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Stroller Trekking: dalle Alpi alle Ande, con un 3 ruote e alla grande!

Posted bydottoressa Gabriella Regis - nutrizionista Babyrun on 11.16.17

“Io non sono portata per lo sport”. Quante tra noi lo dicono e lo pensano? Tantissime.

Ma tra sport ed inattività ce ne passa. E allora perché non pensare almeno di essere attive e stare bene? In fondo, prendiamo mille volte i nostri bimbi in braccio; facciamo acrobazie per allacciarli in macchina; facciamo la spesa con un pupo in passeggino, l’altro sulla pedana e poi, così zavorrate, arriviamo a casa dribblando persone, animali e cose alla velocità della luce… oh, manco Bolt ha la nostra preparazione atletica, o no?

E siamo pure campionesse di Urban Trekking! Non lo sapevate?! Leggete il post che MammaSportiva ha scritto per noi e rivalutiamoci!

Fare trekking con il bimbo in passeggino? Seguimi e ti spiego come

Ciao a tutti e ben ritrovati sul portale di Babyrun! Come anticipato nel video, questo mese vi racconto di uno sport che a me piace tantissimo: il trekking. Un trekking speciale, però, quello con il passeggino!

Ci sono diversi aspetti di cui tener conto quando parliamo di stroller trekking:

  • il percorso, cioè il terreno su cui andremo a passeggiare, la lunghezza e il dislivello
  • la stagione e, quindi, l’abbigliamento, per noi e per i bambini
  • il passeggino che utilizziamo e le sue caratteristiche
  • la postura e l’allenamento che possiamo fare praticando questa attività sportiva

Vediamoli nel dettaglio.

Stroller trekking: quali percorsi scegliere e cosa sapere

Ci piace andare in montagna? Perfetto!

Siamo dei fan di salite e discese e viste panoramiche dall’alto? Yeah!

Non possiamo stare lontani da uno sterrato? Yuppy Doo!

Se anche tu hai esultato alla stessa maniera, sei nel post giusto!

Sono certa che non ci sia bisogno di dirti che, però, non tutti i percorsi vanno bene per praticare stroller trekking con il tuo bimbo. Ad esempio, non potrai affrontare con il passeggino sentieri troppo rocciosi, impervi, con appoggi insicuri e difficili. Le mulattiere fatte di grandi sassi, le piccole vie di ghiaia friabile, i single track dove a malapena ci passa la ruota di una bici, non sono itinerari ideali quando scegli di portare tuo figlio a fare trekking con te.

Ah, e per dovere di precisazione, non è che per fare trekking devi per forza andare in montagna. Per trekking, infatti, si intende la pratica della camminata su un percorso con salite e discese o, comunque, in offroad. Quindi, se vivi a Bergamo, per esempio, e ti fai un percorso che vada da Bergamo Bassa a Bergamo Alta, stai facendo trekking 😉

Per farti capire che non sto delirando, forse avrai sentito parlare di Urban Trekking, o trekking urbano. Già, hai letto bene. Se sei a Milano al Parco Monte Stella, stai facendo urban trekking. Quindi, come hai letto, non serve andare in Val d’Aosta o sulle Dolomiti per forza. Anche nelle nostre grandi città puoi trovare l’occasione per fare dello stroller trekking.

Quindi, quali sono gli itinerari migliori? I percorsi migliori per praticare stroller trekking sono tutte quelle vie il cui manto sia praticabile col passeggino: abbastanza larghe, abbastanza piane e non molto sdrucciolevoli. Come puoi saperlo? Beh, qui non c’è molto da fare. O conosci il percorso, magari perché lo hai fatto altre volte, o vai con qualcuno che lo conosce, oppure ti informi presso gli enti di promozione turistica locale, ad esempio, se sei in una località turistica.

Prima di trovarti in difficoltà, assicurati sempre di poter concludere senza problemi e in sicurezza il tuo percorso.

Per quanto riguarda l’aspetto lunghezza, anche su questo aspetto si va a buon senso. Considerando che i bambini hanno esigenze che non possono attendere, come la fame, il sonno o il cambio pannolino, ti devi organizzare un percorso che ti consenta di riuscire a gestire il piccolo in tutta serenità (o quasi, perché poi con i bimbi non si sa mai come va 😀 ).

Parliamo adesso del dislivello. Sinceramente mi fanno sempre un po’ sorridere le persone, mentre fanno trekking, si lamentano delle salite. Non si è mai vista una montagna o una collina senza salite o discese. Ma, disquisizioni filosofiche a parte, come puoi sapere quanto “faticoso” sarà il percorso? Puoi saperlo informandoti sul dislivello positivo. Più è alto, più le salite (e le discese) saranno ripide.

Quindi, per stare tranquilli, è sempre bene non esagerare, perché ricordiamoci che stiamo sempre parlando dei nostri figli e la loro sicurezza è la cosa più importante. Un altro dato che ti deve interessare è l’altitudine. I bambini non possono superare la soglia di comfort dei 2000 metri di quota, la stessa che vale per la gravidanza. Ne ho parlato in modo più approfondito qui, nella pagina di Mamma Sportiva dedicata all’attività sportiva trekking.

