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Giorgia e Roberta: le “nuove leve” della corsa con il passeggino

Posted bydottoressa Gabriella Regis - nutrizionista Babyrun on 03.21.18

I runners si incontrano nei parchi, sulle strade di campagna, alle gare amatoriali come in quelle più toste e, corsa dopo corsa, cominciano a riconoscersi, a salutarsi, a diventare una famiglia, quasi una tribù, con vincoli di sangue e di amicizia.

Gli stroller runners sono peculiari: sono runners trasversali, magari corrono da una vita, da un anno, arrivano da altri sport o da nessuna attività fisica specifica ma semplicemente hanno voglia di dare al tempo passato in famiglia, con bimbi anche piccoli, un valore aggiunto, un’esperienza che cementi il legame, unica. E in effetti, la vita media dello stroller runner è dettata in tutto e per tutto dai figli: nasce con loro e li accompagna fin verso i 3-4 anni a dir tanto e poi, a meno di altri figli piccoli in età da passeggino, si ritorna ad essere “solo più” runners.

Per questo motivo la famiglia di Babyrun è in continuo fermento e ogni settimana altre mamme ed altri papà fanno capolino, sbirciano cosa fanno mai questi stroller runners, dove vanno, con chi e poi si uniscono alla tribù di runners più giovane e “friccicarella” che c’è!

Vi va di conoscere due new entry dal Piemonte e dalla Lombardia? Eccole: Giorgia e Roberta, con, rispettivamente, le due piccole Sofia Claudia e Marta!!

Giorgia e Sofia: quando la corsa con il passeggino è scritta nel DNA

Giorgia Montagner è un’infermiera pediatrica di 33 anni che vive ad Alessandria ed è diventata mamma di Sofia Claudia lo scorso 13 novembre. “Direi che sono una donna solare, testarda e ambiziosa!”.

Le vie della corsa sono infinite: qual è stata e qual è ancora la tua?

“Ho sempre praticato sport, ma non ho mai corso fino al 2015. Quell’anno ho avuto un incidente in bicicletta che mi ha obbligata a restare ferma per alcuni mesi, così ho cominciato a prendere qualche chilo e per perdere peso e rimettermi in forma ho deciso di cominciare a correre.

Diciamo che la corsa non è mai stata nelle mie corde: ho cominciato quando ero piccola a giocare a pallavolo, passione che ho portato avanti per ben 12 anni; poi sono passata all’enduro per continuare ancora con ogni corso di fitness possibile ed immaginabile ed infine il nuoto! Ma fin dai tempi della scuola ho sempre odiato correre. Almeno fino a quando, a 30 anni, mi sono ricreduta e la corsa si è rivelata una vera scoperta.

Ecco, scoperta è proprio il termine più calzante: è stata una scoperta di me stessa, delle mie possibilità, dei miei limiti, ma soprattutto di tranquillità. Si, perché indossare le scarpette e uscire a correre era il mio modo di liberarmi da tutte le tensioni, i pensieri e le forti emozioni che il mio lavoro mi dava (lavoravo in terapia intensiva neonatale).

Così, in un pomeriggio di agosto, ho iniziato la mia avventura nel mondo del podismo, ed ogni volta che correvo mi piaceva sempre di più, tanto che sono arrivata, a correre i miei primi 5 km , poi i primi 10 km, poi c’è stata la mia prima gara fino ad arrivare alla mia prima mezza maratona.

Ma alla corsa è legata anche la realizzazione di un altro mio sogno: quello di creare una famiglia e di diventare mamma. Ad una gara estiva, infatti, ho conosciuto un atleta spettacolare, che nel giro di poco tempo è diventato mio marito, ed abbiamo avuto una magnifica bimba di nome Sofia Claudia.

Anche durante la gravidanza hai continuato a correre: ti sei fatta consigliare/seguire da un’ostetrica/ginecologa? Quali sensazioni ti ha lasciato quest’esperienza? La consiglieresti ad altre future mamme runner?

