Non ancora stroller runner, ma le premesse ci sono tutte. Valentina Lesna, 34 anni, ingegnere gestionale di Torino, attualmente in forza all’Agenzia Spaziale Europea, in Olanda, ha cominciato a correre a 17 anni e praticamente non ha mai smesso. Lo farà fra qualche settimana. A un mese dal parto. E solo fino a quando non riceverà dai medici il via libera per tornare a macinare chilometri. Da sola, ma anche spingendo un passeggino con a bordo il suo piccolo. Di cui, al momento, si sa che è un maschietto, ma non il nome. Perché quello, mamma e papà lo sveleranno solo a metà aprile, quando il loro bimbo nascerà!

Valentina, raccontaci la tua evoluzione di podista: da liceale che corre a quasi stroller runner
Ho iniziato a correre quando frequentavo il Liceo, a 17 anni, e da allora non ho mai più smesso. E se dico mai più smesso intendo che realmente non ci sono mai stati periodi più lunghi di 20 giorni (praticamente le vacanze estive) in cui abbia messo da parte le scarpe da corsa. La sola eccezione sono stati 9 mesi di fermo dovuti a un’infiammazione di un tendine dell’anca. Mi ricordo che quando successe, mi dissi che nemmeno una gravidanza mi avrebbe mai potuto fermare così a lungo!
La nostra prima corsa insieme quando nessuno sapeva ancora di noi, a 4 mesi!
Ed effettivamente avevo ragione, perché quando sono rimasta incinta ho continuato a correre, e non sono stata ferma 9 mesi come temevo! Anzi! Persino all’inizio, i primi tre mesi, quando i dottori spesso sono prudenti e dicono di limitare l’esercizio fisico, io non ho smesso per niente! Correre era l’unica cosa che mi dava sollievo, con tutta la nausea che avevo, 24 ore al giorno, per 7 giorni la settimana. La sola tregua da quelle sensazioni di nausea e fastidio era proprio quando uscivo per la mia corsetta, quindi perché smettere? Ho continuato a correre fino all’inizio del nono mese. Sono stata benissimo. Fino alla ventinovesima settimana sono stata in grado di fare corse fino a 10 km di distanza, e di allenarmi 3 o 4 volte a settimana. Ho sempre modulato l’intensità delle mie corse, ma devo dire che fino a tre quarti del percorso, la mia velocità è stata più o meno quella pre-gravidanza.
La nostra seconda corsa insieme
Da metà del settimo mese in poi, invece, sono scesa a massimo 5 km per corsa, e anche la velocità è andata notevolmente rallentando. Mi rimangono poche settimane, ma penso che smetterò, per lo meno le ultime, giusto per non indurre il mio pargolo a venire alla luce troppo presto! Correre sì, ma cum grano salis! E poiché le ultime corse sono state un po’ faticose (non dolorose, solo un po’ più difficili in termini di resistenza… ma sfido io, quasi al nono mese!), meglio ascoltare il proprio corpo e continuare con la piscina (che mi ha comunque accompagnato due volte a settimana gli ultimi mesi).
In ogni caso, poter correre durante la gravidanza mi ha sempre fatto stare bene, mi ha fatta sentire forte, e anche il mio bimbo non ha mai dato segnali di insofferenza. D’altronde la gravidanza mica è una malattia!
Hai deciso di comprare un passeggino da corsa per continuare a coltivare la tua passione anche dopo la nascita del tuo piccolo: da dove nasce quest’idea?
A un certo punto della gravidanza, per lo meno la prima, spuntano strani termini tipo “trio”. Inizi a capire che al bambino serviranno degli attrezzi, che dovrai spostarlo tu, perché fino a quando non cammina (o corre) da solo, sei tu il suo mezzo. Mi sono quindi informata sui vari tipi di passeggini, per capire quale fosse il migliore per me.
La nostra terza gara insieme!
C’è un mondo là fuori pieno di passeggini tecnici che nemmeno gli scienziati della NASA! E quello con l’ammortizzazione tal dei tali, e quello con gli pneumatici antichiodo, e quello chiudibile con un dito, e quello economico, e quello… antiproiettile!
Avrei voluto prendere uno stroller esclusivamente per la corsa, ma poi ho pensato che in realtà il mio passeggino non mi sarebbe servito per allenarmi per le mie future mezze maratone (per le quali preferirò correre sola… credo), ma solo per qualche allenamento durante la settimana, quando il papà lavorerà e io non avrò assolutamente intenzione di rinunciare alla mia corsa né di lasciare il bimbo a baby sitter o nonni o amici.
