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Stroller running, si può: Fidal autorizza la corsa con il passeggino

Posted byGianluca Palladino - Babyrun Project on 04.26.18

Ci siamo. Fidal ha detto sì. E il mondo del podismo apre ufficialmente le porte allo stroller running.

Una vittoria eccezionale, straordinaria, per Babyrun, che dal 2013 promuove la diffusione in Italia di una disciplina già ampiamente praticata negli Stati Uniti e in molti Paesi del Centro-Nord Europa, oltre che fortemente incoraggiata dalle principali Federazioni mediche e codificata da fior di personal trainers e preparatori atletici.

Ma anche un risultato di cui rendere omaggio a tutti coloro i quali hanno sostenuto questo movimento: partecipando in maniera sempre più capillare a gare locali e nazionali; scrivendo articoli su giornali generalisti, blog e riviste specializzate; facendosi portavoce istituzionali della sua regolamentazione.

E, in ultima analisi, un traguardo importante per un settore dell’atletica leggera che inizia finalmente a guardare al futuro, non solo accettando passivamente, ma legittimando le nuove tendenze.

Via libera allo stroller running: ecco la circolare Fidal

Basta con i genitori/podisti squalificati dai giudici delle competizioni su strada del calendario Fidal per la sola colpa di aver corso spingendo il figlioletto in passeggino. E stop anche al carico di responsabilità di cui quegli stessi giudici erano gravati per sopperire al vuoto normativo in materia.

La svolta, che si attendeva già dal dicembre 2017, è arrivata nell’ambito dalla riunione del Consiglio della Federazione Italiana di Atletica Leggera svoltasi martedì 24 aprile.

Come si legge nella lettera protocollo 3745 (Fidal-Circolare-modifica-regola-100-RTI) indirizzata dall’Area Organizzazione Sportiva di Fidal ai Comitati federali regionali e a tutte le società affiliate, e avente ad oggetto “Modifica alla regola 100 del Regolamento Tecnico Internazionale”:

“Il mondo della corsa su strada è in continua evoluzione, ma al successo dovuto all’incremento costante dei partecipanti si contrappone una certa difficoltà a individuare norme di partecipazione precise in relazione a specifiche casistiche che hanno portato, negli ultimi due anni, a controversie tra organizzatori, atleti e giudici di gara.

Con la modifica della regola 100, la IAAF (Federazione Internazionale di Atletica Leggera, ndr.) ha inteso non porre limitazioni non necessarie a chi corre le cosiddette “Mass Races” senza ambizioni di classifica ma solo per partecipare e divertirsi”.

L’edizione 2014 di Babyrun Stroller Race, a Torino, in piazza Castello

Dopo questa premessa, la comunicazione entra nel dettaglio di casi specifici quali quelli relativi, appunto, a stroller-carrozzine, handbikes, carrozzelle diversamente abili, puntualizzando che:

“L’uso delle stesse, non statuito dal Regolamento Tecnico Internazionale, può creare problemi di sicurezza per gli altri runners.

Categorie

Élite: non ammesse.

Altri atleti: la valutazione sull’ammissibilità delle stesse andrà effettuata dall’organizzatore in sede di regolamento della manifestazione. Può essere stabilita la partecipazione senza limiti delle stesse, o un numero massimo iscrivibile di atleti che utilizzano tali supporti, o diverse modalità di partecipazione (partenza in fondo al gruppo e simili) o altre indicazioni di stretta pertinenza dell’organizzatore della gara. Gli atleti dovrebbero comunicare, in sede di iscrizione, l’utilizzo di tali strumenti. Da specificare nel regolamento”.

Ora, per comprendere pienamente il senso della disposizione, occorre fare un piccolo salto indietro. Precisamente, al 1° novembre 2017. Ne parleremo nel prossimo paragrafo, che tuttavia è estremamente tecnico. Quindi, chi è interessato a comprendere subito gli effetti concreti della circolare Fidal, può passare direttamente al paragrafo successivo.

Che cosa dice la regola 100 del Regolamento Tecnico Internazionale IAAF

Fino al 1° novembre 2017, la regola 100 del Regolamento Tecnico Internazionale, che le singole Federazioni Nazionali (in Italia la Fidal) sono tenute a recepire, recitava così:

“Tutte le Competizioni Internazionali, così come definite alla Regola 1.1, debbono essere effettuate secondo le Regole della IAAF e ciò dovrà essere specificato in tutti gli annunci, sul materiale pubblicitario, sui programmi e sugli stampati.

