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Stroller running: c’è chi (ancora) dice no

Posted byGianluca Palladino - Babyrun Project on 09.12.18

Cresce di mese in mese il numero delle manifestazioni podistiche del calendario federale su strada che consentono la partecipazione degli stroller runners. Ma non ancora quanto vorremmo. E, soprattutto, non quanto sarebbe stato lecito aspettarsi dopo la circolare dello scorso aprile, con la quale la Fidal ha - di fatto - scongiurato il rischio di squalifiche per i podisti con il passeggino, delegando agli organizzatori la decisione se ammetterli o meno alle sezioni competitive degli eventi.

Fotografia tratta dalla pagina Fb della Mezza Maratona di Bergamo, credits

Ma allora, considerando anche l’incremento numerico degli stroller runners italiani sull’onda della promozione di questa disciplina svolta a livello nazionale da Babyrun, perché ancora tante (troppe) gare chiudono le porte ai podisti con il passeggino? Perché preferiscono relegarli alle tapasciate o alle family run? Perché, invece di sfruttare le potenzialità di un movimento in crescita, continuano, talvolta, a vederlo con sufficienza o con diffidenza?

Dalle risposte forniteci negli ultimi mesi dalle direzioni organizzative dei principali eventi nazionali, si evince che - al netto di quelle gare che hanno percorsi oggettivamente non adatti ai passeggini - le ragioni sono principalmente 3:

  • la scarsa conoscenza della nuova posizione di apertura assunta da Fidal;
  • un’immagine distorta di cosa rappresenti a livello nazionale (ed internazionale) lo stroller running;
  • le preoccupazioni di carattere gestionale, organizzativo e assicurativo

Esaminiamole più nel dettaglio.

Quelli che… “Lo stroller running è vietato dalla Fidal”

Senza dilungarsi su un argomento che abbiamo già affrontato in numerosi articoli, è - o dovrebbe essere - ormai noto, tanto più agli organizzatori di eventi podistici su strada inseriti nel calendario regionale o nazionale Fidal, che lo scorso 24 aprile 2018, con la circolare prot. 3745 indirizzata ai comitati regionali e alle società, la Federazione di Atletica Leggera ha recepito le modifiche alla regola 100 del RTI (Regolamento Tecnico Internazionale).

In particolare, il documento è entrato nel dettaglio di casi specifici quali quelli relativi, appunto, a stroller-carrozzine, handbikes, carrozzelle diversamente abili, puntualizzando che:

“L’uso delle stesse, non statuito dal Regolamento Tecnico Internazionale, può creare problemi di sicurezza per gli altri runners.

Categorie

Élite: non ammesse.

Altri atleti: la valutazione sull’ammissibilità delle stesse andrà effettuata dall’organizzatore in sede di regolamento della manifestazione. Può essere stabilita la partecipazione senza limiti delle stesse, o un numero massimo iscrivibile di atleti che utilizzano tali supporti, o diverse modalità di partecipazione (partenza in fondo al gruppo e simili) o altre indicazioni di stretta pertinenza dell’organizzatore della gara. Gli atleti dovrebbero comunicare, in sede di iscrizione, l’utilizzo di tali strumenti. Da specificare nel regolamento”.

In estrema sintesi: con l’unica eccezione delle categorie èlite, Fidal non pone alcun veto alla partecipazione di stroller runners se questa sia stata specificamente prevista dagli organizzatori nel regolamento di gara. Ciò significa anche che - a differenza di quanto accaduto nel recente passato - e il caso più eclatante, ricordiamolo, è stato quello di Luca Mattavelli alla Mezza Maratona di Cagliari del dicembre 2017 - i giudici di gara Fidal non potranno più, discrezionalmente, squalificare i podisti con il passeggino, a meno, ovviamente, di ipotesi quali il danneggiamento di altri atleti applicabili, tuttavia, all’intera griglia dei partecipanti, senza distinzioni.

Luca Mattavelli alla Mezza di Cagliari 2017. Sarà squalificato dopo il traguardo. Photo credits: nell’immagine

Eppure, nel chiedere ai singoli organizzatori se la loro gara fosse o meno aperta ai podisti con il passeggino, in più di un’occasione ci siamo ancor imbattuti in risposte quali: “No, perché Fidal non lo permette” (o l’altra declinazione classica “No, perché la nostra è una gara Fidal”).

Forse, sarebbe dunque il caso che la Federazione diramasse un apposito comunicato stampa, o che mettesse in evidenza su tutti i suoi canali di comunicazione che lo stroller running (peraltro mai ufficialmente vietato, neanche prima dell’emissione della circolare 3745) è consentito.

E sarebbe a maggior ragione necessario che tale posizione fosse chiara anche e soprattutto ai comitati regionali e ai Gruppi Giudici di Gara, se è vero come è vero che in alcuni casi - stando a quanto riportatoci dagli organizzatori - sarebbero stati proprio loro a ventilare l’ipotesi di squalifica dei podisti con il passeggino, a seguito di apposite richieste di chiarimento ed interpretazione poste dagli organizzatori stessi.

