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Lo sport come stile di vita prima, durante e dopo la gravidanza: una testimonianza vera

Posted bydottoressa Gabriella Regis - nutrizionista Babyrun on 05.07.18

Chi non sa fare insegna. Ma talvolta ti imbatti in insegnanti che smentiscono questo proverbio, ahimè, così spesso veritiero. Una di queste mosche bianche è Giovanna Ventura, alias FitMomInAction, fitness coach e testimonial del Babyrun Project, che da quasi vent’anni allena donne in gravidanza e non solo, e che oggi ci racconta come ha messo in pratica su se stessa gli insegnamenti condivisi in tanti anni con tante mamme diverse.

Una testimonianza sincera, che ci fa capire che “sport come stile di vita” non è solo un modo di dire, ma un modo di sentire e vivere vero, anche durante la gravidanza, anche dopo che è nato un cucciolo.

Tutte le persone che reputi In forma, che ti trasmettono autentica salute e autentico benessere, sono persone che hanno adottato uno stile di vita sostenibile nel quale rientrano l’attività fisica e la cura dell’alimentazione.

Al contrario, tutte le persone che vedi passare da un beverone miracoloso all’altro, da una ossessione sportiva all’altra, per poi tornare a lunghi stazionamenti e stravizi sul divano, sono persone che credono ancora nella chiave miracolosa con cui trasformare la propria esistenza.

Come si fa a rientrare nel primo gruppo?

È quello che mi chiedono tutti i giorni moltissime persone, e a tutte rispondo la stessa cosa. Si costruiscono abitudini, sane, equilibrate, che possano essere mantenute in qualunque condizione. Ad esempio, anche durante la gravidanza, anche dopo la gravidanza, quando la vita si trasforma e tutto ruota intorno a nuovi ritmi.

Parliamo dello sport come stile di vita, per tutte le future mamme e per tutte le mamme!

Giovanna Ventura: “Vi racconto la mia storia”

Siccome si può essere credibili solo quando si conosce davvero qualcosa, oggi ti porto la mia storia. Sono certa di parlare di qualcosa che conosco bene, e sono certa di poter mostrare coi fatti che alcune modalità comportamentali sono assolutamente possibili e adattabili a chiunque.

Io vivo immersa nello sport da quando ero piccola. Sono cresciuta correndo per i prati come un puledro impazzito, e quando ho cominciato a esprimere la mia opinione ho subito chiesto ai miei genitori di fare mille sport diversi. Non nego di essere stata fortunata, nel possedere questa indole, ma continuo tutt’ora a credere che questa sia stata solo un buon incipit.

Nel tempo, mi sono resa conto che stavo decidendo di fare dello sport e dell’attività fisica la mia professione: era tutto molto naturale, perché quella ero io!

Quando ho scoperto di aspettare un bimbo erano ormai 15 anni che allenavo donne in gravidanza, e ho provato l’immensa gioia di pensare che avrei potuto testare su di me tutte le scelte che avevo calibrato con grande attenzione per le mie clienti. Così è stato!

A Rimini Wellness 2014 ho fatto lezione sul palco insieme a Gioele

Mi ricordo con grande piacere il senso di soddisfazione che ho provato in alcuni momenti. C’erano state persone, chiaramente convinte che in gravidanza la donna debba rimanere dentro ad una scatola di cristallo, che avevano fortemente criticato la mia scelta lavorativa. Alcune di loro mi avevano detto: “… quando sarai tu ad avere la pancia vedrai che sarai meno sicura di queste scelte!”.

E invece, quello che mi stava accadendo era proprio il contrario. Mi rendevo conto di quanto le mie scelte fossero state a dir poco azzeccate, le mie intuizioni a dir poco giuste, il mio corpo mi dava continui feedback positivi riguardo alle abitudini che consolidavo quotidianamente.

È sempre difficile trasmettere le proprie emozioni a chi non le ha vissute. Per questo, voglio prenderti per mano e portarti nel mondo dei miei ricordi: lo farò con una carrellata di foto che per me sono molto significative.