Un ultimo suggerimento legato alla scelta del percorso è il livello di preparazione fisica e l’abitudine alle camminate in salita e discesa. Proprio perché sei in compagnia di un bambino, scegli sempre degli itinerari alla tua portata. Per strafare, se vuoi, avrai altre possibilità in altri momenti.

Stroller Trekking 4 stagioni

Ok, ora che hai trovato e approvato il tuo percorso, puoi capire, a seconda della stagione, come muoverti. Non pensare che in estate non ci siano problemi a parte il doversi proteggere dal sole. Ogni stagione ha un lato positivo ed uno negativo. Vediamo insieme come gestirli. In primavera e in autunno, tutto sommato stagioni simili in cui il caldo è giusto e il sole fa piacere, l’incognita più rognosa potrebbe essere la pioggia.

Assicurati che non ci siano nuvole all’orizzonte. Per essere tranquilli al 100%, un parapioggia per passeggino è sempre utile da tenere nel cestello portaoggetti. Ci sono anche quelli universali, che hanno un prezzo accessibile a chiunque e li trovi tranquillamente online, ad esempio su Amazon. Le ore di luce sono un’altra bussola fondamentale per chi fa trekking. Vale per qualsiasi escursione, a maggior ragione per chi si avventura col passeggino.

Questo è un problema che si fa sentire maggiormente in inverno quando alle quattro del pomeriggio circa c’è già buio pesto. Chiunque può dirti che non si va in giro per sentieri al buio. Troppo pericoloso. Figurati con un passeggino. Quindi organizzati a dovere!

Altra nota d’attenzione dell’inverno è il freddo. Fortunatamente esistono dei bellissimi sacchi nanna in piumino e foderati in pile che possono proteggere i nostri pupilli anche da temperature rigide. Ce ne sono di tanti modelli e prezzi.

Stroller on the rocks?! Anche no! Van bene i sassolini, ma il ghiaccio no! Attenzione… perché scivolare col passeggino non deve essere proprio una bella esperienza. Fortunatamente non viviamo in Siberia e di queste giornate così fredde ne vediamo poche. Giornate in cui possiamo tranquillamente fare altro, senza rischiare inutilmente di incappare in qualche situazione pericolosa.

Poi c’è l’estate, stagione preferita dai più, ma pur sempre da affrontare con alcune accortezze. La prima e più ovvia è il caldo e il sole, rovente, cocente. Cerchiamo percorsi nei boschi, all’ombra ed evitiamo di stare sotto il sole a picco delle ore centrali. Se così fosse, cappellini per tutti e parasole ben attrezzato per il passeggino. Altro pericolo sono i serpenti come, ad esempio, le vipere. Ormai non se ne vedono spesso ma è giusto segnalare che, essendo animali a sangue freddo, d’estate fanno festa tra rocce ed erba alta. Attenzione a dove si cammina, a dove si sosta e a dove ci si siede, sempre!

Il passeggino per praticare lo stroller trekking: caratteristiche e sicurezza

Come avevamo accennato nello scorso articolo dedicato all’allenamento, per praticare lo stroller trekking ci vuole un passeggino adatto.

Di solito parliamo di un 3 ruote, ma esistono anche dei validissimi modelli da offroad a 4 ruote. Più robusti (e ingombranti) dei loro cugini per il passeggio urbano, i passeggini da trekking, o trail, hanno delle caratteristiche specifiche:

  • doppio freno: stazionamento e arresto (lo spiego bene nel video)
  • ruote grandi con battistrada adatti all’offroad
  • telaio robusto con struttura adatta alle salite e alle discese
  • cinghia di sicurezza (anche questa spiegata meglio nel video)
  • ammortizzatori
  • ruota anteriore piroettante con possibilità di blocco del movimento

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Non ho parlato delle cinture di sicurezza a 5 punti, di schienale reclinabile, cappottine etc perché le do per scontate e perché sono in dotazione su ogni passeggino esistente in commercio. Di solito i passeggini da trekking hanno la seduta fronte strada ma, su alcuni modelli, è possibile anche averla reversibile fronte mamma.

Postura e allenamento con lo stroller trekking

Come potete vedere dalle foto, la postura è simile a quella che teniamo quando camminiamo o corriamo col passeggino. Simile, infatti, perché in questo caso dobbiamo pensare che andremo a caricare maggiormente sulle gambe. In salita, lavoreremo tanto di polpacci, in discesa, di quadricipiti. Per le mamme, tranquille, si lavorano anche i glutei 😉

E non finisce qui perché anche per le braccia e il core (addome) il lavoro è intensificato, soprattutto se c’è qualche salitina e strappettino più impegnativo.

Come per le altre attività legate all’uso del passeggino, dunque, anche lo stroller trekking impegna gran parte della muscolatura e risulta un allenamento completo.

Questo excursus sullo stroller trekking vi ha illuminato o ha anche acceso alcuni dubbi? Benissimo: non vedo l’ora di potermi confrontare con altri genitori appassionati di trekking. Resta in contatto con noi sui social per commenti o domande!

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Category: Tutorial Tags: Attività con bambini, stroller trekking, vacanze con il passeggino, viaggi con il passeggino, vita all'aria aperta

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