Nel weekend difatti ci sarà comunque sempre il papà e quindi potrò fare allenamenti seri lasciando il bimbo con lui per le massimo due ore di corsa (io sono una mezza maratoneta, non mi sono ancora sfidata sulla maratona completa!). Certo, il compromesso è ed è sempre stato, senza bisogno nemmeno di esprimerlo: “vero che tieni il bimbo mentre vado a correre?”, necessità di entrambi! E la risposta ovviamente è stata: “mai e poi mai nella vita ti ostacolerò nei tuoi allenamenti di corsa, stanne certa”! La più grande dichiarazione d’amore per me!
Alla fine per quale passeggino da corsa hai optato? E come lo hai scelto?
Fatte tutte le mie considerazioni, si trattava di documentarsi sui modelli di stroller adatti anche al running. Purtroppo non conosco nessuno che corra con passeggini, anche perché ho pochi amici con figli, quindi per la mia scelta mi sono dovuta affidare a consigli e recensioni online, a portali come Babyrun, e al metodo più tradizionale: prendere carta e penna per segnare i vari modelli, le loro differenze, e vedere quale fosse il migliore per le mie necessità.
Alla fine la mia scelta è andata verso il trio Chicco Activ3 per vari motivi. Innanzitutto ad un prezzo ragionevole avevo il trio, quindi passeggino carrozzina e ovetto auto. Poi il passeggino era relativamente leggero e si poteva chiudere con una mano sola. Per me era fondamentale questo criterio! Sono una persona indipendente e voglio cavarmela da sola, quindi poter chiudere il passeggino con una mano sola mentre tengo il pupo in braccio e ho dieci borse appese al mio corpo, è imprescindibile. Il nostro ascensore inoltre è minuscolo quindi le dimensioni del passeggino da chiuso sono state criterio di scelta, e soprattutto anche il fatto che la ruota anteriore fosse removibile.
Ovviamente è un passeggino a tre ruote, con ammortizzatori. Non ha un freno a maniglia come il Bugaboo runner per esempio, ma conto di correre su terreni non troppo accidentati, e soprattutto su percorsi assolutamente sicuri e pedonali, senza attraversamenti o semafori. Di conseguenza il Chicco Activ3 è stata la mia scelta. Quando è arrivato a casa ci ho messo un po’ a capire come tutti i pezzi si incastrassero tra loro e come si smontasse. È tutto estremamente facile, ma devo ammettere che il primo giorno ho pensato di bruciarlo per non giungere all’esaurimento nervoso!
Il passeggino da corsa Chicco Activ3 di Valentina, con la carrozzina montata
Sai già dove andrai a correre con il passeggino insieme al tuo pupetto?
Andrò a correre principalmente in strade urbane, ma vicino a parchi cittadini, zone totalmente pedonali, perché voglio correre tranquilla senza pensare ad attraversamenti o ad evitare troppi pericoli. Allo stesso tempo so che andremo spesso a fare passeggiate in parchi vicino a casa dove i terreni sono sterrati, e quindi ho virato verso il Chicco Activ3 per le sue ruote grandi e anti foratura.
Esco per una corsa, 7 mesi!
Come immagini che saranno le tue corse insieme a tuo figlio in passeggino?
Io spero che si diverta, che si rilassi, che impari ad apprezzare l’aria aperta e che ami osservare ciò che lo circonderà. Vorrei godesse del tempo speso sul passeggino mentre corriamo, seppur magari non se lo ricorderà una volta grande. Lo porterò con me nei miei allenamenti e nelle mie corsette defatiganti, magari pure durante gli allenamenti delle mie prossime mezze maratone se riuscirò a instaurare una buona routine. Sicuramente faremo qualche gara da 10 km insieme, su questo non ci piove. Ma per il momento non voglio pensare troppo al futuro. Potrà anche essere che una volta nato vorrò solo riposarmi o godermi la maternità senza pensieri o corse per qualche mese!
Quasi 9 mesi e ancora corro
Se mi conosco bene però, so che appena avrò via libera del medico, metterò le scarpe ai piedi e uscirò. Di sicuro mi piacerebbe che il mio bimbo diventasse uno sportivo e ovviamente un runner, ma se vorrà essere il futuro Roberto Bolle a me andrà bene lo stesso, l’importante è che si diverta!
Se devo essere sincera comunque, una cosa sulla quale ho sempre fantasticato da quando sono rimasta incinta, è una prossima mezza maratona - la mia distanza preferita - dove al traguardo troverò ad aspettarmi il papà e il mio bimbo che mi faranno un tifo spropositato, magari con palloncini e striscioni, e che se anche il mio bimbo sarà troppo piccolo per esprimersi, sarà fiero della sua mamma!
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