I primi 3 mesi di gravidanza

Quando era incinta di 3 mesi, ho partecipato insieme al mio compagno a un convegno di Anthony Robbins, a Londra. Abbiamo passato tre giorni indimenticabili, nei quali il movimento, la cura dell’alimentazione e l’organizzazione sono stati la nostra chiave di benessere.

Noi 3 a Londra, al convegno di Anthony Robbins, saggista e life coach statunitense

Si trattava di un convegno ad alta intensità, nel quale non c’erano pause per 12 ore, ogni giorno. Si alternavano momenti di attività fisica, moderata, a momenti di pratica e di ascolto. Abbiamo camminato, ballato, organizzato i nostri pasti, con la precisione di un artificiere. Volevo più che mai vivere quest’esperienza a pieno, ma il mio obiettivo principale era che io e il mio piccolo stessimo bene.

Il secondo trimestre di gravidanza

Ho deciso di fare coming out sulla mia gravidanza solo al quinto mese. Ormai era impossibile nascondere quella pancina strana, che stava cominciando a suscitare interrogativi in chi mi conosceva. Strano che una personal trainer, astemia, avesse quella pancetta alcolica, improvvisamente! La mia scelta di discrezione derivava principalmente dal desiderio di non essere in nessuna maniera riempita di consigli e commenti indesiderati.

Lo squat non è mai mancato, dal primo all’ultimo giorno della mia gravidanza

La vedi questa foto?

Sto facendo squat, con un bilanciere vuoto da 20 kg. Hai presente quante persone si sarebbero astenute dal dirmi qualcosa? Appunto, poche! Le mie scelte erano le mie, quello che potevo fare lo sapevo io! Io “ero” la mia pancia, io ero “la mia personal trainer”!

Il terzo trimestre di gravidanza

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Ho passato le vacanze della mia gravidanza a Gallipoli.

La prima cosa di cui ci siamo premurati il mio compagno ed io è stata quella di trovare alcune location all’aperto nelle quali sarebbe stato possibile allenarci. Ho seguito alla lettera gli allenamenti che mi ero auto prescritta, affrontando l’ottavo mese di gravidanza tra circuiti in pineta, lunghissime passeggiate nell’acqua, sessioni di arti marziali con il mio compagno. E in tutto ciò, c’era Topolino, che si muoveva già allora come uno scalmanato nella mia pancia!

Gioele è stato quasi sempre cefalico, con il sederino che spingeva verso la mia anca sinistra

A tre settimane dal parto

Il mio inseparabile bilanciere, compagno di tutti i miei allenamenti

A meno di un mese dall’arrivo del mio piccolo mi stavo ancora allenando al massimo delle mie possibilità, con grande energia e immenso beneficio.

Il giorno che è nato Gioele mi sono accorta dell’inizio dei dolori proprio mentre stavo per andare nella mia garage gym ad allenarmi. Mi ero allenata anche due giorni prima, e stavo benissimo. Proprio grazie alla forza, alla resistenza, all’atteggiamento mentale che avevo sviluppato lungo una vita intera, sono riuscita ad affrontare ben 18 ore di travaglio, dure e intensissime, nelle quali ho avuto ininterrottamente contrazioni regolari a distanza di un minuto.

Gioele è nato con parto naturale, da una mamma di 43 anni che aveva vissuto una gravidanza meravigliosa ed era pronta ad affrontare il passo successivo!

I primi mesi insieme a Gioele

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Siccome io non vengo da Marte, anche per me è stato molto forte il passaggio da donna e basta a donna e mamma. È impossibile immaginarlo concretamente finché non ci si trova davanti. Tutti i miei ritmi erano cambiati e le mie esigenze pure. Ma la necessità di sentirmi forte, resistente, efficiente, era la medesima!

Semmai era superiore, perché ora dovevo avere una capacità di resistenza alla frustrazione e una capacità di resistenza alla mancanza di sonno di gran lunga superiori!