In tutte le competizioni, eccetto i Campionati del Mondo e i Giochi Olimpici, le singole gare potranno svolgersi con modalità diverse rispetto a quanto statuito dal Regolamento Tecnico Internazionale, ma Regole che riconoscano maggiori vantaggi agli atleti non potranno essere applicate. Le modalità di svolgimento della gara saranno decise o autorizzate dagli organi che hanno il controllo della competizione”.

Poi, a seguito del Congresso Iaaf di Londra del 2 agosto 2017, a tale regola 100 (proprio quella richiamata da Fidal nella comunicazione del 24 aprile 2018) è stato aggiunto un paragrafo:

“Nel caso di manifestazioni a partecipazione di massa che si svolgono al di fuori dello stadio, queste Regole devono essere integralmente applicate, normalmente, solo a quegli atleti, se presenti, che sono considerati come partecipanti nella categoria élite o in altre sezioni definite della gara, come le categorie di età per le quali sono previste classifiche a premi o rimborsi. Gli organizzatori della corsa dovrebbero dettagliare le informazioni fornite agli altri atleti precisando quali altre regole verranno applicate alla loro partecipazione, in particolare quelle relative alla loro sicurezza”.

A metà aprile 2018, Fidal diffonde, per mezzo del proprio sito internet ufficiale, la versione italiana del Regolamento Tecnico Internazionale 2018-2019, curata a cura del Gruppo Giudici Gare (RTI 2018 - stampa ufficiale). Nel manuale, a proposito della regola 100 viene riportata la traduzione dell’interpretazione ufficiale della IAAF:

“Per quanto riguarda la partecipazione di massa nelle gare di corsa e di marcia, è stabilito che queste Regole devono essere pienamente applicate solo ad ogni atleta élite partecipante all’evento o a qualsiasi altra categoria designata dagli organizzatori quando c’è una ragione logica per farlo, ad esempio nel caso di importanti riconoscimenti o premi. Tuttavia, gli organizzatori della gara sono invitati a sottolineare, nelle informazioni fornite a tutti i partecipanti, le regole e le procedure che verranno applicate alle varie categorie, specialmente in relazione alle condizioni di sicurezza, in particolare quando tutta o parte della gara non è chiusa al traffico. Questo potrebbe, ad esempio, consentire agli atleti (diversi da quelli che gareggiano nella categoria èlite o nelle altre categorie in cui si applicherebbe la Regola 144.3) di usare le cuffie o gli auricolari quando gareggiano su un percorso chiuso, ma proibirne il loro uso (o almeno scoraggiarlo) per i corridori più lenti quando il percorso è aperto al traffico”.

Come si vede, sia nella regola originaria, sia nella sua integrazione del novembre 2017, sia nell’interpretazione ufficiale della Federazione Internazionale non c’è nessun richiamo specifico allo stroller running.

Però si permette agli organizzatori delle singole gare (a partecipazione di massa) autorizzate dalle Federazioni nazionali di:

  • aggiungere altre norme a quelle del regolamento internazionale, a patto che esse non diano maggior vantaggi agli atleti.
  • consentire ad alcune categorie di partecipanti di rispettare solo alcune delle regole, ma spiegando loro, esplicitamente, quali.

A completare questo complesso puzzle c’è il ruolo delle Federazioni nazionali, chiamate non solo a recepire il Regolamento Internazionale, ma anche ad integrarlo laddove presenti lacune su aspetti specifici.

Ed è proprio in questo alveo che si inserisce la circolare Fidal del 24 aprile 2018. La quale fa principalmente 3 cose:

  1. Fornisce agli organizzatori di corse su strada (dalle grandi maratone agli eventi a carattere più locale) indicazioni che consentano di individuare le categorie definite “élite”, attraverso parametri stabiliti dagli organizzatori stessi, quali “tempi di iscrizione, essere atleta di livello internazionale, etc”;
  2. Dà indicazioni su un altro tema da sempre molto dibattuto, quale l’obbligo o meno di indossare la maglietta sociale da parte dell’atleta pena un’ammenda alla società di appartenenza;
  3. Riporta - e questo è il punto che ci interessa in questa sede - una sorta di vademecum di casi specifici che gli organizzatori sono chiamati a disciplinare chiaramente nel regolamento di gara, così da evitare ogni dubbio di interpretazione ai podisti. Tra questi, l’utilizzo di cuffie/auricolari; l’abbigliamento (anche quello goliardico); l’utilizzo di bacchette da nordic walking; la presenza di cani o altri animali sul percorso di gara; e, appunto la partecipazione di stroller/carrozzine, handbikes, carrozzelle diversamente abili.

Il simpatico travestimento di un runner ad una manifestazione podistica a Torino - anno 2015 (foto: Claudio Bonifazio)

Che cosa cambia per la corsa con il passeggino?

