza a tante future e neo mamme, diventando la personal trainer di se stessa. Mediante il suo racconto personale, Giovanna ha spiegato e trasmesso quale ruolo importante e fondamentale svolga l’attività fisica nella vita di una donna durante e dopo la gravidanza.

Proprio in quei giorni, abbiamo ricevuto, completamente inattesa e quindi ancora più emozionante, la stupenda testimonianza di Valentina Lesna. Ve la ricordate? Ve l’avevamo presentata in questo articolo, in cui ci raccontava la sua esperienza di runner in gravidanza e la sua attesa per la nascita imminente del suo cucciolo!

Ebbene, Pietro è nato il 27 aprile, dopo essersi fatto aspettare per ben 14 giorni dopo la data presunta del parto!

E la sua nascita ha fatto scaturire pensieri e riflessioni che Valentina ha voluto condividere con tutti noi. Pensieri così vicini a quelli espressi da Giovanna, che la concomitanza temporale dei due ci ha colpiti. Due modi diversi di raccontare quanto lo sport sia importante nella vita di una futura mamma: Giovanna, da mamma e personal trainer, e Valentina, da mamma e sportiva.

Sport in gravidanza: la lettera della neo mamma Valentina

“Ciao,

vi scrivo per dirvi che il 27 aprile, con 14 giorni di ritardo, è nato Pietro!

Volevo anche raccontarvi alcune cose. Non so se vorrete farne un articolo, e non scrivo perché vorrei che la mia storia fosse nota, anzi, anche in totale anonimato, mi piacerebbe solo dire a tante future mamme alcune cose. Ho pensato di raccontare quello che mi è successo come mamma sportiva, perché se me l’avessero detto sarei stata più serena prima.

La gravidanza è qualcosa di così strano, ti cambia per forza, perché anche se fino al sesto mese, come è capitato a me, la pancia non si vedeva, poi inizia a comparire per forza. E cresce. Al settimo mese dici che non potrà mai essere più grande, eppure lei cresce fino alla fine. Cresce e tu cambi.

Cambi e temi che non sarai mai più la stessa, ma la grande cosa che ho capito in quei mesi è che: non siamo mai uguali a noi stessi, cambiamo ogni giorno, siamo una evoluzione continua, e non solo da incinte!, non dobbiamo temere nulla perché… sopravvivremo!

Valentina e il suo compagno di corsa… con Pietro nel pancione!!

Paure e insicurezze sul corpo in gravidanza: come l’attività fisica fa la differenza

Avevo paura che la pancia mi avrebbe impedito di correre da subito, ma ho corso fino a esattamente un mese prima di partorire, poi non me la sono più sentita, e ho continuato solo con il nuoto. E l’ho continuato fino al lunedì prima di partorire. E ho smesso una settimana prima semplicemente perché poi sono cominciati i tracciati di routine, poiché il bimbo era in ritardo sulla tabella di marcia.

Questo per dire che, quando sono rimasta incinta, ero spaventata dalla prospettiva che il mio corpo sarebbe cambiato (per sempre) e soprattutto che sarebbe cambiato per il peggio. Ciò che non sapevo era - e nessuno me l’aveva mai detto né l’avevo trovato scritto in nessun libro o blog - che il mio corpo era una macchina magnifica! E che mi avrebbe permesso di fare ciò che facevo, fino alla fine. E sarebbe cambiato, sì, ma non sarebbe stato distrutto.

Certo, i disturbi ci sono stati, i giorni no pure, i pianti per la paura idem, avevo acidità di stomaco, facevo un po’ fatica ad alzarmi, ma il fatto che io sia rimasta attiva fino alla fine ha fatto la differenza. L’ha fatta davvero. Fino all’induzione con l’ossitocina in vena, ero per i corridoi dell’ospedale che camminavo velocemente, sperando che prima o poi le contrazioni sarebbero arrivate.

Ho salito le scale di casa (nono piano) per tutto l’ultimo mese di gravidanza, un po’ per tenermi attiva, e un po’ perché dicono che aiuti il travaglio a farsi vivo. Ho fatto circa 600 km di corsa da incinta, e circa 100 km di passeggiate solo nelle ultime settimane. E tre volte a settimana nuoto. E non sono una sportiva professionista: sono una qualsiasi mezza maratoneta. E non sono una donna col fisico statuario e gli addominali scolpiti; sono solo una sportiva, una grande sportiva, taglia 44 e nessun addominale scolpito, che ama alla follia la sensazione che lo sport le dà.

Altra cosa di cui ero molto spaventata era (scioccamente, me ne rendo conto: creare una nuova vita non dovrebbe far preoccupare per queste cose) che la mia pancia sarebbe rimasta enorme dopo il parto. Bene: alle dimissioni il quarto giorno avevo una pancetta che era simile a quella post pranzo di Natale, nulla di che. Mi sono pesata una volta a casa e avevo perso 7 degli 11,5 kg presi in gravidanza. A quattro ore dal parto non ero sicuramente come Kate (Middleton, ndr.): io 4 ore dopo avevo ancora le gambe che tremavano e non mi rendevo conto di quello che era appena successo. Ma 4 giorni dopo sì, oh sì che ero come nuova! E chi l’avrebbe mai detto?

Io ero, e sono, normalissima. Ma sportiva. Ciò ha fatto la differenza, ciò ha permesso che arrivassi in forma al parto, ciò ha permesso che avessi una gravidanza facile e ciò ha consentito che non prendessi troppi kg. Sicuramente sono il caso e la fortuna che aiutano nella vita, e io non ho avuto complicazione alcuna in gravidanza. Ma il resto lo fai tu.

E caspita, è un viaggio che vale la pena fare. Sia perché ti permette di crescere, sia perché al termine inizia l’avventura più bella di tutta la tua vita, e quando incontri quel musetto, capisci il significato dell’infinito guardando quegli occhietti e quel corpicino tenero.

Ps: non vedo l’ora di riprendere a correre“.

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Category: Racconti di corsa Tags: allenarsi in gravidanza, correre con passeggino, gravidanza, mamma, mamme di corsa, maternal walking, stroller running, vita all'aria aperta

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