Ho trovato infinite strategie utili per allenarmi quotidianamente, con il mio bimbo o senza di lui. Le volte in cui sono riuscita ad allenarmi senza di lui sono in realtà pochissime, ma invece di essere un problema questa si è trasformata in un’opportunità. Indossare un marsupio o una fascia con il mio piccolo mi ha permesso di avere un sovraccarico con cui allenare in modo efficace le gambe, e con cui aggiungere coinvolgimento del tronco durante gli esercizi per la parte superiore, che ho fatto regolarmente con pesi ed elastici.

Abbiamo da subito fatto tante passeggiate insieme, e appena è stato possibile ho scoperto di amare lo stroller running, l’attività che mi ha fortunatamente fatto incontrare Babyrun!

Questa è stata una delle nostre prime corse insieme!

E adesso?

Ora Gioele è grandicello, pesa 16 kg, non sta più nella fascia e nemmeno nel marsupio. Ma il suo coinvolgimento nelle mie attività è costante. Lui lo ama, lo vive come un momento di sperimentazione, condivisione, gioco con la mamma. È un’emozione immensa vedere i suoi occhi brillare mentre io muoio di fatica nel fare i push up o gli esercizi di core training, e lui sta a cavalcioni della mia schiena, fingendo di galoppare!

Ecco cosa succede tutte le volte che mi capita di essere in quadrupedia…!

Correre col passeggino è una delle sue attività preferite! E ci sono volte in cui devo fingere di non vedere il passeggino che si trova nel sottoscala per scampare l’esplicita richiesta di fare un’uscita con lui!

La nostra esperienza a Babyrun 2017

Diciamoci la verità…

Ora ti chiederai, ma è davvero tutto così paradisiaco? Ti rispondo subito. Assolutamente no!

Ci sono momenti di grande difficoltà, di grande stanchezza, di grande frustrazione. Mi ricordo distintamente tutte le volte in cui, quando Gioele era più piccino, ho dovuto prenderlo in braccio, e correre con lui in braccio spingendo il passeggino vuoto, perché questa era la sua richiesta. Le sessioni di allenamento che non vanno come io voglio sono tante. Ma questo non è significativo. Quello che è significativo è il fatto che io viva quei momenti come costruttivi, in linea con lo stile di vita che mi rappresenta. Che siano 5 minuti, che siano 40 o 60, la differenza nella mia mente non c’è. Sono sempre comunque momenti dedicati al mio benessere e al mio equilibrio, e si riflettono a 360 gradi su tutta la famiglia.

Ecco quella che può diventare la tua storia!

Ti ho voluto raccontare la mia storia perché, tra le tante storie vere che posso raccontare, si tratta della storia che conosco meglio.

Sono una persona normale, che come te (e come tutti) ha ritmi serrati e un sacco di difficoltà di cui non parla. Che cosa mi ha reso capace di fare dello sport il mio stile di vita? Certamente una predisposizione individuale, ma prima ancora una scelta forte, dettata dalla chiarezza delle mie priorità.

  1. Quali sono le TUE priorità?
  2. Che cosa è realmente importante per te?
  3. Di che cosa hai bisogno per essere una mamma resistente, forte, efficiente?
  4. Il tuo benessere fisico ed emozionale è importante per la tua famiglia?
  5. Cosa puoi fare per costruire uno stile di vita sano?

Voglio che tu risponda realmente a queste 5 domande importantissime. Prenditi 10 minuti, un foglio e una penna. Rispondi a tutte le domande. Fatto?

Se lo hai fatto davvero, è altamente probabile che sia emersa anche per te la necessità di aver cura di te stessa, per essere il tuo centro e il perno della tua famiglia.

Quali azioni quotidiane puoi compiere per trasformare lo sport in uno stile di vita?

Vediamolo insieme!

10 passi per rendere lo sport uno stile di vita

Ti consegno un breve decalogo, 10 consigli veramente spiccioli e adatti alla vita di chiunque. Prendili e falli tuoi, portali nella tua vita!