Dopo questa lunga - e piuttosto tecnica - dissertazione, viene da chiedersi: concretamente, che cosa cambia in materia di corsa con il passeggino? Se la decisione è sempre appannaggio degli organizzatori, qual è la novità?

In effetti, quella che in apparenza può sembrare una modifica marginale, rappresenta una svolta epocale per il movimento italiano dello stroller running. La decisione assunta il 24 aprile dal Consiglio Federale, infatti, sgombera il campo da tutti i dubbi e gli equivoci che fino ad ora affliggevano organizzatori e giudici di gara circa l’effettiva possibilità di applicare la norma 100 del Regolamento Internazionale ai podisti con il passeggino.

In altre parole: fino ad ora, pochi organizzatori di gare inserite nel circuito federale si assumevano la responsabilità di accettare gli stroller runners alle proprie manifestazioni, non essendovi una specifica legittimazione da parte di Fidal.

E, quando lo facevano, non potevano comunque garantire ai partecipanti di non essere squalificati da giudici che a propria volta non avessero voluto assumersi la responsabilità di tollerare una pratica podistica potenzialmente illegittima a norma di regolamento.

Da oggi in poi, invece, la decisione spetta unicamente agli organizzatori. Che potranno scegliere liberamente se e quanti stroller runners ammettere all’evento, valutando solo ed esclusivamente fattori quali tipologia del percorso o numero totale dei partecipanti, e indicando chiaramente le eventuali condizioni nel regolamento di gara (partenza a fondo griglia; compilazione da parte del podista con il passeggino di un’apposita liberatoria o perfino stipula di apposita polizza assicurativa, etc.).

Via libera alla corsa con il passeggino: le reazioni degli stroller runners

Comprensibile l’entusiasmo degli stroller runners italiani, che hanno accolto la circolare Fidal come una sorta di consacrazione di un movimento in crescita esponenziale. Ecco una carrellata di pareri.

GIOVANNA VENTURA

La fitness coach e capitana del Babyrun Stroller Running Team esulta: “Oggi per me e per tante persone che fanno parte del mio mondo è una festa doppia: è stata finalmente riconosciuta la presenza dello stroller running alle gare podistiche. Questo significa che non ci saranno più episodi spiacevoli come quello verificatosi qualche tempo fa, alla mezza maratona di Cagliari, che ha colpito un papà arrivato alla conclusione di 21 Km insieme alla sua piccola, nel passeggino. Squalifica! D’ora in poi, tutti coloro i quali corrono con il passeggino e non appartengono alla categoria élite, potranno essere ammessi con il semplice via libera degli organizzatori! Questo è un immenso passo avanti, di cui siamo stati in parte autori tutti noi del team di Babyrun. Un applauso a tutte le persone che combattono le loro battaglie perché credono nelle loro cause. Le cose succedono solo quando agisci. E questa ne è un’ennesima prova!

Giovanna Ventura (Fitmominaction) con il figlioletto Gioele

BARBARA STURARO E YLENIA FRANCO

Al settimo cielo anche altre due delle staffettiste del Babyrun Stroller Running Team, che insieme a Giovanna Ventura e alla sport blogger bresciana Silvia Segala hanno partecipato alla Milano Marathon 2018.

Reduce con il compagno Maurizio Bellato dalla Padova Half Marathon, portata a termine proprio spingendo il passeggino con a bordo il figlioletto Tommy, Barbara Sturaro non riesce a trattenere l’emozione: “A qualcuno non fregherà niente, ma a me viene da piangere: lo stroller-running è riconosciuto! Fidal ha detto ok. A volte lottare contro quelli che paiono mulini a vento produce effetti positivi!

Barbara Sturaro e Tommy

Sulla stessa lunghezza d’onda la lecchese Ylenia Franco, che in questi primi mesi del 2018 ha scorrazzato nei più svariati eventi podistici con la piccola Camilla in passeggino: “È stato emozionante leggere il comunicato Fidal in merito all’ammissione degli stroller runners alle gare podistiche. In minima parte mi sono sentita anch’io protagonista di questa azione e di questo risultato, e avrei voluto gridarlo a tutti quelli che nelle ultime settimane, alla mia richiesta di partecipazione a determinate gare spingendo il passeggino hanno usato queste parole: “Assolutamente no, e poi non è ammesso dalla Fidal”. Ecco, è stato fatto un bel passo avanti. Ora non ci resta che sensibilizzare i singoli organizzatori. E far appassionare sempre più famiglie a questa fantastica disciplina. Intanto grazie a Babyrun per averci creduto fino in fondo”.

