L’obesity day? Si dovrebbe celebrare ogni giorno! Sovrappeso e obesità infantile, infatti, rappresentano ormai un’epidemia a livello mondiale.
Una piaga da contrastare prima di tutto in famiglia, anche correggendo le abitudini alimentari sbagliate e adottando uno stile di vita attivo, non sedentario.
Avete presente quando l’altra sera, prima di addormentarvi, vi siete messi a sfogliare il Rapporto Istat 2016? Ecco. Non so voi, ma noi siamo rimasti molto colpiti dai dati su sovrappeso e obesità in Italia: tra gli adulti, tutto sommato, le cose non vanno così male, perché, anche se in costante crescita, l’eccesso di peso degli italiani si colloca nella parte bassa della classifica europea. Il vero problema è rappresentato dai bambini: il sovrappeso di quelli residenti in Italia è tra i più alti d’Europa!
Molteplici studi hanno dimostrato che sovrappeso ed obesità sono tra i principali fattori di rischio per lo sviluppo di patologie croniche come diabete, malattie cardiovascolari e tumore, con un’incidenza sulla spesa socio-sanitaria sempre più rilevante. Previsioni di futuro nefaste a parte, i bimbi obesi pagano già nel presente la loro condizione: difficoltà di respirazione, aumentato rischio di fratture, ipertensione, resistenza all’insulina, nonché problemi psicologici.
Il rapporto della commissione ECHO (Ending Childhood Obesity) dell’OMS, presentato a inizio 2017 e frutto di due anni di lavoro, parla di 41 milioni di bambini sovrappeso o obesi, a livello mondiale. Bambini sotto i 5 anni. Provate a figurarveli mentalmente: non fa paura? Non fa paura immaginare il futuro di questi bambini, già così tragicamente segnato da scelte sbagliate fatte nei primi anni di vita?
Sovrappeso e obesità infantile: quali le cause?
Cosa c’è alla radice di questa vera e propria epidemia mondiale?
Proviamo a capire cosa succede in una realtà vicina a noi: il Piemonte. In questa regione il problema ha un impatto lievemente inferiore rispetto alla media nazionale, con il 18.6% di bambini sovrappeso e il 6.7% di bambini obesi (OKkio alla Salute - Risultati dell’indagine 2014, REGIONE PIEMONTE, indagine condotta sulla fascia di età 6-10 anni). Si tratta, comunque, sempre di un 25.3% di bambini aventi un eccesso ponderale. Quali le cause? Due principalmente: mancanza di attività fisica e scorretta alimentazione. Infatti, dalla ricerca OKkio alla Salute, emerge che:
- tra i bambini sono molto diffuse le attività sedentarie;
- un bambino su 8 è fisicamente inattivo e appena uno su 6 ha un livello di attività fisica raccomandato per la sua età;
- le scuole non riescono a sopperire adeguatamente a tale carenza (ad es. con attività motoria in orario scolastico; coinvolgimento dei genitori in iniziative di attività motoria e/o iniziative finalizzate alla promozione di sane abitudini alimentari);
- in Piemonte il 42% delle madri di bambini sovrappeso e il 9% di bambini obesi ritiene che il proprio bambino sia normopeso o sottopeso;
- solo il 23% delle madri di bambini sovrappeso e il 49% delle madri di bambini obesi ritiene che il proprio bambino mangi troppo.
Il problema alimentare non si ferma solo alla quantità sbagliata di cibo ingerito, ma riguarda anche la qualità. In Italia, anche se il consumo giornaliero di verdure ed ortaggi sta crescendo, solo il 5% della popolazione segue l’indicazione delle cinque porzioni giornaliere di frutta, verdure e ortaggi.
Stile di vita sano, la prima medicina
Ora che il problema e le sue cause sono chiarite, cosa si può fare? Poiché sovrappeso ed obesità sono in gran parte prevenibili, c’è largo margine di azione. L’OMS suggerisce ai singoli di:
- limitare al massimo l’assunzione di grassi e zuccheri
- aumentare il consumo di frutta e verdura, nonché quella di legumi, cereali integrali e frutta secca
- praticare regolarmente attività fisica (60 minuti al giorno per i bambini e 150 minuti distribuiti su tutto l’arco della settimana per gli adulti)
Dal momento che si tratta della salute dei nostri figli, cosa aspettiamo a prendere in mano la situazione? Poi la politica, la scuola, i medici, faranno la loro parte, ma se non siamo noi i primi a preoccuparci, di certo non saranno gli altri. L’ambiente “obesogeno”, come viene definito dall’OMS, non è dato solo da grassi, zuccheri e sale contenuti nei cibi industriali, dal vivere in appartamento e non avere più a disposizione spazi di gioco come il giardino di casa o il cortile condominiale, ma anche dallo stile di vita che trasmettiamo ai nostri bimbi. E allora, merendine al bando e più movimento per tutti.
Come si traduce tutto ciò nella nostra quotidianità? Non vuol dire spingere vostro figlio ad essere un futuro atleta o un campione dello sport. Semplicemente, pensate a cosa potete fare insieme a lui per evitare di lasciarlo incollato davanti alla tv o a giocare da solo con il vostro tablet tutto il giorno: mettete una canzone e ballate, giocate a nascondino, andate a correre al parco, improvvisate una partita di calcio (anche se piccolini, si divertiranno un sacco).
Nel weekend non fate le vasche nei centri commerciali o lungo la via principale per poi spiaggiarvi in un bar, ma fate passeggiate in montagna, visitate una nuova città,… E cominciate fin da quando il vostro bimbo è ancora solo un fagiolo nella pancia della mamma: è ormai assodato che l’attività fisica in gravidanza porta benefici sia alla mamma che al feto e tali benefici si ripercuoteranno per il bambino anche sulla sua vita adulta.
Una volta che il bambino sarà nato, non fermatevi, anche se le energie sono poche e la stanchezza tanta, mantenetevi attivi, praticate lo stroller running, fate passeggiate al parco, in campagna, in montagna, esistono tantissimi sentieri percorribili con bambini in passeggino o nello zaino porta bambino o nel marsupio. Qualunque sia la scelta migliore per le esigenze di tutta la famiglia, il messaggio è uno solo: fate scelte attive per voi ed i vostri figli e per loro, crescendo, diventerà naturale vivere così.
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