In un pomeriggio di fine febbraio dell’anno scorso (il 2017), uscii per fare un lungo, in preparazione della maratona che avrei voluto poi correre in primavera. Terminare quei 20 km fu arduo: mi sentivo un po’ strana, e anche se ero tranquilla, facevo una fatica tremenda, sembrava che le gambe non ne volessero sapere. La stanchezza continuò a farmi compagnia anche dopo, ma poi, qualche giorno dopo, tutto fu chiaro: a correre quel giorno non ero da sola, bensì eravamo in due!

L’inizio della gravidanza è stato un po’ scombussolante: fino al terzo mese le nausee l’hanno fatta da padrone, facendomi perdere anche peso, ma nelle giornate “buone” ho sempre fatto sport. Poi, sembrerà strano, ma da un giorno all’altro, allo scoccare del terzo mese, le nausee sono scomparse e, una volta superato questo ostacolo, ho ripreso la mia attività.

Naturalmente, la corsa era diventata una corsa dolce o jogging, fino ad arrivare ad una camminata veloce. Pensate che a 24 settimane ho fatto anche la mia ultima gara competitiva, una 5 km serale. Sia la corsa sia le lunghe camminate mi hanno accompagnato fino al sesto mese, poi ho avuto un po’ di contrazioni e quindi ho proseguito solo più con l’attività in acqua. Naturalmente, lungo tutto il mio percorso sono stata seguita sia dalla mia ginecologa che da un’ostetrica di fiducia che mi hanno accompagnato al parto.

Come dicevo, quando il pancione ha cominciato a diventare “ingombrante”, e visto anche che era estate e faceva molto caldo, ho cominciato ad andare spesso in piscina, a nuotare ed a fare esercizi di acquaticità specifici per il parto, con il supporto di un’ostetrica: facevo esercizio fisico senza sentire il peso del pancione e restavo anche al fresco, meglio di così… !

Ci hai scritto che quando la piccola compirà sei mesi comincerei anche tu a correre con il passeggino. Hai già ripreso a correre dopo il parto? Perché la decisione di condividere la corsa con la tua bimba fin da piccola?

Sto iniziando con calma a riprendere a correre: ho cominciato con esercizi per il ripristino del tono muscolare e sto ancora alternando camminate veloci a corsa leggera e camminata, perché ho partorito con taglio cesareo, e ho dovuto aspettare che la ferita guarisse bene e che l’utero tornasse completamente alle dimensioni normali, onde evitare problemi durante la corsa. Questo ha richiesto un paio di mesi e, sicuramente, l’allattamento esclusivo al seno mi ha aiutato molto ad accelerare questo processo. Nel frattempo ho sempre fatto lunghe passeggiate con la mia bimba nel passeggino o nella fascia, in modo da “risvegliare” le gambe.

Ho scoperto lo stroller running leggendo vari articoli sul web e la cosa mi ha incuriosito subito. Inoltre, vedere quelle madri correre con i loro piccoli e condividere quei momenti felici, mi ha emozionato: lo trovo un ottimo modo per rimanere in forma coinvolgendo il proprio bambino e abituandolo alla vita all’aria aperta.

Giorgia Montagner con il marito, Vincenzo Scuro

Ho deciso di condividere questa passione con Sofia fin da piccola, perché, in fondo, ha già iniziato da quando era nella pancia! E non solo per questo motivo, questa bimba la corsa ce l’ha già nel sangue: suo papà (l’atleta Vincenzo Scuro, ndr.) ha iniziato a correre quando aveva 5 anni ed è arrivato a vestire la maglia azzurra e vincere un bronzo a squadre nel mondiale di corsa in montagna nel 2006, oltre a laurearsi campione italiano di corsa in montagna nel 2012. Ha un personale di 2h20′ in maratona e di 3h16′ nella 50km, e corre tuttora. La mamma, invece, ha iniziato a correre più tardi e con tempi molto modesti! Ma ama la corsa, per cui il passo successivo non poteva che essere andare a correre con il passeggino tutti insieme!

Inoltre lo trovo un ottimo modo per passare del tempo in famiglia senza sacrificare quello che ci piace,e per avvicinarla al mondo dello sport, facendoglielo toccare con mano fin da piccola.