Ylenia Franco e Camilla

PAOLO DINACCI E SILVIA STEFANI

Orgoglioso di questa sorta di consacrazione da parte della Federazione, il milanese Paolo Dinacci, tesserato Babyrun insieme alla moglie Angela Zaccaro: “Finalmente non saremo più trattati come oggetti sconosciuti o extraterrestri che vogliono intraprendere chissà quale viaggio intergalattico nel pianeta del podismo italiano. Adesso siamo ufficialmente riconosciuti anche dalla Fidal. Questo grazie all’impegno costante e alla completa dedizione di movimenti come Babyrun, di persone come Giovanna ventura, Barbara Sturaro, Silvia Segala, Ylenia Franco, senza voler far torto a nessuno. Poi ci siamo noi: un movimento in continua crescita di normali papà e mamme che hanno voglia di fare dello sport con tutta la famiglia. Sì, perché lo sport è unione e condivisione. Quando ho letto la notizia mi sono sentito come una minoranza che finalmente acquisisce un diritto naturale che dovrebbe essere riconosciuto a prescindere, e non per gentile concessione, come è stato fino a quando la Fidal non ha acceso i fari su di noi. È un bellissimo primo passo, anche se la strada la vedo lunga e tortuosa. D’altra parte credo anche sia giusto regolamentare i passeggini: onestamente non penso che tutti siano adatti a corse competitive o a certi percorsi”.

Paolo Dinacci, Angela Zaccaro e Caterina

Per un altra tesserata del Babyrun Stroller Running Team, la padovana Silvia Stefani il 24 aprile è stato un giorno doppiamente speciale: “Prima candelina per il nostro Alessio e come regalo che cosa è arrivato? Il riconoscimento dello stroller running da parte della Fidal! Grazie a tutti coloro i quali hanno diffuso questo messaggio importante; a chi ci ha creduto nonostante i No, non potete partecipare; grazie a Babyrun per tutto quello che ha fatto e che continua a fare. E ora… gambe in spalla! È il momento di spingere”.

DARIO MARCHINI

Il noto Corro Ergo Sum del web è stato tra i primi a pubblicare sulla propria pagina Facebook la notizia della circolare Fidal in materia di stroller running. E per lui, che pratica questa disciplina e se ne occupa anche per la rivista Runner’s World fin dalla nascita del figlioletto Tommaso, nel 2016, non poteva che essere motivo di grande soddisfazione. Ecco il suo post.

LUCA MATTAVELLI

Questa ampia carrellata di commenti non poteva che concludersi con lui, che lo scorso 3 dicembre 2017 era stato squalificato al traguardo della Mezza Maratona di Cagliari dopo aver spinto la figlioletta Aurora per 21 chilometri e 97 metri.

Per Luca Mattavelli la delusione di allora si è trasformata, oggi, in soddisfazione: “Aver riempito il vuoto normativo che esisteva in materia di stroller running è decisamente un successo. Tutti noi abbiamo contribuito alla storia di questa disciplina, facendo sentire con forza, determinazione e orgoglio la nostra voce. Fino a ieri eravamo invisibili, senza diritti e sempre incerti sulla possibilità o meno di poter partecipare a questo o quell’evento, ma da oggi esiste una norma che regolamenta la nostra attività; che riconosce l’esistenza di un movimento in forte crescita, che non si poteva più ignorare. Abbiamo vinto noi. Facciamoci un plauso e continuiamo più determinati che mai”.

GIANNI MAURI

Un’ultima menzione, infine, non può che meritarla il presidente di Fidal Lombardia, Gianni Mauri. All’indomani della squalifica di Luca Mattavelli, intervistato da Babyrun aveva commentato: “L’atletica deve includere, non escludere. Sia per il suo ruolo sociale, sia dal punto di vista sportivo, e tanto più alla luce di risultati internazionali tutt’altro che soddisfacenti. Il runner che corre spingendo uno stroller magari non arriverà mai alle Olimpiadi. Ma non è detto che un domani non possa farlo il figlio, anche grazie all’attitudine allo sport che gli è stata trasmessa dal papà o dalla mamma fin da quando si trovava in passeggino e poteva partecipare con loro alle gare podistiche. Mi impegno affinché la questione sulla necessità di disciplinare lo stroller running venga affrontata come merita dalla Federazione”.

Gianni Mauri, presidente di Fidal Lombardia (Foto: Mario Grassi, Fidal Lombardia)

Oggi, Mauri conferma con soddisfazione quella posizione: “L’atletica leggera ha bisogno di entusiasmo, di apertura. E tutti gli atti che portano ad allargare la base dei praticanti, personalmente li sposo al 100%“.

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Category: News&Curiosità Tags: correre con passeggino, corsa con passeggino, Fidal, genitori con passeggino, stroller running

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