Quelli che… “Per gli stroller runners c’è la family run”

Ma c’è anche un’altra faccia della medaglia. Anche se il vento sta cambiando, e le prestazioni del Babyrun Stroller Running Team passano sempre meno inosservate nel panorama podistico nazionale, tanti organizzatori continuano a considerare gli stroller runners come tapascioni che partecipano alle gare podistiche per esibizionismo o, al massimo, per fare un po’ di folklore. Per questa ragione, li relegano spesso alle Family Run di poche chilometri, aperte contestualmente a chi corre travestito da Batman, ai bambini di 5 anni, agli animali domestici…

Il ragionamento è pressappoco questo: “Le nostre competitive sono gare serie. Chi vi partecipa insegue il tempo, la prestazione. Chi corre con il passeggino è un elemento di disturbo e nuoce all’immagine dell’evento. Quindi, se proprio vuole, può iscriversi alle passeggiate o alle corsette per famiglie”.

Ebbene, niente di più sbagliato. Basterebbe dare un’occhiata alla cronaca internazionale per scoprire di quali imprese sportive siano capaci i praticanti di una disciplina che, peraltro, pur essendo a grandi linee assimilabile al running tradizionale, ha una propria codifica e proprie specificità: dai muscoli coinvolti, alle articolazioni sollecitate, dalla postura, all’appoggio del piede, fino ai metodi di allenamento e agli esercizi di stretching.

Ma anche senza varcare i confini nazionali, le interviste al personaggio del mese pubblicate sul portale Babyrun.it, la storia personale dei tesserati del Babyrun Team, e il curriculum sportivo di chi pratica questa disciplina pur non facendo (ancora) parte della nostra squadra, dimostrano che per la stragrande maggioranza, chi corre con il passeggino è già un podista di medio-alto livello, il quale, una volta natogli un bimbo, decide di cimentarsi con un’attività certamente divertente, ma al tempo stesso, altamente performante.

Dario Marchini, alias Corro Ergo Sum, alla Lierac Beauty Run 2017 - Foto LaPresse - Stefano Porta

Il Babyrun Team, ad esempio, annovera: ultrarunners; runners da 4’30” al km (spingendo il passeggino); istruttori di fitness; perfino trainers di spartan races. Insieme a loro, ovviamente, corrono con i nostri colori anche podisti con tempi e prestazioni più umane. E siamo naturalmente aperti a chi voglia sperimentare lo stroller running (e lo stroller walking) con un’intensità inferiore, con il solo scopo di trascorrere qualche ora sana, piacevole e salutare con il proprio bimbo in passeggino. Ma, in generale, proporre ad uno stroller runner di sbarcarsi magari decine o centinaia di chilometri per partecipare non (almeno) a una 10 km o a una mezza maratona, bensì a una family run di 1, 2, o anche 4 chilometri, significa - per l’organizzazione - precludersi a monte la possibilità che ciò avvenga.

Paolo Dinacci ed Angela Zaccaro rappresentano il Babyrun Team alla Stratorino 2018

Quelli che… “Lo stroller running? Ci piacerebbe, ma crea problemi gestionali e organizzativi”

Tolto chi non è aggiornato sul regolamento Fidal o sulle potenzialità dello stroller running e dei suoi praticanti, c’è anche chi pone il veto ai podisti con il passeggino solo a causa di legittime - ma agevolmente superabili - preoccupazioni di carattere logistico o gestionale.

In questi casi, da una parte l’organizzazione è allettata dall’opportunità di aprirsi a una disciplina che sta diventando diffusa e di tendenza; ma dall’altra prevale ancora il timore per le ulteriori precauzioni da assumere e per l’inevitabile (seppur modesto) aggravio di lavoro e responsabilità in capo a chi spesso allestisce gare - anche di qualità - con puro spirito di volontariato, affidandosi all’encomiabile dopolavoro proprio e degli altri membri del direttivo.

L’ansia è quella di trovarsi alle prese con “orde” di passeggini, da gestire per:

  • evitare intasamenti soprattutto in partenza;
  • scongiurare incidenti lungo il percorso e relative problematiche di carattere assicurativo;
  • fornire agli stroller runners e ai loro figlioletti adeguati servizi (un angolo fasciatoio e/o allattamento, eventuali ristori ad hoc…).

In realtà, si tratta di intoppi cui si può facilmente ovviare con qualche piccola accortezza:

  • prevedere per i passeggini una partenza dedicata o comunque in fondo alla griglia
  • condizionare la partecipazione degli stroller runners all’accettazione di apposite liberatorie inserite nel regolamento di gara
  • relazionarsi con aziende del settore prima infanzia, per le quali (soprattutto in ambito locale) una tale modalità di sponsorizzazione (anche solo in termini di prodotto) può rappresentare un’ottima occasione di visibilità.

Per il resto, in termini di informazioni, consulenze, supporto, comunicazione, fornitura di servizi c’è sempre l’opportunità di avvalersi di Babyrun, concordando le più svariate forme di collaborazione, fino ad entrare a far parte del circuito di eventi stroller friendly a marchio Babyrun che proprio in queste settimane è in rampa di lancio!

Ricapitolando. L’ok di Fidal c’è. Gli stroller runners sono in crescita. La disciplina è piacevole, accattivante e di grande richiamo. Esiste perfino una squadra nazionale di podisti con il passeggino, facente capo, peraltro, a una realtà quale Babyrun che da parte propria è disposta a fornire il massimo supporto in termini gestionali e promozionali.

Ora sta agli organizzatori aprire le porte al futuro del podismo. Aprire le porte allo stroller running.

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Category: News&Curiosità Tags: babyrun stroller running team, correre con passeggino, corsa con passeggino, Fidal, maratona, mezza maratona, passeggini da corsa, stroller running

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