  1. Muoviti! Cogli tutte le occasioni che hai per spostarti. Smettila di chiedere che ti venga passato il telecomando, cogli quell’occasione per alzarti dal divano e fare un gesto funzionale ottimo per il tuo sedere! Smettila di parcheggiare davanti alla porta di casa: 100 m, moltiplicati per 7, moltiplicati per 52, saranno chilometri aggiuntivi di attività che inserirai nel tuo anno in movimento.
  2. Se sei al telefono, cammina! Che tu lo faccia in casa, o all’aperto, poco importa. Per il tuo organismo e per il tuo metabolismo sarà sempre meglio che tu ti stia muovendo!
  3. Ogni ora prenditi un minuto per fare qualche passo, oppure per fare una rampa di scale. Inserisci un allarme nel tuo smartphone. Sarà la tua sveglia “move!” (io ne ho una ogni ora sul mio pc).
  4. Dimentica l’esistenza dell’ascensore. Anche quando hai fatto la spesa. Esatto! Anche in quel caso. Sarà una magnifica occasione per utilizzare tutti i muscoli del corpo. Portare le borse della spesa stimola l’attivazione dei muscoli del tronco e coinvolge tantissimo la muscolatura di gambe e glutei. Se sei abbastanza forte e il carico te lo permette, fai gli scalini due alla volta.
  5. Programma ogni weekend un’attività in movimento che puoi fare con la famiglia. D’inverno, tempo permettendo, sfrutta la montagna. Nelle altre stagioni via libera alle passeggiate, alle corse col passeggino, alle esplorazioni dei parchi.
  6. Cerca attività che possono aiutare la crescita psicomotoria di tuo figlio e che richiedono anche la tua presenza. Il nuoto è una di queste! L’acqua è un ambiente nel quale fin dai primi giorni di vita è possibile attivare la motorietà dei piccolini, e aiutare la neomamma a trovare un’ottima ragione per essere lei stessa coinvolta in un’esperienza dinamica - ottima per compensare tutto il tempo che passerà seduta e/o sdraiata ad allattare o accudire il suo cucciolo.
  7. Scegli tutto ciò che ti fa stare bene e che ti fa bene. Attenzione! Questo binomio non può essere scisso! Ad esempio, mangiare pane e Nutella ti fa stare sicuramente bene, ma non ti fa bene. Se mangiare pane e Nutella ogni tanto è sintomo di equilibrio e di appagamento di una voglia sana, ingozzarsi di pane e Nutella per reprimere sofferenza e dolore non è una strada efficace. Trasforma i momenti di rabbia e frustrazione in occasioni per allenarti con energia extra piuttosto che usare il cibo per soffocare le emozioni.
  8. Programma la tua attività sportiva con metodo e precisione, se vuoi risultati estetici e funzionali garantiti. Affidati a qualcuno che ti piace e che condivida i tuoi valori, qualcuno che rispetti le tue caratteristiche umane e le priorità della tua vita.
  9. Ricorda che senza un’alimentazione sana ed equilibrata, lo sport da solo non può darti i risultati che ti aspetti. Non tenere conto di questo punto potrebbe provocare un effetto boomerang. Tantissime persone si ammazzano di attività fisica aspettandosi miracoli, ma ignorano completamente ciò che mangiano. Il risultato finale porta grandi delusioni perché, a dispetto di moltissimo impegno sportivo, gli esiti tangibili e misurabili sono estremamente scarsi. Curare la tua alimentazione significa valorizzare il tuo impegno sportivo!
  10. Trasforma ciascuno dei 9 punti precedenti in un’abitudine. Ripeti all’infinito queste azioni, finché non diventerà automatico compierle e trasformare scelte razionali in scelte immediate e profonde.

Lo sport come stile di vita è alla portata di tutti. Anche di una mamma, con pancione o senza!

La tua scelta e la costruzione del tuo benessere saranno un passo in più verso l’abbattimento di luoghi comuni che limitano la vita di tante donne.

Aspettiamo le tue foto! Mostraci le tue azioni quotidiane per migliorare il tuo stile di vita, sarai di ispirazione a tutti i nostri lettori!

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Category: Gravidanza Tags: allenarsi in gravidanza, Attività con bambini, benessere, consigli, gravidanza, mamma, salute, stroller running

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