Dove ti vedremo sfrecciare prossimamente: nei parchi cittadini, per vie di campagna/montagna, in gara?

Io abito ad Alessandria, e i posti per correre col passeggino non sono molti: inizierò sul percorso all’interno della Cittadella, dato che l’asfalto è ancora in buone condizioni, per poi passare man mano che la piccola cresce allo sterrato dell’argine. Questi posti sono gli stessi dove ha iniziato la campionessa Valeria Straneo: saranno di buon auspicio per la piccola Sofia?

Mi piacerebbe poi partecipare a qualche gara con lei nel passeggino, partendo da una 10 km , per poi arrivare ad una mezza maratona e, chissà, magari un giorno anche a una maratona! Sognare non costa nulla, quindi sogno in grande: sarebbe meraviglioso, un giorno, riuscire a tagliare il traguardo mano nella mano insieme a mia figlia e mio marito”.

Roberta: correre con Marta nel passeggino per fronteggiare le tensioni della vita quotidiana

Altra neo-mamma, altra storia. All’affollato gruppo di stroller runners milanesi si unirà a breve Roberta Loconte, 41 anni, mamma a tempo pieno di Rebecca (8 anni), Sara (6 anni), Beatrice (4 anni) e Marta (5 mesi). “Mi definirei una donna ombrosamente allegra, attiva e organizzata a giorni alterni. Lo sport è un elemento importante della mia vita: posso dire che… sopravvivo alle mie figlie anche grazie ad esso! Certo, ora che Marta è ancora piccolina posso allenarmi solo sfruttando i suoi brevi sonnellini… ed è proprio qui che entra in gioco la corsa con il passeggino!”

Roberta, una nuova leva dello stroller running: chi/cosa ti ha ispirato a intraprendere quest’avventura?

“Ho frequentato la palestra fin da ragazza: corsi di step, aerobox e pilates. Purtroppo, mi sono dovuta inaspettatamente fermare per un grosso problema alla schiena… da lì in avanti ho intrapreso un percorso di allenamento in sala, noiosissimo per me e poco stimolante.

Poi sono nate le mie figlie: le gravidanze, avvenute tutte a breve distanza, hanno definitivamente interrotto questo tipo di allenamento. Ma dopo la terza gravidanza ho sentito forte la voglia di riprendere un’attività sportiva, di certo per il recupero fisico, ma soprattutto per trovare uno sfogo alle tensioni della vita di tutti i giorni.

Ho cominciato dalla corsa: è stata una magnifica scoperta ed anche una rivincita contro tutti quelli che mi dicevano che non avrei mai potuto intraprendere questo sport per via dei problemi di schiena avuti in passato.

Poi ho continuato con lo spinning, trovando un grossissimo stimolo nel gruppo Fb In forma con Marta Fovana, nel quale si respira grande professionalità e familiarità.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Hai intenzione di uscire a correre in relax con la cucciola o anche di partecipare a qualche gara?

Per ora, proseguo con i miei allenamenti quotidiani, spinning e corsa sul rullo a giorni alterni, ma l’obiettivo è senz’altro tornare a correre su strada, accompagnata dalla mia piccola sul passeggino, magari provando ad uscire nei weekend con tutta la famiglia: io di corsa con il passeggino insieme a Marta e le altre figlie con il monopattino.

Per il momento non prendo ancora in considerazione le gare, credo sia ancora prematuro… ma un domani chissà…

Hai già individuato i percorsi per le tue uscite di stroller running? In città oppure fuori città, magari anche su sterrati?

Inizialmente proverò in città, approfittando magari delle piste ciclabili presenti lungo il tragitto casa/scuola.

Ma di sicuro continuerò anche in vacanza: prima sugli sterrati al mare, in Toscana, e poi in montagna… come del resto ho sempre fatto anche prima di approcciare lo stroller running, quando correvo da sola!

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Category: Personaggio del mese Tags: corsa con passeggino, mamma con passeggino, mamme di corsa, stroller running

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